Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24751 del 19/10/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. lav., 19/10/2017, (ud. 11/05/2017, dep.19/10/2017),  n. 24751

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NOBILE Vittorio – Presidente –

Dott. NEGRI DELLA TORRE Paolo – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere –

Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 17049-2015 proposto da:

A.O.Y., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso

dall’Avvocato CARMELA AUGELLO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

L.M. DEI F.LLI M. S.R.L., in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

GIAN GIACOMO PORRO 8, presso lo studio dell’avvocato ANSELMO

CARLEVARO, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati

STEFANO FRANCIA, GIAMPIERO PAOLI, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 116/2015 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,

depositata il 27/04/2015 R.G.N. 592/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

11/05/2017 dal Consigliere Dott. FABRIZIA GARRI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CERONI FRANCESCA che ha concluso per il rigetto del ricorso;

udito l’Avvocato AUGELLO CARMELA.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte di appello di Ancona in riforma della sentenza del Tribunale della stessa città ha accertato e dichiarato, per quanto qui interessa, che A.O.Y. era decaduto, ai sensi della L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 4, lett. d) dalla facoltà di impugnare la illegittimità dei termini apposti ai sette contratti di somministrazione di lavoro intercorsi con la L.M. dei Fratelli M. s.r.l. nel periodo dal 4 dicembre 2006 al 30 aprile 2010.

2. Il giudice di appello ha rammentato che l’art. 32, comma 4 citato, trova applicazione ai contratti stipulati ai sensi del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, art. 27 e che alla data di entrata in vigore della L. n. 183 del 2010 siano già conclusi sottolineando che i termini di decadenza introdotti dalla citata disposizione decorrono solo dall’ entrata in vigore della legge stessa.

3. Per la cassazione della sentenza ricorre O.Y.A. con tre articolati motivi cui resiste con controricorso la L.M. dei F.lli M. s.r.l. che deposita anche memoria ai sensi dell’art. 378 cod. proc. civ.. Il difensore del ricorrente ha depositato istanza per la liquidazione dei compensi in relazione all’ammissione al gratuito patrocinio.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

4. Con il primo motivo di ricorso è denunciata la violazione e falsa applicazione della L. 4 novembre 2010, n. 183, art. 32, comma 4, lett. d) e della L. 26 febbraio 2011, n. 10, art. 1 bis introdotto con l’art. 2, comma 54 di conversione, con modificazioni, del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225. Ad avviso del ricorrente la Corte di merito non avrebbe considerato che, come eccepito dall’odierno ricorrente, per effetto della prorogata entrata in vigore della L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 4, lett. d) non era maturata alcuna decadenza.

5. Il motivo è fondato e deve essere accolto restando assorbito l’esame delle altre censure. Costituisce principio oramai consolidato (cfr. Cass. s.u. 14/03/2016 n. 4913 ma anche con riguardo al termine di duecentosettanta giorni Cass. 04/07/2016 n. 13598) quello secondo il quale la L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 1 bis, introdotto dal D.L. n. 225 del 2010, conv. con mod. dalla L. n. 10 del 2011, nel prevedere “in sede di prima applicazione” il differimento al 31 dicembre 2011 dell’entrata in vigore delle disposizioni relative al termine di sessanta giorni per l’impugnazione del licenziamento, si applica a tutti i contratti ai quali tale regime risulta esteso e riguarda tutti gli ambiti di novità di cui alla L. n. 604 del 1966, novellato art. 6 sicchè, con riguardo ai contratti a termine non solo in corso ma anche con termine scaduto e per i quali la decadenza sia maturata nell’intervallo di tempo tra il 24 novembre 2010 (data di entrata in vigore del cd. “collegato lavoro”) e il 23 gennaio 2011 (scadenza del termine di sessanta giorni per l’entrata in vigore della novella introduttiva del termine decadenziale), si applica il differimento della decadenza mediante la rimessione in termini, rispondendo alla “ratto legis” di attenuare, in chiave costituzionalmente orientata, le conseguenze legate all’introduzione “ex novo” del suddetto e ristretto termine di decadenza.

6. La Corte territoriale non si è attenuta a tali principi e conseguentemente la sentenza deve essere cassata e rinviata alla Corte di appello di Ancona che in diversa composizione esaminerà la tempestività del ricorso alla luce dei principi su esposti.

7. Alla Corte del rinvio è rimessa altresì la regolazione delle spese del giudizio di legittimità. Va dato atto che, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater per effetto dell’accoglimento del ricorso, non sussistono i presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis, citato D.P.R..

PQM

La Corte, accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Corte di appello di Ancona, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis, citato D.P.R..

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 11 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 19 ottobre 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA