Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24509 del 30/10/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 24509 Anno 2013
Presidente: SEGRETO ANTONIO
Relatore: AMBROSIO ANNAMARIA

ORDINANZA
sul ricorso 17868-2012 proposto da:
SCIFO MIRELLA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
LAZZARO SPALLANZANI, 22/A, presso lo studio dell’avvocato
TORINO RAFFAELE, che la rappresenta e difende giusta procura a
margine del ricorso;
– ricorrente contro
CONDOMINIO DI VIA GIOVANNI CONTI N. 19 TERRACINA,
in persona dell’Amministratore pro tempore, elettivamente domiciliato
in ROMA, PIAZZA DI VILLA CARPEGNA 42, presso lo studio
dell’avvocato PETRUCCI FRANCESCA, rappresentato e difeso dagli
avvocati SIMONA SUBIACO, IRENE FERRAZZO giusta procura a
margine della memoria difensiva;
– resistente 00/(

Data pubblicazione: 30/10/2013

avverso l’ordinanza n. R.G. 1397/2011 del TRIBUNALE di LATINA
SEZIONE DISTACCATA di TERRACINA, depositata il
27/04/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
10/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. ANNAMARIA

è presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS.

Ric. • 2
-2-

ud. 10-10-2013

AMBROSIO;

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Nel giudizio di opposizione proposto dal Condominio di via Conti n.19,
Terracina avverso il precetto di pagamento di € 5.122,69 intimatogli da Mirella
Scifo in forza di provvedimento di condanna ex art. 614 bis cod. proc. civ. , l’adito
Tribunale di Latina, sez. distaccata di Terracina, sciogliendo la riserva assunta
all’udienza di prima comparizione, con ordinanza in data 27.04.2012, ha rigettato

rigettato una richiesta di ordinanza ex art.183 bis cod. proc. civ. formulata dalla
medesima parte, ha confermato il decreto di sospensione dell’efficacia esecutiva
del precetto opposto, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni.
Avverso la suddetta ordinanza ha proposto regolamento di competenza Mirella
Scifo insistendo sull’incompetenza per territorio del Tribunale di Latina in favore
di quello di Roma ai sensi e per gli effetti degli artt. 615, 480 co. 3, 26, 27, 28 e 38
co. 3 cod. proc. civ..
Ha resistito il Condominio, depositando memoria difensiva.
Nella sua requisitoria il P.G. ha concluso per l’inammissibilità e, in subordine,
per il rigetto dell’istanza di regolamento.
Con successiva memoria il Condominio ha aderito alle conclusioni del P.G..
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Il ricorso per regolamento di competenza è inammissibile, perché proposto
avverso un provvedimento che non può in alcun modo considerarsi una decisione
sulla competenza.
Questa Corte — anche dopo il mutamento della veste formale della decisione
sulla competenza per effetto della 1. 18 giugno 2009 n. 69, che ha sostituito la
parola “sentenza” con quella “ordinanza” nell’art. 42 cod. proc. civ. (con
corrispondente modifica dell’art. 279 co. 1 cod. proc. civ.) – ha ribadito il
principio, affermato dalle SS.UU. con sentenza 12 maggio 2008, n. 11657, secondo
cui nelle cause attribuite alla competenza del tribunale in composizione
monocratica, il giudice unico, che assomma in sé le funzioni di istruzione e di

Rel.

l’eccezione di incompetenza per territorio proposta dall’opposta-intimante, ha

decisione, quando ritenga di emettere una decisione definitiva sulla competenza, è
tenuto – ai sensi degli artt. 187 e 281-bis cod. proc. civ. – ad invitare le parti a
precisare le conclusioni, in tal modo scandendo la separazione fra la fase istruttoria
e quella di decisione, non potendosi ritenere che una qualunque decisione assunta
in tema di competenza implichi per il giudice l’esaurimento della potestas iudicandi
sul punto. In mancanza della precisazione delle conclusioni delle parti, l’ordinanza

