Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24648 del 22/11/2011

Cassazione civile sez. trib., 22/11/2011, (ud. 06/07/2011, dep. 22/11/2011), n.24648

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – rel. Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 15409-2009 proposto da:

C.R. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA XX SETTEMBRE 26, presso lo studio dell’avvocato TASCA

GAETANO, che lo rappresenta e difende giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 56/2009 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

di MILANO, SEZIONE DISTACCATA di BRESCIA del 19/01/09, depositata il

16/03/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/07/2011 dal Presidente Relatore Dott. LUPI Fernando;

è presente il P.G. in persona del Dott. CENICCOLA Raffaele.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, ritenuto che è stata depositata in cancelleria la seguente relazione a sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “La CTR della Lombardia ha accolto l’appello nei confronti di C.R. dell’Agenzia delle Entrate di Chiari. Ha motivato la decisione ritenendo che la misura dei compensi e gli importi dei canoni di locazione finanziaria e le quote di ammortamento ed in particolare l’avvalersi di beni e risorse dei committenti dimostrava l’autonoma organizzazione.

Ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi il contribuente, si è costituita con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

Con il primo e secondo motivo il ricorrente contesta, formulando idonei quesiti, la ratio decidendi e l’accertamento di fatto degli elementi di autonoma organizzazione; con il terzo motivo attribuisce all’Agenzia l’onere della prova. I primi due motivi sono fondati, il terzo infondato. Questa Corte sentenza n. 12111/09 ha ribadito che:

“In tema di IRAP, l’esercizio dell’attività di promotore finanziario di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 31, comma 2, è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell’assenza delle predette condizioni.

Applicando alla fattispecie la massima si deve escludere che l’inserimento in strutture altrui sia elemento per affermare l’autonoma organizzazione, che sia illogico l’accertamento che i modestissimi canoni e quote di ammortamento non abbiano natura minimale e per contro, infine, si deve anche ritenere che l’onere della prova dell’assenza degli elementi spetti al contribuente”.

Rilevato che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata alle parti costituite;

considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condividendo i motivi in fatto e in diritto della relazione, ritiene che ricorra l’ipotesi prevista dall’art. 375 c.p.c., n. 5 della manifesta fondatezza del ricorso e che, pertanto, la sentenza impugnata vada cassata con rinvio della causa ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia. Allo stesso giudice si demanda di provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di legittimità, ad altra sezione della CTR della Lombardia.

Così deciso in Roma, il 6 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 22 novembre 2011

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