Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24754 del 14/09/2021

Cassazione civile sez. VI, 14/09/2021, (ud. 15/04/2021, dep. 14/09/2021), n.24754

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 31686/2019 R.G. proposto da:

C.M., rappresentato e difeso, per procura speciale in

calce al ricorso, dall’avv. Marco GOTTI, presso il cui studio

legale, sito in Genova, alla piazza Oriani, n. 4, int. 1, è

elettivamente domiciliato;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei

Portoghesi n. 12;

– resistente –

avverso la sentenza n. 408/03/2018 della Commissione tributaria

regionale della LIGURIA, depositata il 21/03/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 15/04/2021 dal Consigliere LUCIOTTI Lucio.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. In controversia relativa ad impugnazione di un avviso di liquidazione della maggiore imposta di registro dovuta dal notaio C.M. in relazione ad un atto dal medesimo rogato, contenente sei distinte compravendite intervenute tra diversi contraenti, che l’amministrazione finanziaria sosteneva doversi determinare in misura fissa per ciascuno dei predetti negozi, con la sentenza in epigrafe indicata la CTR respingeva l’appello del contribuente ritenendo corretto l’operato dell’amministrazione finanziaria.

2. Avverso tale statuizione il contribuente propone ricorso per cassazione, cui replica l’intimata con controricorso.

3. Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorso è manifestamente inammissibile in quanto carente dei requisiti previsti dall’art. 366 c.p.c., limitandosi il ricorrente a considerazioni generiche, in qualche passaggio argomentativo anche scarsamente intellegibili, senza alcuna specificazione dei motivi di ricorso né tanto meno delle argomentazioni in diritto che sarebbero in ipotesi viziate (cfr. Cass. n. 24298/2016).

Al riguardo va ricordato che il giudizio di cassazione è un giudizio a critica vincolata, delimitato e vincolato dai motivi di ricorso, che assumono una funzione identificativa condizionata dalla loro formulazione tecnica con riferimento alle ipotesi tassative formalizzate dal codice di rito, con la conseguenza che il motivo del ricorso deve necessariamente possedere i caratteri della tassatività e della specificità ed esige una precisa quanto comprensibile enunciazione, di modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche previste dall’art. 360 c.p.c. e non si risolva in una critica generica della sentenza impugnata (arg. da Cass. n. 19959 del 2014, n. 11603 del 2018) pertanto, “i motivi per i quali si chiede la cassazione della sentenza non possono essere affidati a deduzioni generali e ad affermazioni apodittiche, con le quali la parte non prenda concreta posizione, articolando specifiche censure esaminabili dal giudice di legittimità sulle singole conclusioni tratte dal giudice del merito in relazione alla fattispecie decisa. Invero, il ricorrente – incidentale, come quello principale – ha l’onere di indicare con precisione gli asseriti errori contenuti nella sentenza impugnata, in quanto, per la natura di giudizio a critica vincolata propria del processo di cassazione, il singolo motivo assolve alla funzione condizionante il “devolutum” della sentenza impugnata” (Cass. n. 1479 del 2018).

Il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile senza necessità di provvedere sulle spese processuali stante la mancata costituzione dell’Agenzia delle entrate che si è limitata a chiedere di poter partecipare all’eventuale udienza pubblica di discussione.

PQM

dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, il 15 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 14 settembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA