Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24387 del 29/10/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 24387 Anno 2013
Presidente: FINOCCHIARO MARIO
Relatore: VIVALDI ROBERTA

ORDINANZA
sul ricorso 6335-2010 proposto da:
BONACCI ANTONIO BNCNTN34P06H976H, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA FALERIA 17, presso lo studio legale
“Service” degli avvocati PIAZZA – PALMA, rappresentato e difeso
dall’avvocato MANFREDO PIAZZA, giusta procura a margine del
ricorso;

– ricorrente contro
ENEL DISTRIBUZIONE SPA 05779711000, Società con socio
unico soggetta a direzione e coordinamento di Enel Spa, in persona del
proprio procuratore, elettivamente domiciliata in ROMA,
LUNGOTEVERE DEI MELLINI 44, presso lo studio dell’avvocato
GIUSEPPE LAGOTETA, che la rappresenta e difende unitamente

Data pubblicazione: 29/10/2013

all’avvocato MAMMOLITI MARCO giusta procura speciale in calce al
controricorso;

– controricorrente avverso la sentenza n. 787/2009 del TRIBUNALE di LAMEZIA

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
26/09/2013 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA VIVALDI;
udito l’Avvocato Caterina Baccari (delega avvocato Giuseppe O.
Lagoteta) difensore della controricorrente che si riporta agli scritti;
è presente il P.G. in persona del Dott. MARIO FRESA che aderisce
alla relazione.

Ric. 2010 n. 06335 sez. M3 – ud. 26-09-2013
-2-

TERME del 22/07/2009, depositata il 14/08/2009;

6335/2010

Premesso in fatto.

E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:
” 1. – Antonio Bonacci ha proposto ricorso per cassazione
avverso

sentenza depositata il 14.8.2009, con la quale il

Enel Distribuzione S.p.A. avverso la sentenza del Giudice di
Pace che, con sentenza non definitiva – in relazione a
domanda di risarcimento del danno per illegittima infissione
di un traliccio di elettrodotto sul terreno di proprietà
dell’attore – aveva dichiarato la propria incompetenza sulla
domanda riconvenzionale di accertamento dell’intervenuta
usucapione ovvero della costituzione di servitù, rimettendo
le parti davanti al giudice competente esclusivamente in
ordine a tale domanda riconvenzionale; e, trattenendo la
causa principale, aveva condannato – con sentenza definitiva
– essa appellante al risarcimento del danno in favore del
Bonacci.
Resiste con controricorso Enel Distribuzione spa.
2.

Il ricorso – con il quale si fa valere violazione ed

erronea applicazione degli artt. 50, 353 e 354 c.p.c. – error
in procedendo ed illogicità ed incongruità della motivazione
– non è fondato per le ragioni che seguono.
3. Con la proposizione dell’appello avverso le sentenza – non
definitiva e definitiva – del Giudice di pace, Enel
Distribuzione

spa ha chiesto “che_ fosse dichiarata

3

tribunale di Lamezia Terme ha accolto l’appello proposto da

6335/2010

l’incompetenza del giudice di pace di Nocera Terinese in
favore del tribunale adito e che il medesimo tribunale
accogliesse le proposte riconvenzionali e rigettasse la
spiegata domanda riconvenzionale di risarcimento danni”.

impugnata con il presente ricorso per cassazione, ha adottato
due statuizioni.
Con la prima, quale giudice di appello, ha emesso una
decisione sulla competenza dichiarando ” l’incompetenza del
giudice di pace a decidere sulle domande, principali e
riconvenzionali”.
Con la seconda, quale giudice di primo grado ha dichiarato la
competenza del tribunale (di primo grado) “quale giudice di
prime cure”, con l’annullamento ” delle pronunce appellate”.
5. Ora, la parte non lamenta, con il ricorso per cassazione,
questioni di competenza, ma la mancanza di una decisione nel
merito.
Ma un tale rilievo – essendo consolidata la competenza in
primo grado del tribunale – doveva essere fatto valere
davanti al giudice dell’impugnazione della sentenza emessa
dal tribunale in primo grado, vale a dire davanti alla Corte
d’Appello e non con il ricorso per cassazione proposto (Cass.
28.1.2013 n. 1876; cass. 25.5.2007 n. 12248).
Conclusivamente, il ricorso è rigettato “.

4

4. In ordine a tali richieste, il tribunale, nella sentenza

6335/2010

La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e
notificata ai difensori delle parti.
Non sono state presentate conclusioni scritte, ma la
resistente è stata ascoltata in camera di consiglio.

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera
di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed
in diritto esposti nella relazione.
Conclusivamente, il ricorso è rigettato.
Le spese seguono la soccombenza.
P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al
pagamento delle spese che liquida in complessivi

e 1.200,00,

di cui E 1.000,00 per compensi, oltre accessori di legge
Così deciso in Roma, il giorno 26 settembre 2013, nella
camera di consiglio della sesta sezione civile – 3 della
Corte suprema di cassazione.

Ritenuto in diritto.

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