Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24590 del 02/10/2019

Cassazione civile sez. I, 02/10/2019, (ud. 04/04/2019, dep. 02/10/2019), n.24590

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – rel. Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 27384/2016 proposto da:

Consorzio di Marsia, in persona del legale rappresentante pro

tempore, Montana Nuova S.r.l., in persona del legale rappresentante

pro tempore, e F.L. in proprio, elettivamente domiciliati

in Roma, Via Ugo De Carolis n. 101, presso lo studio dell’avvocato

Morganti Marco, rappresentati e difesi dall’avvocato Primerano

Giulio Cesare, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

A.M., + ALTRI OMESSI, elettivamente domiciliati in

Roma, Via Po n. 43, presso lo studio dell’avvocato Bianca Cesare

Massimo, rappresentati e difesi dall’avvocato Sirena Pietro, giuste

procure in calce al controricorso;

– controricorrenti –

contro

M.L., + ALTRI OMESSI, elettivamente domiciliati in

R.V.A.B.n.4., presso lo studio dell’avvocato De Vergottini

Giovanni, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato

Petitto Marco, giuste procure in calce al controricorso;

– controricorrenti –

contro

L.G., + ALTRI OMESSI, tutti consorziati proprietari e/o

comproprietari di immobili nel (OMISSIS), elettivamente domiciliati

in Roma, Piazza Verbano n. 22, presso lo studio dell’avvocato

Rizzelli Giunio E. V., che li rappresenta e difende, giuste procure

in calce al controricorso;

– controricorrenti –

contro

Comune di Tagliacozzo, in persona del Sindaco pro tempore,

domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso la Cancelleria Civile

della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso dall’avvocato

Simone Herbert, giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

contro

Consorzio Stradale di Marsia, in persona del legale rappresentante

pro tempore, domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso la

Cancelleria Civile della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso

dall’avvocato Simone Herbert, giusta procura in calce al

controricorso;

– controricorrente –

E sul ricorso successivo:

P.C., elettivamente domiciliato in Roma, Via Cristoforo

Colombo n. 177, presso lo studio dell’avvocato Ranchino Michele,

rappresentato e difeso dall’avvocato Lazzaro Fabrizio, giusta

procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

L.G., + ALTRI OMESSI, tutti consorziati proprietari e/o

comproprietari di immobili nel (OMISSIS), elettivamente domiciliati

in Roma, Piazza Verbano n. 22, presso lo studio dell’avvocato

Rizzelli Giunio E. V., che li rappresenta e difende, giuste procura

in calce al controricorso;

– controricorrenti –

contro

M.E., + ALTRI OMESSI, elettivamente domiciliati in

R.V.A.B.n.4., presso lo studio dell’avvocato De Vergottini

Giovanni, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato

Petitto Marco, giuste procure in calce al controricorso;

– controricorrenti –

contro

Consorzio Stradale di Marsia, in persona del legale rappresentante

pro tempore, domiciliato in Roma, Piazza Cavour, presso la

Cancelleria Civile della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso

dall’avvocato Simone Herbert, giusta procura in calce al

controricorso;

– controricorrente –

contro

C.C., + ALTRI OMESSI, elettivamente domiciliati in Roma,

Via Po n. 43, presso lo studio dell’avvocato Bianca Cesare Massimo,

rappresentati e difesi dall’avvocato Sirena Pietro, giusta procura

in calce al controricorso;

– controricorrenti –

contro

B.A., + ALTRI OMESSI;

– intimati –

avverso la sentenza n. 5483/2016 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 19/09/2016;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

04/04/2019 dal cons. Dott. TRICOMI LAURA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO ALBERTO, che ha concluso per il rigetto del ricorso

principale; inammissibilità del ricorso del sig. P., in

subordine rigetto;

udito, per il ricorrente P., l’Avvocato Lazzaro che ha

chiesto l’accoglimento;

uditi per i controricorrenti: l’Avvocato Petitto per M.,

l’Avvocato Sirena per C., l’Avvocato Rizzelli e l’Avvocato

Simone che si riportano.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. Con atto di citazione notificato per pubblici proclami M.L. ed altri convenivano in giudizio dinanzi al Tribunale di Roma (proc. N. R.80738/2008) il Consorzio di Marsia e gli altri consorziati per far accertare l’avvenuto avveramento di quanto previsto dall’ultimo capoverso dell’art. 2 dello Statuto del Consorzio di Marsia, con conseguente dichiarazione di intervenuto scioglimento del consorzio medesimo, ormai privo di qualsiasi funzione o giustificazione, ovvero, in subordine, per far fissare un termine per lo scioglimento, attesa la mancanza di titolo da parte del Consorzio di Marsia per svolgere alcun servizio alla stregua di una serie di vicende in dettaglio descritte.

Il Consorzio di Marsia aveva resistito chiedendo il rigetto della domanda.

Molti consorziati erano intervenuti in adesione alla domanda attrice ed a questi si erano aggiunti anche il Comune di Tagliacozzo, l’Amministrazione separata della Montagna di Curio, assegnata in uso civico alla Frazione di Roccacerro, ed il Consorzio Stradale di Marsia.

Con separato atto di citazione An.Pa. ed altri consorziati introducevano un nuovo giudizio dinanzi al Tribunale capitolino (proc. N. R. 45381/2010) per l’accoglimento di domande analoghe a quelle svolte dagli attori della prima causa. Si costituiva il Consorzio di Marsia chiedendone il rigetto.

Il Tribunale riuniva i due giudizi e, all’esito del procedimento, dichiarava lo scioglimento del Consorzio, ai sensi dell’art. 2 dello Statuto ed inibiva agli amministratori del disciolto Consorzio di compiere nuove operazioni ex art. 29 c.c.

In particolare il Tribunale, muovendo dal dettato dell’art. 2 dello Statuto consortile, secondo il quale il Consorzio non aveva una durata determinata e sarebbe stato sciolto quando gli scopi specifici avessero potuto essere attuati da qualsiasi altro ente, affermava il carattere temporaneo e vicario del Consorzio di Marsia e la funzione suppletiva dello stesso fino a quando altri enti non fossero subentrati nelle attività e nelle funzioni svolte dal Consorzio; riconosceva, quindi, che sin dalla fine degli anni ‘90 e gli inizi del 2000 il Comune di Tagliacozzo aveva svolto scopi e soddisfatto finalità pubblicistiche in precedenza esercitate dal Consorzio e per l’effetto dichiarava l’avvenuto scioglimento del Consorzio.

La sentenza del Tribunale veniva impugnata con plurimi appelli, che venivano riuniti.

2. La Corte di appello, con la sentenza in epigrafe indicata, ha confermato la prima decisione ritenendo, per quanto interessa, che non si era realizzata alcuna lesione del litisconsorzio necessario a seguito della riunione in primo grado dei due giudizi promossi autonomamente; che il Consorzio Stradale di Marsia poteva svolgere anche gli ulteriori compiti attribuitigli con l’atto costitutivo, oltre quelli previsti dal D.Lgs.Lgt. che al 2009 si è era completamente realizzata la condizione prevista dall’art. 2 dello Statuto consortile per lo scioglimento.

3. Con un primo ricorso notificato il 17/11/2016, Consorzio di Marsia, Montana Nuova SRL e F.L. (difesi dall’Avv. Primerano) ne hanno chiesto la cassazione con tre motivi. Hanno resistito con controricorso M.L. più altri (difesi dall’Avv. de Vergottini e dall’Avv. Petitto); Consorzio Stradale di Marsia (difeso dall’Avv. Simone); M.E. più altri (difesi dall’Avv. de Vergottini e dall’Avv. Petitto); Comune di Tagliacozzo (difeso dall’avv. Simone); L.G. più altri (difesi dall’Avv. Rizzelli); A.M. più altri (difesi dall’avv. Sirena).

Con un secondo ricorso notificato il 17.3.2017, P.C. (difeso dall’avv. Lazzaro) ne ha chiesto la cassazione con quattro motivi. Hanno resistito con controricorso C.C. più altri (difesi dall’Avv. Sirena); Consorzio Stradale di Marsia (difeso dall’Avv. Simone); L.G. più altri (difesi dall’Avv. Rizzelli).

A.M. più altri, M.L. più altri ed il Consorzio Stradale di Marsia hanno depositato memorie ex art. 372 c.p.c., afferenti sia al ricorso proposto dal Consorzio di Marsia più altri, sia al ricorso proposto da P.C..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.Preliminarmente va disposta la riunione dei ricorsi proposti avverso la medesima decisione di appello.

2.11 ricorso proposto dal Consorzio di Marsia ed altri è articolato in tre motivi:

2.1.1. Con il primo motivo si denuncia la nullità della sentenza e/o del procedimento per violazione dell’art. 102 c.p.c., comma 1, in relazione al necessario litisconsorzio nel procedimento di primo grado con N. R. 45381/2010 (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4).

I ricorrenti, sulla premessa che l’atto di citazione del giudizio di primo grado N. R. 80738/2008 venne notificato a tutti i consorziati mediante pubblici proclami, espongono che l’atto di citazione, con cui venne introdotto il secondo giudizio di primo grado, N. R. 45381/2010, venne notificato solo al Consorzio di Marsia e non alla generalità dei consorziati, nemmeno con la modalità per pubblici proclami, di guisa che la sentenza di primo grado, emessa a seguito di riunione dei due giudizi, risultava essere irrimediabilmente viziata per violazione del principio del contraddittorio, ricorrendo una fattispecie di litisconsorzio necessario, in quanto il giudizio verteva su azione costitutiva diretta a costituire, modificare o estinguere un rapporto plurisoggettivo unico.

Sostengono inoltre che la riunione dei due giudizi introdotti in primo grado non sanava tale difetto, in quanto questi avevano un diverso contenuto sostanziale e non si versava in una ipotesi di “oggetto coincidente” perchè nel primo si era richiesto lo scioglimento del Consorzio di Marsia a motivo dell’assunzione dei compiti statutari propri del Consorzio ad opera del Comune di Tagliacozzo, mentre nel secondo giudizio si era diversamente chiesto lo scioglimento del Consorzio di Marsia a motivo dell’assunzione dei compiti statutari da parte del Consorzio Stradale di Marsia, che era stato costituito dopo la notifica del primo atto introduttivo e prima della notifica del secondo atto introduttivo. A parere dei ricorrenti, pur essendo simili le conclusioni dei due atti introduttivi riuniti, il thema decidendum ed i presupposti erano inconciliabili perchè lo scioglimento giudiziale del Consorzio di Marsia era stato pronunciato sul presupposto della costituzione del Consorzio Stradale di Marsia, presupposto di fatto dedotto solo nel secondo giudizio.

Infine fanno rilevare che gli attori del primo giudizio avevano modificato le conclusioni con la memoria ex art. 183 c.p.c., comma 6, n. 1, invocando lo scioglimento anche in ragione della costituzione del Consorzio stradale di Marsia, e lamentano che tale variazione, a loro parere integrante una domanda nuova, non era stata notificata ex art. 292 c.p.c. alle parti rimaste contumaci nel primo giudizio, tra cui le ricorrenti Montana Nuova SRL e F.L., con violazione del principio del contraddittorio non sanabile attraverso la riunione dei giudizi.

2.1.2. Il motivo è infondato.

2.1.3. Non è in discussione la ricorrenza del litisconsorzio necessario, sul quale conviene la stessa Corte di appello, quanto l’effetto della riunione attuata in primo grado.

In proposito questa Corte ha già avuto modo di chiarire, con principio esattamente applicato dalla Corte di appello che “La riunione di procedimenti non fa venir meno l’autonomia delle cause riunite nello stesso processo; tuttavia allorquando siano stati separatamente convenuti in due giudizi, aventi lo stesso oggetto, soggetti che siano litisconsorti necessari, l’integrazione del contraddittorio in ciascuna delle cause riunite non è più necessaria ove esse siano state trattate unitariamente, mercè la rinnovazione dell’istruttoria eventualmente compiuta nei due procedimenti prima della riunione.” (Cass. n. 17592 del 31/08/2005, Cass. n 2910 del 2002) e ciò in quanto l’esercizio del contraddittorio ed il diritto di difesa mantengono intatta la possibilità di esaustiva esplicazione.

Nel dolersi i ricorrenti prospettano che la lesione si sarebbe verificata, al punto da rendere nulla la sentenza, in ragione del diverso oggetto delle due cause e ciò sostengono assumendo che i presupposti di fatto dedotti nei due giudizi sarebbero stati diversi e, soprattutto, ne inducono la rilevanza in concreto dalla circostanza che “la sentenza impugnata ha dichiarato lo scioglimento del Consorzio di Marsia sulla base del presupposto di fatto (che comunque ritengono erroneo) della costituzione ed operatività del “Nuovo” Consorzio Stradale di Marsia (presupposto di fatto e di diritto dedotto unicamente nel “secondo” giudizio)” e ciò in violazione dell’art. 102 c.p.c. (fol. 12 del ricorso).

Orbene, tale assunto, in merito al diverso oggetto delle cause, non solo non è riscontrato, ma è contraddetto dal contenuto decisionale della sentenza impugnata che, nel confermare la sentenza di primo grado ha disatteso anche il sesto motivo di appello con il quale il Consorzio aveva contestato la sussistenza dei presupposti dello scioglimento sostenendo che il Tribunale “avrebbe dichiarato lo scioglimento del Consorzio, perchè sostituito nei suoi compiti statutari non dal Comune di Tagliacozzo bensì dal Consorzio Stradale di Marsia, accogliendo così la domanda proposta nell’altro giudizio riunito, con conseguente contraddittorietà della motivazione” (fol. 12 della sent. imp.) ed ha sottolineato, invece, che il Tribunale aveva analiticamente esposto tutti gli elementi da cui aveva desunto l’avvenuta realizzazione delle funzioni del Consorzio proprio ad opera del Comune di Tagliacozzo – ricostruendo l’esercizio di tali funzioni attraverso una serie di atti e di Delib. a far data dal 1999 e fino alla costituzione, sempre ascritta al Comune di Tagliacozzo, del Consorzio Stradale nel 2009 – e, quindi, l’avveramento della condizione propedeutica allo scioglimento (fol. 12 della sent. imp. e fol. 17).

Giova sottolineare che tale statuizione, che non risulta impugnata, inequivocabilmente riconduce l’avverarsi della condizione all’attività del Comune di Tagliacozzo e non del Consorzio Stradale, la cui costituzione è considerata essa stessa esplicazione delle attività realizzate dal Comune, contrariamente a quanto apoditticamente sostenuto dai ricorrenti. In proposito, valgono a conferma le argomentazioni svolte dalla Corte territoriale per respingere i motivi di appello ottavo e nono.

2.1.4. La questione relativa alla mancata notifica delle memorie ex art. 183 c.p.c. è inammissibile, in quanto si fonda assertivamente sulla prospettata, ma non documentata in termini autosufficienti, introduzione con le stesse di una domanda nuova.

2.2.1. Con il secondo motivo si denuncia la violazione o falsa applicazione del D.Lgt. n. 1446 del 1918, artt. 3-5, L. 12 febbraio 1958, n. 126, art. 14, nonchè la nullità del provvedimento L. n. 7 agosto 1990, n. 241, ex art. 21 septies.

Sostengono i ricorrenti che il Consorzio Stradale di Marsia, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte di appello, non poteva svolgere servizi diversi dalla manutenzione, sistemazione o ricostruzione delle strade, per limitazioni operative impostegli dal Decreto n. 1446 del 1918 e richiamano la sentenza a Sez. U. n. 6253 del 1981; a loro parere pertanto il Consorzio Stradale, identificabile al più come un ente di gestione esclusivamente rivolta alla manutenzione delle strade, non avrebbe potuto assolvere -per i limiti impostigli dalla legge – a tutte le incombenza già attribuite al Consorzio di Marsia, vero e proprio ente di urbanizzazione e di sviluppo – come accertato dalla sentenza della Cassazione n. 4125/2003 a cui si era uniformata la decisione del Tribunale di Roma n. 3799/2004, notificata a tutti i consorziati per pubblici proclami e passata in giudicato – e non avrebbe pertanto potuto determinare l’avveramento delle circostanze di fatto previste dall’art. 2 dello Statuto consortile.

2.2.2 Il motivo è infondato, oltre che privo di decisività, atteso che lo scioglimento del Consorzio è stato pronunciato -contrariamente a quanto assumono i ricorrenti – perchè lo stesso è stato sostituito nell’esercizio dei suoi compiti dal Comune di Tagliacozzo, che ha attuato le funzioni del Consorzio di Marsia anche a mezzo dell’istituito Consorzio Stradale di Marsia.

2.2.3. Va considerato infatti, che la L. n. 126 del 1958, art. 14 che disciplina la costituzione dei Consorzi per le strade vicinali di uso pubblico, non vieta, nè in alcun modo esclude che, oltre alle attività istituzionali che sono obbligatoriamente attribuite a tali enti, il Consiglio comunale – che approva la loro costituzione, ai sensi del D.L.Lgt. 1 settembre 1918, n. 1446, art. 2, comma 3, -, tenendo presenti le proposte della Giunta, possa facoltativamente attribuire loro compiti più ampi, purchè essi risultino dall’atto costitutivo e dallo statuto.

Sul punto si riscontra anche la pronuncia del Consiglio di Stato, che in merito al medesimo Consorzio Stradale ha affermato che “nei limiti previsti dall’atto costitutivo e dallo statuto, spetta a qualsiasi ente riconosciuto dall’ordinamento giuridico una capacità giuridica generale e, inoltre, trattandosi di servizi pubblici, essi rientrano evidentemente nelle attività istituzionali del Comune di Tagliacozzo e sono pertanto connessi alla natura e agli scopi del Consorzio stradale in esame.” (Cons. Stato n. 2531 del 29/5/2017).

La presente fattispecie, in cui l’estensione dei compiti già attribuiti al Consorzio dalla legge è frutto di un’attribuzione formale risultante dall’atto costitutivo e dallo Statuto, si differenzia pertanto da quella esaminata nel precedente di legittimità richiamato, senza che ciò induca alcun contrasto.

2.3.1. Con il terzo motivo si lamenta la violazione dell’art. 2909 c.c. in relazione all’eccezione di giudicato sollevata in relazione alla sentenza del Tribunale di Roma n. 3799/2004.

A parere dei ricorrenti, la Corte di appello erroneamente avrebbe ritenuto che vi era una diversità di causa petendi tra le due domande, perchè nel primo giudizio (concluso con la sentenza del Tribunale di Roma n. 3799/2004) era stata dedotta l’impossibilità di funzionamento e di realizzazione dei fini statutari da parte del Consorzio ex art. 27 c.c., mentre nel successivo giudizio la domanda di scioglimento si fondava sull’avveramento della condizione come previsto dall’art. 2 dello Statuto consortile, rimarcando anche il diverso atteggiarsi del principio di intangibilità del giudicato nei rapporti di durata mediante il richiamo a Cass. n. 15493/2015.

I ricorrenti contestano le considerazioni svolte dalla Corte di appello e sostengono che sia stato travisato il contenuto della sent. del Tribunale di Roma del 2004, atteso che questa aveva già accertato “in via definitiva ed immutabile la inesistenza del presupposto di fatto e logico-giuridico della domanda di allora come della attuale (nel procedimento N. R. 80783/2008): la riconsegna, secondo la prospettazione attorea, delle strade, piazze ed impianti del Consorzio di Marsia alle Amministrazioni Pubbliche locali e la loro (conseguente) natura pubblica” (fol. 28 del ricorso); che anche in quel giudizio era stato chiesto di accertare lo scioglimento del Consorzio per la verificazione della condizione ex art. 2 dello Statuto (medesimo petitum); infine che anche nel giudizio del 2004 si era dibattuto sull’intervento di altri enti che avrebbero mutato le funzioni del Consorzio e che gli atti di intromissione delle amministrazioni locali nella gestione del territorio di (OMISSIS), elencate nella stessa sentenza impugnata, erano precedenti alla decisione del 2004 e, quindi, dedotti o deducibili in quel giudizio, di guisa che non era possibile parlare di fatti nuovi sopravvenuti.

2.3.2. Il motivo è inammissibile perchè privo di adeguata specificità e perchè non coglie la duplice ratio decidendi sul punto.

La Corte di appello, confermando la statuizione del primo giudice, ha ritenuto una diversità della causa petendi tra i giudizi di cui si discute perchè il più risalente era stato proposto ai sensi dell’art. 27 c.c., prospettando l’impossibilità di funzionamento del Consorzio, ed il secondo (il presente) facendo valere l’avveramento della condizione di cui all’art. 2 dello Statuto consortile; ha altresì rimarcato che l’intangibilità del giudicato, in relazione ai rapporti di durata, incontra un limite per le sopravvenienze di fatto o di diritto che mutino il contenuto materiale del rapporto, annoverando tra i fatti nuovi, nello specifico caso, la realizzazione da parte di altri enti delle funzioni del Consorzio secondo la previsione dell’art. 2 dello Statuto.

