Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24375 del 09/09/2021

Cassazione civile sez. II, 09/09/2021, (ud. 04/03/2021, dep. 09/09/2021), n.24375

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. BELLINI Ubaldo – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

Dott. VARRONE Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2383-2018 proposto da:

LINEA AUTO s.r.l., in persona del legale rappresentante

D.G., e M.E., rappresentati e difesi dagli Avvocati GUIDO

GRIGNANI, e MAURIZIO BENINCASA, ed elettivamente domiciliati presso

lo studio del secondo in ROMA, VIA di VILLA MASSIMO 33;

– ricorrenti –

contro

PREFETTURA di MILANO – UFFICIO TERRITORIALE del GOVERNO;

– intimata –

avverso la sentenza n. 8235/2017 del TRIBUNALE di MILANO pubblicata

in data 24/07/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

4/03/2021 dal Consigliere Dott. UBALDO BELLINI.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con due distinti atti, depositati in data 11.6.2014 innanzi al Giudice di Pace di Milano, M.E., in qualità di conducente dell’autocarro tg (OMISSIS), e LINEA AUTO S.R.L., in qualità di proprietaria del suddetto autocarro, proponevano ricorso in opposizione avverso due verbali di contestazione di infrazioni, elevati da Agenti della Polizia Stradale del Dipartimento di Milano, per aver effettuato trasporto di cose per conto terzi con automezzo utilizzabile per il solo trasporto in conto proprio (con un verbale era contestata la violazione dell’art. 88 C.d.S., comma 3 e della L. n. 298 del 1974, art. 46 e con l’altro verbale della L. n. 298 del 1974, art. 26). I ricorrenti chiedevano di revocare e/o annullare i verbali impugnati in quanto illegittimi e, in subordine, l’applicazione delle sanzioni contenendone l’ammontare nel minimo edittale.

Si costituiva in giudizio la PREFETTURA DI MILANO chiedendo preliminarmente la riunione delle due cause e, in subordine, il rigetto dei ricorsi.

Riuniti i due giudizi, con sentenza n. 879/2015, depositata in data 27.1.2015, il Giudice di Pace di Milano confermava la validità dei verbali e rideterminava la sanzione nella misura di Euro 3.000,00 per ciascun verbale.

Avverso tale decisione M.E. e Linea Auto s.r.l. proponevano appello, deducendo che i verbali erano da considerare nulli per erronea indicazione del numero di targa dell’automezzo; nel merito, censuravano la motivazione della sentenza nella parte in cui aveva ritenuto non provata l’attività di trasporto in conto proprio, operando viceversa Linea Auto s.r.l. nel campo della compravendita di autoveicoli nuovi e usati e che lo specifico rapporto commerciale con Unicredit Leasing s.p.a. giustificava la circostanza di avere trasportato un’autovettura Mercedes acquistata da Linea Auto proprio da Unicredit Leasing. Evidenziavano come il trasporto fosse da definire quale “trasporto in conto proprio di bene proprio”, come evincibile dalla visura ordinaria della società e dallo svolgimento di attività di trasporto con funzione meramente accessoria a quella di custodia e commercio di autoveicoli, tutti elementi erroneamente valutati come non indicativi dal Giudice di prime cure.

Con sentenza n. 8235/2017, depositata in data 24.7.2017, il Tribunale di Milano rigettava l’appello, osservando che, al momento del controllo, la situazione accertata dagli operanti fosse quella di un trasporto effettuato attraverso un mezzo abilitato al “trasporto in conto proprio di un’autovettura non di proprietà” di Linea Auto s.r.l. Ne’ la parte opponente aveva dimostrato la compresenza di tutte le condizioni di cui alla L. n. 298 del 1974, art. 31 (trasporto in conto proprio, consentito su licenza rilasciata dalla Provincia per un trasporto limitato alle sole merci attinenti all’attività dell’impresa); per cui, non essendo il bene trasportato (all’atto dell’accertamento) di proprietà di Linea Auto o detenuto in conformità all’attività principale, che nella fattispecie non è il trasporto di automezzi, le contestazioni risultavano legittime.

Avverso la sentenza propongono ricorso per cassazione M.E. e Linea Auto sulla scorta di un motivo, illustrato da memoria. L’intimata Prefettura non si è costituita, né si è difesa.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – Con il motivo, i ricorrenti lamentano la “Violazione o falsa applicazione di norme di diritto (art. 360 c.p.c., n. 3)”, censurando la decisione impugnata nella parte in cui non riteneva applicabile la fattispecie di cui alla L. n. 298 del 1974, art. 31 (trasporto in conto proprio).

1.1. – Il motivo è fondato.