ordinanza contiene una pronunzia sulla questione, essa va interpretata, non come
una statuizione sulla questione, ma come il risultato di una delibazione sommaria
in ordine alla non decisività, allo stato degli atti, dell’eccezione relativa alla
competenza, sulla quale il giudice si pronuncerà con statuizione definitiva dopo
che le parti avranno precisato le conclusioni.
1.1. Con specifico riferimento al regime conseguente la novella di cui alla legge
n. 69 del 2009 è stato, altresì, osservato che il cambiamento della forma della
decisione sulla competenza espresso da tali modifiche normative non ha inciso in
alcun modo sul procedimento che in senso dinamico può portare, alla decisione.
Esso suppone sempre la rirnessione in decisione della causa ai sensi dell’art. 189
cod. proc. civ. e art. 275 cod. proc. civ. (ed ai sensi dello stesso art. 189 cod. proc.
civ. in relazione all’art. 281 quinquies per il procedimento di decisione del giudice
monocratico), risultando altresì immutata la norma dell’art. 187 cod. proc. civ. e
particolarmente il terzo comma di essa che suppone sempre che la rimessione in
decisione della causa sulla questione di competenza debba seguire quel
procedimento, potendo altrimenti il giudice, pur interloquendo su di essa e
facendolo con l’esternazione di un convincimento espresso o implicito nel senso
che la questione possa non essere fondata, disporre in via ordinatoria che essa sia
decisa unitamente al merito, salvo poi ricredersi nell’effettiva sede decisoria. Ne
discende che, ove nel procedimento davanti al giudice monocratico quest’ultimo
esterni espressamente od implicitamente in un’ordinanza, senza aver provveduto
agli adempimenti sopra indicati, un convincimento sulla competenza e dia

Rel. dott.

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emessa non può che avere natura meramente ordinatoria e, anche se tale

provvedimenti sulla prosecuzione del giudizio, tale ordinanza non ha natura di
decisione affermativa sulla competenza impugnabile ai sensi dell’art. 42 cod. proc.
civ., sicché il ricorso per regolamento di competenza avverso detto atto deve
ritenersi inammissibile (Cass. 28 febbraio 2011, n. 4986; cfr. anche Cass. 21 luglio
2011,n. 16005).
1.2. Venendo al caso di specie, si osserva che il Giudice del Tribunale di Latina,

comparizione e assumendo una serie di provvedimenti di carattere ordinatorio
(quali il rigetto, tra l’altro, di un’istanza di provvedimento ex art. 183 bis cod. proc.
civ. formulata dall’odierna ricorrente e l’invito a precisare le conclusioni, in difetto
di richiesta di termini ex art. 183 cod. proc. civ.) ha delibato sulla questione di
competenza con un provvedimento che deve intendersi funzionale proprio
all’ulteriore iter processuale, esprimendo una valutazione sulla competenza che —
per quanto risoltasi con una statuizione di “rigetto dell’eccezione” — non può
ritenersi ultimativa, non essendo stata preceduta dall’invito alle parti a precisare le
conclusioni. In tale contesto l’accesso alla soluzione, per cui la formulazione di tale
valutazione costituisca sempre una decisione non suscettibile di essere ripensata,
comporterebbe la trasformazione del regolamento di competenza da mezzo di
impugnazione a strumento di regolazione preventiva della questione di
competenza, strumento del quale l’eccezione d’incompetenza, piuttosto che la
decisione del giudice sulla questione, costituirebbe presupposto di ammissibilità
(confr. Cass. civ. 21 luglio 2006, n. 16754).
1.3. In definitiva il ricorso per regolamento di competenza va dichiarato
inammissibile in applicazione del seguente principio di diritto: in tema di
regolamento di competenza, anche dopo il mutamento della forma della decisione
sulla competenza per effetto della 1. 18 giugno 2009 n. 69, la decisione affermativa
della competenza presuppone sempre la rimessione in decisione della causa ai
sensi degli artt. 189 e 275 cod. proc. civ. (ed ai sensi dello stesso art. 189 cod. proc.
civ. in relazione all’art. 281 quinquies cod. proc. civ. per il procedimento di

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sez. distaccata di Terracina, sciogliendo la riserva assunta all’udienza di prima

decisione del giudice monocratico) preceduta dall’invito a precisare le conclusioni.
Ne discende che, ove nel procedimento davanti al giudice monocratico
quest’ultimo esterni espressamente od implicitamente in un’ordinanza, senza aver
provveduto agli adempimenti sopra indicati, un convincimento sulla competenza e
dia provvedimenti sulla prosecuzione del giudizio, tale ordinanza non ha natura di
decisione affermativa sulla competenza impugnabile ai sensi dell’art. 42 cod. proc.

ritenersi inammissibile.
Le spese del presente procedimento seguono la soccombenza e sono liquidate
come in dispositivo.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso per regolamento e condanna parte
ricorrente al rimborso delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in € 3.700,00
(di cui € 200,00 per esborsi) oltre accessori come per legge.
Roma 10 ottobre 2013

civ., sicchè il ricorso per regolamento di competenza avverso detto atto deve

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