Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24667 del 08/10/2018

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2018, (ud. 13/09/2018, dep. 08/10/2018), n.24667

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ORILIA Lorenzo – rel. Presidente –

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23513-2017 proposto da:

B.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE G.

MAZZINI 6, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO MARCHIO, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ALESSANDRO FERRARI;

– ricorrente –

contro

SEIMP DI P.M. & C SNC, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA CRESCENZIO 20, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO

STORACE, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

PIERTACITO RUGGERINI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 628/2017 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,

depositata il 03/05/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/09/2018 dal Presidente rel. Dott. LORENZO ORILIA.

Fatto

RAGIONI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE

1 Sulla base di due motivi (violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1453 e ss c.c. in relazione al D.Lgs. 20 giugno 2005, n. 122, art. 6 e del D.Lgs. 20 giugno 2005, n. 122, artt. 24 e 25) B.M. ricorre per cassazione avverso la sentenza sfavorevole 3.5.2017 della Corte di appello di Brescia che aveva confermato la pronuncia di primo grado (Tribunale di Mantova n. 334/2014) di risoluzione di un preliminare di vendita immobiliare per inadempimento della promissaria acquirente B..

Al ricorso resiste con controricorso l’originaria attrice (appellata) SEIMP DI P.M. & C snc.

Il relatore ha proposto l’inammissibilità del ricorso per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3, (mancanza dell’esposizione sommaria dei fatti della causa). La ricorrente ha depositato una memoria.

2 Il ricorso è inammissibile per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3. perchè in esso manca del tutto l’esposizione sommaria dei fatti della causa, richiesta dall’art 366 c.p.c., n. 3 (v. in proposito, Sez. 2 -, Sentenza n. 10072 del 24/04/2018 Rv. 648165; Sez. 1, Sentenza n. 24291 del 29/11/2016 Rv. 642801; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 22860 del 28/10/2014 Rv. 633187; Sez. U, Sentenza n. 11308 del 22/05/2014 Rv. 630843). Ed infatti, dopo una premessa caratterizzata dall’illustrazione delle conclusioni delle parti nel giudizio di primo grado, del dispositivo della sentenza del Tribunale, delle conclusioni dell’appellante e del dispositivo della sentenza di appello, si passa direttamente all’esposizione dei motivi di ricorso da cui, a parte le critiche alla sentenza di appello, emerge solo che si discuteva di risoluzione di preliminare di vendita immobiliare facendosi questione anche di violazioni urbanistiche e vizi, con rinvii alla lettura dell’atto di citazione (di cui peraltro si omette la doverosa sintetica esposizione).

Neppure i motivi di ricorso sono in grado di colmare tale grave carenza espositiva (v. in proposito Sez. 3, Sentenza n. 15478 del 08/07/2014 Rv. 631745, richiamata a sua volta in Sez. 5, Sentenza n. 9531 del 2016 non massimata).

Insomma – come peraltro eccepito dalla controricorrente (v. pag. 10) – alla Corte di Cassazione è inibito di comprendere dalla lettura del ricorso come si fosse svolta la vicenda processuale, quale fosse l’esatto tenore delle domande ed eccezioni e, quindi, quale fosse la linea difensiva assunta dall’odierna ricorrente e dall’altra parte.

Lo sforzo difensivo contenuto nella memoria difensiva non muta i termini della questione, perchè la carenza segnalata nella proposta non può essere sanata ex post attraverso una ricostruzione fattuale che – lo si ripete – dal corpo del ricorso non emerge affatto, contrariamente a quanto si assume nella memoria stessa.

L’esito della lite comporta la condanna della soccombente alle spese.

Trattandosi di ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013, ricorrono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 – quater del testo unico di cui – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

PQM

la Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 3.700,00 di cui Euro 200,00 per esborsi oltre spese generali.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. l, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

Così deciso in Roma, il 13 settembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 8 ottobre 2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA