Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24725 del 19/10/2017


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Cassazione civile, sez. II, 19/10/2017, (ud. 11/05/2017, dep.19/10/2017),  n. 24725

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1-2014 proposto da:

SOCIETA’ ELLERRE S.r.l., (p.iva (OMISSIS)) in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

GIUNIO BAZZONI 3, presso lo studio dell’avvocato PAOLO ACCARDO, che

la rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARCO FINA;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO della Società (OMISSIS) S.r.l.,(c.f. 06272570158) in

persona del Curatore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA VALADIER 52, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO MANCINI,

rappresentato e difeso dall’avvocato NICOLETTA CIACCIA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 11943/2012 del TRIBUNALE di MILANO, depositata

il 31/10/2012;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

11/05/2017 dal Consigliere Dott. ELISA PICARONI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte d’appello di Milano, con ordinanza depositata il 29 maggio 2013, ha dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 348-bis c.p.c. l’appello proposto da Ellerre s.r.l. avverso la sentenza del Tribunale di Milano n. 11943 del 2012 e nei confronti del Fallimento (OMISSIS) s.r.l.

2. Il Tribunale aveva rigettato la domanda della società Elleerre – di trasferimento ex art. 2932 c.c. dell’immobile sito in (OMISSIS), o, in subordine, di risoluzione del contratto preliminare 7 marzo 2001 per inadempimento della promittente venditrice (OMISSIS).

3. Ricorre Ellerre srl per la cassazione della sentenza del Tribunale sulla base di un motivo. Resiste con controricorso il Fallimento (OMISSIS) s.r.l. che eccepisce l’inammissibilità del ricorso per cessazione della materia del contendere conseguente all’avvenuto scioglimento della curatela dal contratto in contestazione. la parte resistente ha depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso è inammissibile in quanto tardivo.

2. Risulta agli atti che l’ordinanza di inammissibilità dell’appello è stata comunicata alla società Ellerre in data 29 maggio 2013, con messaggio di posta elettronica certificata, come da attestazione telematica inviata dalla Cancelleria della Corte d’appello di Milano in data 11 maggio 2017, che questa Corte ha richiesto nell’esercizio del dovere di verificare la tempestività dell’impugnazione.

Il ricorso per cassazione, che ha ad oggetto la sentenza del Tribunale, è stato spedito per la notifica in data 20 dicembre 2013, e quindi oltre il termine di sessanta giorni decorrente dalla data di comunicazione dell’ordinanza della Corte d’appello.

3. Le Sezioni Unite di questa Corte, con la pronuncia 15/12/2015, n. 25208 hanno confermato la sufficienza, nel sistema dell’art. 348-ter della comunicazione dell’ordinanza, ai fini della decorrenza del termine breve per impugnare la sentenza di primo grado, sia con riguardo alla comunicazione in via ordinaria, sia con riferimento a quella a mezzo pec (in precedenza, Cass. n. 10723 del 2014, e n. 23526 del 2014).

4. Le spese del presente giudizio, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza. Sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio, che liquida in complessivi Euro 4.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali (15%) e accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda sezione civile della Corte Suprema di Cassazione, il 11 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 19 ottobre 2017

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