Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24625 del 22/11/2011

Cassazione civile sez. VI, 22/11/2011, (ud. 20/10/2011, dep. 22/11/2011), n.24625

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 22915/2010 proposto da:

M.A. elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato TUROLLA

Pietro giusta mandato in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

COMPAGNIA MILANO ASSICURAZIONI SPA (OMISSIS), in persona del

procuratore speciale, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LEONIDA

BISSOLATI 76, presso lo studio dell’avvocato TOMMASO SPINELLI

GIORDANO, rappresentata e difesa dall’avvocato FRANGIPANE Ginetta

giusta mandato in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 902/2009 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA del

18/11/08, depositata il 14/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

20/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCO DE STEFANO;

udito l’Avvocato Nicola Rivellese (delega avvocato Ginetta

Frangipane) difensore della controricorrente che si riporta agli

scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. CARLO DESTRO che si riporta

alla relazione.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., regolarmente comunicata al pubblico ministero e notìficata ai difensori delle parti:

“1. – M.A. ricorre per la cassazione della sentenza n. 902/09 della Corte di appello di Bologna, pubbl. il 14.7.09, nella parte in cui è stata rigettata la sua domanda di risarcimento del danno patrimoniale e da lucro cessante da lui invocato in causa intentata contro A.B.R. Impianti srl, B.R. e la Nuova MAA Assicurazioni spa – nella rispettiva qualità di proprietaria, conducente ed assicuratrice RcA del veicolo investitore – per la morte del figlio M.A., invece accolta in primo grado dal Tribunale di Ferrara. Resiste con controricorso la Milano assicurazioni spa, subentrata alla Nuova MAA Assicurazioni.

2. – Il ricorso può essere trattato in camera di consiglio – ai sensi degli artt. 375, 376 e 380 bis cod. proc. civ., essendo oltretutto soggetto alla disciplina dell’art. 360 bis cod. proc. civ. (inserito dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 47, comma 1, lett. a) – per essere ivi dichiarato inammissibile, alla stregua delle considerazioni che seguono.

3. – Il ricorrente deduce, senza esporre i fatti del processo, violazione o falsa applicazione di non meglio individuate norme di diritto e vizio di motivazione in ordine al mancato riconoscimento del danno patrimoniale, sostanzialmente elencando le prove a sostegno di tale tesi già addotte nei precedenti gradi di giudizio e lamentando l’erreoneità della valutazione della Corte di merito.

4. – A prescindere dall’integrità del contraddittorio davanti a questa Corte (potendo omettersi l’ordine di integrazione in vista della pronuncia di inammissibilità, in ossequio alla giurisprudenza delle sezioni unite di questo Supremo Collegio) e della stessa copia della sentenza impugnata, come pure dalla considerazione che con il ricorso si invoca una diversa lettura del materiale probatorio e quindi una riconsiderazione del merito della vicenda in punto di fatto, radicalmente preclusa nel giudizio di legittimità, va osservato, in via assolutamente preliminare, che l’omessa indicazione del fatto comporta, per consolidata giurisprudenza, l’insanabile inammissibilità del ricorso.

5. – Infatti, è necessario che nel contesto dell’atto di impugnazione si rinvengano gli elementi indispensabili perchè il giudice di legittimità possa avere, senza dover ricorrere ad altre fonti o atti del processo, ivi compresa la sentenza impugnata, una chiara e completa visione dell’oggetto dell’impugnazione, dello svolgimento del processo e delle posizioni in esso – e nei suoi diversi gradi – assunte dalle parti, essendo in altri termini indispensabile che dal contesto del ricorso sia possibile desumere una conoscenza del “fatto”, sostanziale e processuale, sufficiente per intendere correttamente il significato e la portata delle critiche rivolte alla pronuncia oggetto di impugnazione (per tutte, basti un richiamo a: Cass. 24 luglio 2007, n. 16315; Cass. 12 giugno 2008, n. 15808; Cass. 9 marzo 2010, n. 5660).

6. – In conclusione, si propone la declaratoria di inammissibilità del ricorso”.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

2. Non sono state presentate conclusioni scritte; tuttavia, il difensore del ricorrente e quello della controricorrente hanno depositato memorie ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., comma 3, dichiarando il primo il decesso della M. pertanto irrilevante nel giudizio di legittimità e comparendo il secondo in camera di consiglio per essere ascoltato.

3. A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, ritiene il Collegio di dovere fare proprio il contenuto della sopra trascritta relazione, cui del resto nessuna delle parti obietta alcunchè.

Pertanto, ai sensi degli artt. 380 bis e 385 cod. proc. civ., il ricorso va dichiarato inammissibile; e le spese, in favore della sola controricorrente, conseguono alla soccombenza, non essendovi luogo a provvedere nei rapporti con gli altri intimati, che non hanno qui svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna M.A. al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore della Milano Ass.ni spa, in pers. del leg. rappr.nte p.t., liquidate in Euro 4.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 20 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 22 novembre 2011

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