Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24527 del 21/11/2011

Cassazione civile sez. lav., 21/11/2011, (ud. 21/10/2011, dep. 21/11/2011), n.24527

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. COLETTI DE CESARE Gabriella – Presidente –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere –

Dott. MORCAVALLO Ulpiano – Consigliere –

Dott. ARIENZO Rosa – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

T.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA

GIULIANA 44, presso lo studio dell’avvocato NIGRO SAVERIO,

rappresentata e difesa dall’avvocato FREDA ANNUNZIATA giusta mandato

a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

DIREZIONE DIDATTICA STATALE TERZO CIRCOLO di CAVA DEI TIRRENI,

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA (oggi

Ministero della Pubblica Istruzione);

– intimati –

avverso la sentenza n. 1485/2006 della CORTE D’APPELLO di SALERNO

dell’8/11/06, depositata il 06/12/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ROSA ARIENZO;

è presente il P.G. in persona del Dott. GIULIO ROMANO che ha

concluso per l’improcedibilità del ricorso ed, in subordine per il

rinvio.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. L’odierna parte ricorrente, già dipendente di ente locale nell’ambito del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) dislocato presso istituti e scuole statali e transitato, a decorrere dal 1 gennaio 2000, nei ruoli del personale dello Stato, si rivolgeva al Tribunale di Salerno, giudice del lavoro, per ottenere, nei confronti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nonchè dell’Istituto scolastico di nuova destinazione, il riconoscimento integrale dell’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza. Il Tribunale accoglieva la domanda della lavoratrice e la decisione veniva riformata dalla Corte d’appello di Salerno, che, con la sentenza qui impugnata, faceva applicazione di una disposizione contenuta nella Legge Finanziaria del 2006 (L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 218), emanata nel corso del processo, e rigettava la domanda di cui al ricorso introduttivo, in accoglimento dell’appello del Ministero e della Direzione Didattica Statale.

2. Di questa decisione parte ricorrente domanda la cassazione con unico motivo, sostenendo, in particolare, che la previsione della predetta norma sopravvenuta, applicata dalla Corte d’appello, non ha natura retroattiva, dovendo considerarsi innovativa, in quanto dalla lettura comparativa della L. n. 124 del 1999, art. 8, comma 2 e della L. n. 266 del 2005, art. 1, comma 218 emerge che del tutto differenti e di diversa portata sono i contenuti delle stesse. Rileva che priva dei requisiti di ragionevolezza è la norma che disconosce l’anzianità di servizio e quindi l’esperienza acquisita dal lavoratore e che il senso fatto palese dal significato proprio delle parole e dalla intenzione del legislatore è esattamente l’opposto di quello propugnato. Formula quesito di diritto domandando se la L. n. 1124 del 1999, art. 8 ed ogni ulteriore produzione normativa successiva debba interpretarsi nel senso in cui al personale dipendente dagli Enti Locali, transitato nei ruoli del personale ATA statale, spetti l’integrale riconoscimento, ai fini giuridici ed economici, dell’anzianità di servizio maturata al 31.12.1999 presso l’Ente locale di provenienza, con conseguente inquadramento nelle qualifiche e profili professionali corrispondenti a quelli posseduti, secondo l’anzianità maturata nel comparto di provenienza.

Il Ministero e l’Istituto scolastico non si sono costituiti in questa sede.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso viene dichiarato inammissibile, in via preliminare, dovendosi osservare -con motivazione semplificata come disposto dal Collegio – che: a) con ordinanza di questa Corte all’udienza del 25.3.2011 era stata disposta, ai sensi dell’art. 291 c.p.c., la rinnovazione della notifica del ricorso, erroneamente effettuata presso l’Avvocatura Distrettuale di Salerno, all’Avvocatura Generale;

b) non risulta depositata copia del ricorso ritualmente notificata all’Avvocatura Generale in ottemperanza a quanto disposto con precedente ordinanza; c) come chiarito da questa Corte, la mancata o non tempestiva rinnovazione della notificazione, disposta a norma dell’art. 291 c.p.c. per un vizio implicante la nullità della stessa, determina, nell’ipotesi in cui la notifica da rinnovare abbia ad oggetto un ricorso per cassazione, l’inammissibilità del medesimo, salvo che, prima che questa sia dichiarata, il ricorrente provveda ad altra valida notifica, restando in ogni caso esclusa la possibilità di assegnazione di un ulteriore termine per il medesimo adempimento, stante la perentorietà di quello già concesso (cfr.

Cass. 14 gennaio 2008 n. 625);

2. Non occorre provvedere sulle spese del giudizio non essendovi state difese delle parti intimate.

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 21 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 21 novembre 2011

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