Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24582 del 01/12/2016


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Cassazione civile sez. VI, 01/12/2016, (ud. 29/09/2016, dep. 01/12/2016), n.24582

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18957/2015 proposto da:

G.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE TUPINI

113, presso lo studio dell’avvocato NICOLA CORBO, che lo rappresenta

e difende, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SICIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso L’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati ANTONIETTA

CORETTI, VINCENZO STUMPO, VINCENZO TRIOLO, come da procura agli

atti;

– resistente –

avverso la sentenza n. 606/2014 della CORTE D’APPELLO di POTENZA del

9/10/2014, depositata il 14/01/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

29/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSANA MANCINO;

udito l’Avvocato Ester Sciplino per delega verbale dell’avvocato

Antonietta Coretti difensore del resistente che si riporta agli

scritti.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

1. La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c., a seguito di relazione a norma dell’art. 380-bis c.p.c., condivisa dal Collegio.

2. La Corte d’Appello di Potenza rigettava il gravame svolto dall’attuale ricorrente contro la sentenza di primo grado che aveva rigettato la domanda, proposta nei confronti dell’INPS, per il ricalcolo dell’assegno straordinario di sostegno al reddito erogato dal fondo di solidarietà presso l’INPS, per gli ex dipendenti del Banco di Napoli.

3. La Corte territoriale escludeva, inoltre, profili di disparità di trattamento tra pensionate infracinquantenni ed ultracinquantenni e pensionati infra ed ultra cinquantenni, in base al rilievo per cui l’assegno straordinario erogato corrisponde al trattamento pensionistico al netto a cui l’esodato avrebbe avuto diritto se avesse già maturato la relativa anzianità contributiva.

4. Avverso l’anzidetta sentenza della Corte territoriale, G.F. ha proposto ricorso per cassazione fondato su un articolato motivo, con il quale denuncia violazione del D.M. n. 158 del 2000, art. 10, comma 9; del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 19 (già art. 17), commi 2 e 4 bis T.U.I.R. e successive modificazioni ed integrazioni.

5. L’INPS ha depositato procura in calce alla copia notificata del ricorso.

6. Il ricorso è manifestamente infondato e, tenuto conto della giurisprudenza di legittimità intervenuta sulla questione in esame – concernente la determinazione dell’importo dell’assegno straordinario di sostegno al reddito, previsto, fra l’altro, per i dipendenti del Banco di Napoli che risolvono anticipatamente il rapporto di lavoro ai sensi del D.M. 28 aprile 2000, n. 158, art. 54, lett. B), (v. Cass. nn. 4425, 5364, 9144 del 2012; n. 18128/2014) – per i motivi che seguono non si ravvisano i presupposti per la richiesta sospensione del giudizio per pregiudiziale comunitaria.

7. Così Cass. 9144/2012: “L’art. 10, comma 9, di tale decreto dispone che la misura lorda dell’assegno è computata sommando: l’importo netto del trattamento pensionistico spettante nell’assicurazione generale obbligatoria con la maggiorazione dell’anzianità contributiva mancante per il diritto alla pensione di anzianità o di vecchiaia; l’importo delle ritenute di legge sull’assegno straordinario.

8. La determinazione di incentivi nell’ambito di procedure di prepensionamento va fissata in relazione alla singola disciplina, dato che ognuna di tali procedure, distintamente attivata, persegue proprie e contingenti finalità, corrispondenti ai singoli provvedimenti di prepensionamento, dettati volta per volta per fronteggiare situazioni di crisi settoriali od anche per consentire il pensionamento a particolari categorie di lavoratori.

9. Di tale varietà della legislazione in materia di prepensionamenti (pure successivamente alla disciplina organica dettata dalla L. n. 223 del 1991, art. 23) ha dato conto anche la dottrina, che ha puntualmente rilevato come in alcuni casi il prepensionamento miri a tutelare anche l’interesse dell’imprenditore a disporre di uno strumento di riduzione del personale, applicabile senza generare le conflittualità connesse con l’ordinario ricorso al licenziamento.

10. In tale pluralità di intenti e di interessi tutelati, è evidente che il riconoscimento di un determinato beneficio – sub specie di emolumento economico incentivante – è legato alla particolare situazione che il provvedimento di prepensionamento intende tutelare.

11. Nella specie qui in esame, l’erogazione dell’assegno straordinario risponde all’esigenza di incentivare l’esodo anticipato mediante il pensionamento di dipendenti che non abbiano ancora maturato i relativi requisiti, ai quali viene riconosciuto, nel periodo intermedio, un reddito che corrisponde al trattamento pensionistico netto, virtualmente determinato con il computo dell’anzianità contributiva mancante.

12. L’esigenza viene realizzata mediante la corresponsione di un assegno straordinario che corrisponde esattamente al trattamento pensionistico così determinato, e ciò spiega la previsione che a tale importo venga aggiunto quello delle ritenute che per legge sono dovute sull’assegno, secondo un meccanismo che vale ad assicurare ai beneficiari la percezione, anticipata, di un reddito uguale all’importo della pensione.

13. In base a questa finalità, è coerente calcolare le suddette ritenute secondo il criterio previsto dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 17, comma 4-bis, cior’ secondo lo stesso criterio che deve essere applicato all’intero assegno, poichè questa modalità di calcolo consente di neutralizzare l’incidenza delle ritenute e di garantire ai dipendenti “prepensionati” la percezione di un importo netto pari al trattamento pensionistico anticipato” (così Cass. 9144/2012 cit.).

14. In definitiva, il ricorso dev’esssere rigettato.

15. La complessità delle questioni trattate consiglia la compensazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte rigetta il ricorso; spese compensate. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 29 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 1 dicembre 2016

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