Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24524 del 30/11/2016


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Cassazione civile sez. VI, 30/11/2016, (ud. 05/10/2016, dep. 30/11/2016), n.24524

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5584-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DIA PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

G.G.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 910/34/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di TORINO dell’8/04/2014 depositata il 10/07/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

05/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLA VELLA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue.

1. In fattispecie relativa a diniego di rimborso Irap anni 2005-2009, l’Agenzia delle entrate lamenta la “violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997 e della L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 144 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”, per avere la CTR ritenuto irrilevante “la presenza di personale dipendente e di collaboratori nello svolgimento dell’attività professionale ai fini dell’assoggettabilità ad IRAP”, da parte del contribuente (pediatra convenzionato con il S.S.N.), quando invece “l’assenza di autonoma organizzazione può essere sicuramente fatta valere solo in assenza di impiego di lavoro di terzi nello studio medico in qualsiasi forma, fio salvo il lavoro occasionale”, mentre nel caso di specie si era di fronte ad “una segretaria… a tempo parziale con mansioni quali rispondere al telefono ed aprire la porta”.

2. Il motivo è manifestamente infondato, avendo questa Corte definitivamente chiarito che il presupposto dell’autonoma organizzazione non ricorre tout court per la semplice presenza di “lavoro altrui”, dovendosi accertare in concreto se il contribuente se ne avvalga “in modo non occasionale” ed in misura superiore “alla soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”, con la precisazione che tale accertamento “spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato” (Cass. s.u. n. 9451/16).

3. Nel caso di specie, il giudice d’appello non si è discostato dai suddetti principi, ritenendo in particolare che “i compensi versati a terzi riguardano il pagamento della donna delle può i compensi per le sostituzione pediatriche obbligatorie previste dalla convenzione sottoscritta con il S.S.N.”.

4. Segue il rigetto del ricorso senza statuizione sulle spese, non avendo l’intimato svolto difese.

5. Non ricorrono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, ex art. 13, T.U.S.G., in quanto per la ricorrente amministrazione pubblica opera il meccanismo della prenotazione a debito delle spese (cfr. Cass. S.U. n. 9338/14; Cass. sez. 6-L, n. 1778/16 e 6-T n. 18893/16).

PQM

La Corte rigetta il ricorso e dichiara irripetibili le spese anticipate da parte ricorrente.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 5 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 novembre 2016

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