2.3.3. Quanto al primo profilo, i ricorrenti deducono l’identità della causa petendi senza trascrivere i passi significati e rilevanti degli atti, al fine di consentire alla Corte di valutare la fondatezza della doglianza.

2.3.4. Quanto al secondo profilo, che costituisce autonoma ratio decidendi idonea a sostenere la statuizione, concernente i limiti del giudicato nei rapporti di durata, i ricorrenti non colgono l’articolata motivazione (fol. 14/15 della sentenza) – di cui evidenziano solo alcuni insufficienti passaggi (fol. 29/30 del ricorso)- che riconduce l’accertamento “del processo di scioglimento del Consorzio di Marsia, iniziatosi attraverso la graduale assunzione delle funzioni consortili da parte del Comune di Tagliacozzo e concluso con la costituzione del nuovo Consorzio avente le medesime funzioni” ad una pluralità di vicende, alcune risalenti financo al 1999 ed altre certamente successive al 2004, quali quelle documentate dalle fatture emesse dal 2003 al 2009 dalla ditta DRC e la costituzione del Consorzio stradale del 2009, valorizzando proprio questa progressiva erosione delle funzioni svolte dal Consorzio realizzata nel corso del tempo dal Comune di Tagliacozzo e la sua sempre maggiore incidenza fino a ravvisare la conclusiva verificazione della condizione prevista dall’art. 2 dello Statuto, aspetto del tutto negletto dai ricorrenti nell’articolazione del motivo.

2.15. A ciò va aggiunto che non potrebbe nemmeno dirsi opponibile un giudicato che accerta allo stato degli atti un fatto negativo (cioè la non verificazione della condizione) che non esclude, e non è incompatibile, con il successivo accertamento del verificarsi della condizione, una volta che tutti gli elementi della fattispecie si siano realizzati a seguito di sopravvenienze di fatto o di diritto (in tema, Cass. n. 15493 del 23/07/2015; Cass. n. 20765 del 17/08/2018).

3. Il ricorso proposto da P.C. è articolato in quattro motivi, di cui i motivi primo, secondo e quarto riproduco i tre motivi del ricorso proposto dal Consorzio di Marsia più altri ed il terzo denuncia l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio individuato nella sentenza emessa dal Tribunale di Avezzano n. 810/2015, questione che appare del tutto nuova, così come il documento su cui è sviluppata.

3.1. Il ricorso è inammissibile perchè il ricorrente non è stato parte dei precedenti gradi di giudizio e non ha esplicitato le ragioni del suo interesse ad agire in quanto, pur definendosi consorziato in quanto proprietario di lotti di terreno posti nel territorio di (OMISSIS) (fol. 12 del ricorso), non ha specificato tale deduzione in concreto, attraverso adeguati elementi circostanziali e l’assunto è stato contestato dai controricorrenti.

4. In conclusione il ricorso proposto dal Consorzio di Marsia più altri va rigettato; il ricorso proposto da P.C. va dichiarato inammissibile.

Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza nella misura liquidata in dispositivo.

Si dà atto della sussistenza dei presupposti di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.

P.Q.M.

– Rigetta il ricorso proposto dal Consorzio di Marsia più altri e condanna i ricorrenti in solido alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 8.000,00=, oltre ad Euro 200,00= per esborsi, alle spese generali liquidate forfettariamente nella misura del 15% ed agli accessori di legge in favore di ciascun gruppo di parti controricorrenti assistite dai medesimi difensori;

– Dichiara inammissibile il ricorso proposto da P.C. e lo condanna alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 8.000,00=, oltre ad Euro 200,00= per esborsi, alle spese generali liquidate forfettariamente nella misura del 15h ed agli accessori di legge in favore di ciascun gruppo di parti controricorrenti assistite dai medesimi difensori;

– Dà atto, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per i rispettivi ricorsi, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 4 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 2 ottobre 2019

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