Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24738 del 04/11/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 24738 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: IACOBELLIS MARCELLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore, domiciliata in Roma, via
e

dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato che lo rappresenta e difende
per legge Ricorrente
Contro
Banco di Brescia s.p.a., in persona del legale rapp.te pro tempore, elett.te dom.to in Roma,
alla via Siciia 66, presso lo studio dell’avv. Augusto Fantozzi, dal quale è rapp.to e difeso,
unitamente all’avv. Roberto Tienghi, Francesco Giuliani e Edoardo Belli Contarini , giusta
procura in atti Controricorrente
per la cassazione della sentenza del la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia
Ao 6
depositata il ffR2011 ;
n. 60/2011/29
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del giorno 26/9/2013 dal
Dott. Marcello Iacobellis;
Udito l’avv. Tieghi per il controricorrente;
Udite le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale, dott. Fucci;

Corte Suprema di Cassazione — VI Sez. Civ. – T– R.G. n.

94 ’15e)

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Ordinanza pag. 1

Data pubblicazione: 04/11/2013

Svolgimento del processo
La controversia promossa da Banco di Brescia s.p.a. contro l’Agenzia delle Entrate è
stata definita con la decisione in epigrafe, recante la declaratoria di cessata materia del contendere a seguito dell’annullamento della iscrizione a ruolo delle somme di cui alla cartella
di pagamento n. 022/2007/0019225026000 la cui impugnazione era stata accolta dalla CTP

Resiste con controricorso il contribuente. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis
c.p.c. chiedendo l’accoglimento del ricorso . Il presidente ha fissato l’udienza del
26/9/2013 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il controricorrente ha depositato memoria; il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.
Motivi della decisione
Assume la ricorrente la violazione dell’art. 46 del d.lgs. 546/92 laddove la CTR ha dichiarato cessata la materia del contendere in considerazione dell’avvenuto sgravio, in assenza di
atti precisi, univoci ed in equivoci di acquiescenza.
La censura è fondata alla luce dei principi affermati da questa Corte (Sez. 3, Sentenza n.
11962 del 08/06/2005 ) secondo cui la cessazione della materia del contendere presuppone
che le parti si diano reciprocamente atto del sopravvenuto mutamento della situazione sostanziale dedotta in giudizio e sottopongano conclusioni conformi in tal senso al giudice,
potendo al più residuare un contrasto solo sulle spese di lite, che il giudice con la pronuncia
deve risolvere secondo il criterio della cosiddetta soccombenza virtuale. Allorquando, invece, la sopravvenienza di un fatto che si assume suscettibile di determinare la cessazione
della materia del contendere sia allegato da una sola parte e l’altra non aderisca a tale prospettazione, il suo apprezzamento, ove naturalmente esso sia dimostrato, non può concretarsi
in una pronuncia di cessazione della materia del contendere, bensì: a) ove abbia determinato
il soddisfacimento del diritto azionato con la domanda dell’attore, in una valutazione dell’interesse ad agire, con la conseguenza che il suo rilievo potrà dare luogo ad una pronuncia
dichiarativa dell’esistenza del diritto azionato (e, quindi, per tale aspetto di accoglimento
della domanda) e di sopravvenuto difetto di interesse ad agire dell’attore in ordine ai profili
non soddisfatti da tale dichiarazione, in ragione dell’avvenuto soddisfacimento della sua
pretesa per i profili ulteriori rispetto alla tutela dichiarativa; b) ove, invece, si sia sostanziato
nel riconoscimento da parte dell’attore della infondatezza del diritto da lui azionato, in una

Corte Suprema di Cassazione — VI Sez. Civ. – T– R.G. n.

18653/1L

Ordinanza pag. 2

di Brescia con sentenza n. 112/7/2008 . Il ricorso proposto si articola in unico motivo.

pronuncia da parte del giudice sul merito dell’azione nel senso della declaratoria della sua
infondatezza, con il relativo potere di statuizione sulle spese secondo le normali regole.
Questa Corte ha altresì affermato (Sez. 5, Sentenza n. 24064 del 28/12/2012) che lo sgravio
della cartella di pagamento disposto in provvisoria ottemperanza della sentenza di primo
grado favorevole al contribuente – comportamento che può risultare fondato anche sulla

zione – non produce, di per sé solo, alcun effetto sull’avviso di liquidazione, nel caso in cui
tale atto prodromico non sia stato annullato in autotutela.
Consegue da quanto sopra la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio alla CTR della
Lombardia anche in ordine alle spese del presente giudizio
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di
questo grado, ad altra sezione della CTR della Lombardia
Così deciso in Roma, 26/9/2013 Il resi. – nte

mera volontà di evitare le eventuali ulteriori spese di precetto e dei successivi atti di esecu-

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