Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24397 del 30/11/2016


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Cassazione civile sez. trib., 30/11/2016, (ud. 19/10/2016, dep. 30/11/2016), n.24397

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – rel. Consigliere –

Dott. ZOSO Liana M.T. – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

EQUITALIA SUD SPA in persona del Procuratore Speciale pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA CICERONE 28, presso lo studio

dell’avvocato BIANCA MARIA CASADEI, rappresentato e difeso

dall’avvocato VINCENZO RAGNI giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

COOPERATIVA EDILIZIA FERROVIERI in persona del Presidente e legale

rappresentate pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA

FASANA 16, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO RAMPIONI,

rappresentato e difeso dall’avvocato SALVATORE LEO giusta delega a

margine;

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 26/2012 della COMM. TRIB. REG. di BARI,

depositata il 05/04/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

19/10/2016 dal Consigliere Dott. DE MASI ORONZO;

udito per il controricorrente l’Avvocato RAMPIONI per delega

dell’Avvocato LEO che si riporta e chiede il rigetto;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE TOMMASO che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

IN FATTO

Equitalia Sud s.p.a., incorporante Equitalia E.T.R. s.p.a., propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia n. 26/6/12, pronunciata il 3/2/2012 e depositata il 5/4/2012, che ha accolto l’appello della Società Cooperativa Edilizia Ferrovieri a.r.l., avverso la decisione della Commissione tributaria, parzialmente favorevole alla contribuente, inerente l’iscrizione di ipoteca D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 77, per una cartella di pagamento – in tesi – non notificata, ed ha dichiarato la nullità anche della cartella in questione oltre che della condanna alla sanzione del 10% posta a carico della società sulle somme dovute all’erario.

In particolare, il giudice di secondo grado affermava l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria “non solo perchè iscritta su di un bene non di proprietà del contribuente, come (già) rilevato dal primo giudice e non contestato dalle altre parti, ma prima di tutto a causa della mancata prova dell’avvenuta notifica al contribuente della cartella esattoriale”, atto presupposto della impugnata iscrizione. Osservava, altresì, che il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 4, pone soltanto un termine minimo di conservazione delle cartelle di pagamento e che l’esattore ha l’obbligo di esibire, su richiesta del contribuente o dell’amministrazione, la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento, mentre Equitalia E.T.R. si era “limitata ad esibire gli estratti di ruolo senza la copia della cartella alla quale essi si riferiscono”.

La società contribuente e l’Agenzia delle Entrate hanno resistito con controricorso e, la prima, depositando anche memoria ex art. 384 c.p.c..

Diritto

IN DIRITTO

Va, preliminarmente, esaminata la eccezione di improcedibilità del ricorso proposta dalla Società Cooperativa Edilizia Ferrovieri.

Nel ricorso della società Equitalia Sud si dà atto che la sentenza impugnata, pubblicata il 5/4/2012, è stata notificata ad essa ricorrente in data 22-23/5/2012, ma al ricorso è stata allegata copia autentica di detta sentenza, non accompagnata dalla relata di notificazione, in violazione di quanto stabilito, dall’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, a pena d’improcedibilità del ricorso medesimo.

La ricorrente ha provveduto, con “memoria ex art. 378 e atto di deposito dei documenti ex art. 372 c.p.c., comma 2”, datata 15/10/2012 e notificata alle altre parti il 22-23/10/2016, a produrre “copia originale della sentenza notificata all’esponente”.

Tuttavia, l’ultima notifica del ricorso per cassazione è stata eseguita il 4/7/2012, per cui non sembra dubitabile che il sopra ricordato adempimento non abbia sortito alcun effetto sanante perchè non effettuato entro il termine di cui all’art. 369 c.p.c., comma 1, nel caso di specie decorrente dal 4/7/2012.

Va, infatti, rammentato che questa Corte ha avuto modo di precisare che “la previsione – di cui all’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, – dell’onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione – a tutela dell’esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale – della tempestività dell’esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l’osservanza del cosiddetto termine breve. Nell’ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev’essere dichiarato improcedibile, restando possibile evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto attraverso la produzione separata di una copia con la relata avvenuta nel rispetto del secondo comma dell’art. 372 c.p.c., applicabile estensivamente, purchè entro il termine di cui all’art. 369 c.p.c., comma 1, e dovendosi, invece, escludere ogni rilievo dell’eventuale non contestazione dell’osservanza del termine breve da parte del controricorrente ovvero del deposito da parte sua di una copia con la relata o della presenza di tale copia nel fascicolo d’ufficio, da cui emerga in ipotesi la tempestività dell’impugnazione (Cass. n. 20883/2015; n. 25070/2010).

Vanno, per completezza, fatte due precisazioni.

La prima, che la sentenza della CTR è stata notificata ai fini del decorso del termine breve di impugnazione (in via diretta, D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 16, comma 3, ad Equitalia ETR s.p.a, presso il difensore avv.to Vincenzo Ragni).

Nell’iniziale formulazione dell’art. 38, per la decorrenza del termine breve d’impugnazione, la sentenza d’appello doveva essere necessariamente notificata con l’intermediazione dell’ufficiale giudiziario nei modi previsti dall’art. 137 c.p.c. e segg., (Cass. n. 6166/2001) in modo da salvaguardare le esigenze di certezza e sicurezza a presidio della formazione del giudicato formale sulla sentenza.

Con il D.L. n. 40 del 2010, art. 3, comma 1, lett. a), il legislatore è intervenuto sull’art. 38 cit., sostituendo il rinvio all’art. 137 c.p.c. e segg., con il rinvio al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16, per cui, a partire dell’entrata in vigore della disposizione novellatrice (26 marzo 2010), sono idonee a far decorrere il termine breve di cui al D.Lgs. citato, art. 51, anche la consegna della sentenza direttamente all’ufficio finanziario o all’ente locale, ovvero la spedizione di essa, a cura delle parte o del suo procuratore, effettuata mediante il servizio postale, nei luoghi di cui allo stesso D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 17 e in plico raccomandato, senza busta e con avviso di ricevimento.

Si tratta di una norma di semplificazione che, come chiarito da questa Corte (Cass. n. 5871/2012), mira ad agevolare l’agire giuridico del Fisco e del contribuente, analogamente a quanto avviene per il ricorso introduttivo e che ben può trovare applicazione anche alla notifica della sentenza d’appello, atteso che si tratta pur sempre di produrre l’effetto di abbreviare la formazione del giudicato formale.

La seconda, che “la Corte di legittimità, indipendentemente dal riscontro della tempestività o meno del rispetto del termine breve, deve accertare se la parte ricorrente abbia ottemperato all’onere del deposito della copia della sentenza impugnata entro il termine di cui all’art. 369 c.p.c., comma 1, e, in mancanza, deve dichiarare improcedibile il ricorso, atteso che il riscontro della improcedibilità precede quello dell’eventuale inammissibilità” (Sez. U. n. 9004 del 2009).

Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo, tenendo conto che l’intimata Agenzia delle Entrate non ha partecipato all’udienza pubblica.

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio liquidate, in favore di Società Cooperativa Edilizia Ferrovieri a r.l., in Euro 3.600,00, oltre rimborso spese forfettarie ed accessori di legge, e di Agenzia delle Entrate, in Euro 2.800,00, oltre rimborso spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 19 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 novembre 2016

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