1.2. – La Linea Auto s.r.l. svolge(va) attività di compravendita di autoveicoli nuovi e usati, oltre alla conduzione e gestione di autorimesse. Il Tribunale osservava che al momento del controllo (in data (OMISSIS)) la situazione accertata dagli operanti fosse quella di un “trasporto effettuato attraverso un mezzo abilitato al trasporto in conto proprio di una autovettura non di proprietà di Linea Auto”. E rilevava che la citata parte opponente avesse in alcun modo dimostrato che fossero rimaste immutate le condizioni di cui all’evocato L. n. 298 del 1974, art. 31; non risultando (né essendo) il bene trasportato (quantomeno al momento della dell’accertamento) di proprietà di Linea Auto o detenuto in conformità alla attività principale, non ritenuta tale quella del trasporto di automezzi.

La L. n. 298 del 1974, art. 31 (evocato dagli opponenti a sostegno dell’assunto secondo cui, la condotta de qua fosse da definire quale “trasporto in conto proprio di bene proprio”, siccome evincibile dalla visura ordinaria della società e dallo svolgimento di attività di trasporto con funzione meramente accessoria a quella di custodia e commercio di autoveicoli) prevede che “Il trasporto di cose in conto proprio è il trasporto eseguito da persone fisiche ovvero da persone giuridiche, enti privati o pubblici, qualunque sia la loro natura, per esigenze proprie, quando concorrano tutte le seguenti condizioni: a) il trasporto avvenga con mezzi di proprietà o in usufrutto delle persone fisiche o giuridiche, enti privati o pubblici che lo esercitano o da loro acquistati con patto di riservato dominio o presi in locazione con facoltà di compera oppure noleggiati senza conducenti nel caso di veicoli di peso totale a pieno carico autorizzato sino a 6.000 chilogrammi, ed i preposti alla guida ed alla scorta dei veicoli, se non esercitate personalmente dal titolare della licenza, risultino lavoratori dipendenti; b) il trasporto non costituisca attività economicamente prevalente e rappresenti solo un’attività complementare o accessoria nel quadro dell’attività principale delle persone, enti privati o pubblici predetti. Il regolamento di esecuzione specificherà le condizioni che debbono ricorrere affinché il trasporto sia da considerare attività complementare o accessoria dell’attività principale; c) le merci trasportate appartengano alle stesse persone, enti privati o pubblici o siano dai medesimi prodotte e vendute, prese in comodato, prese in locazione o debbano essere da loro elaborate, trasformate, riparate, migliorate e simili o tenute in deposito in relazione ad un contratto di deposito o ad un contratto di mandato ad acquistare o a vendere”.

1.3. – Orbene, la società Linea Auto s.r.l. aveva immediatamente dedotto e comprovato di avere in essere un contratto con Unicredit Leasing s.p.a., per effetto del quale essa ricorrente era incaricata di ritirare e custodire presso la propria sede, per poi eventualmente acquistarli, i beni di proprietà di quest’ultima, relativi a contratti di leasing non andati a buon fine. Dal contratto non si evinceva la previsione di alcun compenso per il trasporto, ma solo per il ritiro e la custodia, costo che veniva azzerato in caso di acquisto dei beni da parte di Linea Auto. Infine, l’autovettura trasportata al momento della contestazione era sì di proprietà di Unicredit Leasing s.p.a. ma il trasporto era avvenuto in conformità alle previsioni contrattuali vigenti tra le parti, tanto che l’autoveicolo era stato poi acquistato da Linea Auto s.r.l. in data 2.7.2014, senza addebito di costi di ritiro o di custodia.

Non contestata, dunque, la sussistenza delle condizioni dettate dalla L. n. 298 del 1974, art. 31, lett. a) e c) il Tribunale non ha vicevresa ritenuto adeguatamente e coerentemente comprovata anche la presenza della ulteriore condizione dettata dalla lett. b). Laddove, all’atto dell’accertamento, emergeva con evidenza che effettivamente il trasporto non costituisse attività economicamente prevalente dell’opponente e rappresentasse un’attività complementare o accessoria nel quadro dell’attività principale del medesimo. In assenza di ulteriori elementi a riprova della erroneità delle contestazioni dei verbali di accertamento, questi non risultano legittimi.

3. – Il ricorso va accolto, la pronuncia va cassata e, decidendo nel merito, va dichiarata non dovuta la sanzione in oggetto. Nulla per le spese poiché l’intimata Prefettura di Milano non è intervenuta nel giudizio né ha svolto difese. Non va emessa invece la dichiarazione ex D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

P.Q.M.

La Corte accoglie ricorso; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara non dovuta la sanzione in oggetto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della seconda sezione civile della Corte Suprema di Cassazione, il 4 marzo 2021 e, a seguito di riconvocazione, il 11 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 settembre 2021

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