Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24404 del 18/11/2011

Cassazione civile sez. trib., 18/11/2011, (ud. 26/10/2011, dep. 18/11/2011), n.24404

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – rel. Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 24675-2009 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS) in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

M.L. (OMISSIS), L.M.

(OMISSIS), M.E. (OMISSIS), L.

F., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CLAUDIO MONTEVERDI

16, presso lo studio dell’avvocato NATOLA GIUSEPPE, che li

rappresenta e difende, giuste deleghe (n. 3) a margine dei rispettivi

controricorsi;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 352/1/2008 della Commissione Tributaria

Regionale di ROMA del 24.6.08, depositata il 19/09/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ETTORE CIRILLO.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. IMMACOLATA

ZENO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con sentenza del 19 settembre 2008 la CTR – Lazio ha rigettato l’appello dell’Agenzia delle entrate nei confronti dei L. M. e altri, confermando l’annullamento dell’avviso di liquidazione che, notificato il 18 marzo 2006 alle parti contraenti, aveva revocato, per la compravendita registrata il 23 luglio 2002, le agevolazioni di “prima casa” relative a immobile risultato essere “di lusso”.

Ha motivato la decisione ritenendo che il recupero di Euro 362.395 fosse illegittimo, essendo spirato il termine triennale di decadenza dalla registrazione dell’atto e non operando, in materia di rettifica per agevolazioni fiscali, la proroga biennale introdotta dalla L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1-bis.

Ha proposto ricorso per cassazione, affidato a unico motivo, l’Agenzia delle entrate; i quattro contribuenti resistono con controricorsi.

Redatta relazione ex art. 380 bis c.p.c. ed effettuate le comunicazioni e notificazioni di rito, i controricorrenti hanno depositato memorie.

Costoro infondatamente eccepiscono la tardività del ricorso in esame, essendo spirato, in data 4 novembre 2011, il termine di cui all’art. 327 c.p.c.. Di contro, le relate annesse al ricorso documentano che esso è stato consegnato all’ufficiale giudiziario per la notifica ai contribuenti già in data 3 novembre 2009. Ai fini della tempestività dell’impugnazione è sufficiente la prova della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario per l’esecuzione della notifica (Cassazione civile sez. un., 12 maggio 2010, n. 11429). Non rileva che il procedimento notificatorio si sia completato positivamente solo per i venditori e non per gli acquirenti, atteso che per questi ultimi è stato ripreso con assoluta sollecitudine nell’arco di appena di diecina di giorni (cfr. Cass. sez. 5 n. 586 del 2010) e tale riattivazione era, comunque, assolutamente necessaria trattandosi di litisconsorzio processuale (Cass. sez. 5 n. 27437 del 2008 e sez. 6-1 n. 3071 del 2011).

Nel merito, fondatamente l’amministrazione ricorre denunziando, con unico motivo e idoneo quesito, la palese violazione della L. n. 289 del 2002, art. 11, commi 1 e 1-bis, e invocando la giurisprudenza in materia di questa Sezione. Va data, infatti, continuità all’orientamento espresso da Cassazione civile sez. trib., 23 febbraio 2009, n. 4321.

Il termine triennale di cui al D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, decorre nella specie dal momento della registrazione dell’atto.

L’atto è stato registrato il 23 luglio 2002, il termine triennale ha preso a decorrere ed è stato poi prorogato di due anni dalla L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1, applicabile agli avvisi di liquidazione di maggiore imposta di registro, come quello oggetto del presente giudizio.

Il condono si estende anche alle agevolazioni da prima casa come si ricava dal comma 1 bis, di detto articolo che recita: “Le violazioni relative all’applicazione, con agevolazioni tributarie, delle imposte su atti, scritture, denunce e dichiarazioni di cui al comma 1, possono essere definite con il pagamento delle maggiori imposte a condizione che il contribuente provveda a presentare entro il 16 aprile 2003 istanza con contestuale dichiarazione di non volere beneficiare dell’agevolazione precedentemente richiesta. La disposizione non si applica qualora, alla data di entrata in vigore della presente legge, sia stato notificato avviso di rettifica e liquidazione delle maggiori imposte”. Consegue che il 18 marzo 2006, data di notifica dell’atto impugnato, il termine triennale di decadenza, sospeso prima della sua scadenza (23 luglio 2005) dalla L. n. 289 del 2002, non era ancora decorso.

In conclusione, condividendo i motivi in fatto e in diritto della relazione, il Collegio ritiene che ricorra l’ipotesi della manifesta fondatezza del ricorso, per tutte le ragioni sopra indicate; da ciò consegue la cassazione della sentenza d’appello con rinvio alla CTR (anche per le spese), affinchè la lite sia decisa sulla base dei principi innanzi affermati.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR – Lazio in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 26 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 18 novembre 2011

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