Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24735 del 04/11/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 24735 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: IACOBELLIS MARCELLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
Colle Ottone Alto s.r.1., in persona del legale rapp.te pro tempore, elett.te dom.to in
Roma, alla piazza Mazzini 8, presso lo studio dell’avv. Marco Fagiolo ed Eugenio
Mingoia, dai quali è rapp.to e difeso, giusta procura in atti Ricorrente
Contro
Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato che lo rappresenta e difende per legge Controricorrente
per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio
n. 156/2/2010 depositata il 4/10/2010;
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del giorno 26/9/2013
dal Dott. Marcello Iacobellis;
Udito l’avv. Ciprotti per delega,

per la ricorrente;

Udite le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale, dott. Fucci;
Svolgimento del processo

Corte Suprema di Cassazione — VI Sez. Civ. – T– RG. n.

27859/11

Ordinanza pag. 1

Data pubblicazione: 04/11/2013

La controversia promossa da Colle Ottone Alto s.r.l.

contro l’Agenzia delle En-

trate è stata definita con la decisione in epigrafe, recante il rigetto dell’appello
principale proposto dalla società contribuente, e l’accoglimento di quello incidentale proposto dall’Agenzia

contro la sentenza della CTP di Roma n. 11/24/2008

che aveva parzialmente accolto

il ricorso avverso l’avviso di liquidazione n.

motivo. Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate. Il relatore ha depositato
relazione ex art. 380 bis c.p.c. chiedendo il rigetto del ricorso. Il presidente ha fissato l’udienza del 26/9/2013 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il
P.G. ha concluso aderendo alla relazione.
Motivi della decisione
Con unico motivo la ricorrente assume la violazione dell’art. 52 del dpr 131/86 e 3
della L. 241/1990 deducendo che la CTR avrebbe erroneamente ritenuto edificabili i
terreni in questione; con contraddittoria motivazione avrebbe altresì escluso il difetto
di motivazione dell’atto.
La censura è inammissibile in quanto la questione della inedificabilità dei terreni è
già stata dichiarata inammissibile dalla CTR pag. 2 rigo 6, 7, 8, 24, 25 ) e la relativa
decisione non risulta impugnata dalla società.
Inammissibile è la censura in ordine alla motivazione non avendo la ricorrente censurato la sentenza laddove la CTR ha ritenuto rinunciata la relativa eccezione in sede
di appello.
Consegue da quanto sopra il rigetto del ricorso e la condanna della ricorrente alla
rifusione, in favore dell’Amministrazione Finanziaria, delle spese del grado che si
liquidano in complessivi E 4.000,00, oltre spese prenotate a debito.
P.Q.M.
la Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione, in favore
dell’Amministrazione Finanziaria, delle spese del grado che si liquidano in complessivi E 4.000,00 oltre spese prenotate a debito.

Il j

Così deciso in Roma, 261
-gag-r/D
‘42411i,TO IN CANCELLMA
dott.

idente
Cicala

20012V005256000 per imposta di registro. Il ricorso proposto si articola in unico

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