Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2453 del 27/01/2022

Cassazione civile sez. lav., 27/01/2022, (ud. 24/11/2021, dep. 27/01/2022), n.2453

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5513-2020 proposto da:

M.K., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso LA

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato VALENTINA NANULA;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO – Commissione Territoriale per il

Riconoscimento della Protezione Internazionale di Brescia, in

persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia

ex lege in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI n. 12;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 1703/2019 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,

depositata il 27/11/2019 R.G.N. 1847/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

24/11/2021 dal Consigliere Dott. GUGLIELMO CINQUE.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. La Corte di appello di Brescia, con la sentenza n. 1703 del 2019, ha confermato il provvedimento emesso dal Tribunale della stessa sede con il quale era stata respinta la domanda di protezione internazionale ed umanitaria, proposta dal ricorrente in epigrafe indicato, cittadino del Bangladesh.

2. Il richiedente, di religione musulmana e di professione decoratore di ambienti/piastrellista, aveva dichiarato di avere lasciato il Paese di origine l’8.7.2014 perché, a causa delle forti piogge ed inondazioni, la casa in cui viveva con i genitori e i sei fratelli veniva annualmente danneggiata; ha specificato di non essere stato mai né minacciato o aggredito e che il padre, da solo, come conducente di “Risciò” non riusciva a mantenere la famiglia; aveva, quindi, venduto il terreno per pagare il viaggio di esso richiedente presso la Libia da cui, poi, era arrivato in Italia il 3.7.2015.; ha affermato di temere, in caso di rientro in patria, di avere problemi economici perché la famiglia contava su di lui per il sostentamento.

3. La Corte territoriale, a fondamento della decisione, premessa l’inattendibilità del racconto, ha escluso che in Bangladesh vi fosse una situazione di violenza indiscriminata, rilevante ai sensi del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, comma 1, lett. c); ha, poi sottolineato, che non erano emerse condizioni di vulnerabilità valutabili per la concessione della protezione umanitaria né era stata dimostrata la sussistenza di un rapporto di lavoro.

4. Avverso tale provvedimento il richiedente ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un motivo, illustrato anche con memoria.

5. Il Ministero dell’Interno ha depositato atto di costituzione al fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico articolato motivo il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, dell’art. 5 TUI, comma 6 e dell’art. 19 TUI, per non avere la Corte di Brescia riconosciuto la protezione internazionale per motivi umanitari, in ragione delle condizioni di estrema povertà di esso richiedente a causa dei cambiamenti climatici, nonché del suo livello di integrazione e di radicamento raggiunto in Italia.

2. Il ricorso è fondato.

3. Giova premettere che, nei procedimenti in materia di protezione internazionale, la valutazione di inattendibilità del racconto del richiedente, per la parte relativa alle vicende personali di quest’ultimo, non incide sulla verifica dei presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria ai sensi del D.Lgs. n. 251 del 2007, ex art. 14, lett. c), in quanto la valutazione da svolgere per questa forma di protezione internazionale è incentrata sull’accertamento officioso della situazione generale esistente nell’area di provenienza del cittadino straniero, e neppure può impedire l’accertamento officioso, relativo all’esistenza ed al grado di deprivazione dei diritti umani nella medesima area, in ordine all’ipotesi di protezione umanitaria fondata sulla valutazione comparativa tra il grado d’integrazione raggiunto nel nostro paese ed il risultato della predetta indagine officiosa (Cass. n. 16122/2020).

4. Orbene, vertendosi in una ipotesi in cui il richiedente era emigrato a seguito di eventi calamitosi verificatisi nel Paese di origine (il discorso economico, infatti, può dirsi che rilevi in maniera indiretta e mediata), occorre tener conto che il D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 20 bis, introdotto dal D.L. n. 113 del 2018, conv. dalla L. n. 132 del 2018, ancorché non applicabile “ratione temporis”, ha espressamente previsto un particolare permesso di soggiorno da concedere quando nel Paese di origine dello straniero vi sia una situazione di contingente ed eccezionale calamità, così tipizzando una condizione di vulnerabilità già tutelabile. Ne consegue che ai fini della valutazione della vulnerabilità del richiedente, deve ritenersi rilevante anche la sussistenza della menzionata situazione di calamità (cfr. Cass. n. 2563 del 2020).

5. Nella specie, la Corte non ha approfondito tale problematica e, in virtù dei poteri officiosi istruttori, avrebbe dovuto considerare, ai fini della valutazione di vulnerabilità del richiedente, la sussistenza della richiamata condizione di calamità e, quindi, accertare se la migrazione dal Bangladesh trovava il proprio fondamento in una scelta dettata da ragioni connesse alla sopravvivenza ovvero al godimento dei diritti fondamentali (Cass. n. 18817 del 2020).

6. In conclusione, pertanto, il provvedimento impugnato deve essere cassato, con rinvio alla Corte di appello di Brescia, in diversa composizione che, attenendosi ai principi sopra esposti, procederà all’ulteriore esame del merito della controversia, provvedendo, altresì, anche in ordine alle spese del presente giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di appello di Brescia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 24 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA