Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24368 del 29/10/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 24368 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: BOGNANNI SALVATORE

ORDINANZA
sul ricorso 13423-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE (06363391001 in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende, ope legis;

– ricorrente contro
ISTITUTO REGIONALE PER IL CREDITO ALLA
COOPERAZIONE in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELL’ELETTRONICA 20,
presso lo studio dell’avvocato SIVIGLIA GIUSEPPE PIERO,
rappresentato e difeso dall’avvocato SAMMARTINO SALVATORE,
giusta procura per atto notaio Paolo Di Simone in data 15.6.2011, n.
rep. 31124, che viene allegata in atti;

Data pubblicazione: 29/10/2013

- controticorrente avverso la sentenza n. 63/30/2010 della Commissione Tributaria
Regionale di PALERMO del 9.3.2010, depositata il 13/04/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

BOGNANNI;
udito per il controricorrente l’Avvocato Salvatore Sammartino che si
riporta al controricorso.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.
IMMACOLATA ZENO che ha concluso per l’accoglimento del
ricorso.

Ric. 2011 n. 13423 sez. MT – ud. 10-10-2013
-2-

10/10/2013 dal Consigliere Relato re Dott. SALVATORE

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezione Sesta (Tributaria)
R.G. ric. n. 13423/11

Ricorrente: agenzia delle entrate
Controricorrente: Ircac – Istituto Regionale per il Credito al-

Oggetto: opposizione ad accertamento per maggior reddito,
Ordinanza
Svolgimento del processo

l. L’agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della commissione tributaria regionale della Sicilia n. 63/30/10, depositata il 13 aprile
2010, con la quale, rigettato l’appello della medesima contro la
decisione di quella provinciale, l’opposizione di Ircac – Istituto
Regionale per il Credito alla Cooperazione, relativa all’avviso di
accertamento concernente Irpeg, ed Ilor per l’anno 1997, veniva
accolta. In particolare il giudice di secondo grado osservava che
l’Istituto, ente di diritto pubblico, ha un proprio patrimonio, ed
inoltre gestisce tutti i fondi che la Regione siciliana gli conferisce, e per i quali non ha obbligo di rendicontazione, posto che
rientrano ugualmente nella sua proprietà e disponibilità, senza
essere soggetti ad imposizione, dal momento che essi vengono utilizzati per il finanziamento delle attività svolte dalle cooperative e dai loro consorzi con prestiti agevolati. L’Ircac res te
con controricorso.
Motivi della decisione

2. Col primo motivo la ricorrente deduce viola

norme

di legge, in quanto la CTR non considerava che i var

ndi forni-

ti all’ente dalla Regione siciliana, e che costituiscono un patrimonio distinto da quello proprio del controricorrente, a prescindere o meno dall’obbligo della rendicontazione, sono destinati al
mercato del credito a favore del settore cooperativo a tasso agevolato, e quindi comportano una gestione separata dai beni del patrimonio dell’istituto, per i quali i proventi relativi non posso1

la Cooperazione

2

no sfuggire alla regolare imposizione, non potendosi la loro gestione ritenere relativa a patrimonio proprio dell’affidatario,
che agisce per conto dell’ente regionale, ed in particolare perché
è ente pubblico economico, che, al pari di quelli aventi tale caratteristica, ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di

Il motivo è fondato, in quanto, com’è noto, in tema di agevolazioni tributarie, l’art. 88 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre
1986, n. 917 il quale, nel testo (in vigore dal 1 0 gennaio 1991)
sostituito dall’art. 4, comma tre bis, del d.l. 31 ottobre 1990,
n. 310, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 403 del
1990, elenca gli enti pubblici non soggetti all’IRPEG, data la sua
specialità, è applicabile esclusivamente ai soggetti ivi elencati
e, conseguentemente, la relativa disciplina non può essere estesa
al fondo a gestione separata istituito presso l’IRCAC (o l’IRFIS),
che ha soggettività giuridica diversa da quella dell’ente affidante, e coincidente con quella della Regione siciliana. D’altra parte, non è invocabile l’art. 39 della legge 21 novembr 2
342, che estende i benefici di cui al citato art. 88
del TUIR ai fondi pubblici di agevolazione, istituiti

primo,
leggi

dello Stato o delle regioni, ancorché affidati in gestione a soggetti terzi, in quanto tale norma ha portata innovativa e non di
interpretazione autentica, e quindi, non ha efficacia retroattiva,
come anche confermato dall’ultima parte della medesima disposizione, che nel precludere il rimborso d’imposte già pagate, si limita, in linea con gli artt. 1 e 3 della legge n. 212 del 2000, a
ribadire l’irretroattività della disposizione, senza introdurre
profili d’incostituzionalità, come nella specie (Cfr. anche Cass.
Sentenze n. 11176 del 26/05/2005, n. 1382 del 2004). Peraltro tutti i fondi speciali dell’ente in argomento successivamente venivano unificati e versati in un altro unico a gestione separata, giusta l’art. 63 della legge regionale 7.3.1997, e che testualmente
si trascrive:

“Trasformazione dei fondi a gestione separata isti-

tuiti presso l’IRCAC
2

tipica attività commerciale ex art. 87 Dpr. n. 917/86.

3

1. I fondi a gestione separata, istituiti presso l’IRCAC per la
concessione di garanzie con l’art. 1 della legge regionale 26 aprile 1972, n. 28, con l’art. 3 della legge regionale 30 luglio
1973, n. 28, con l’art. 19 della legge regionale 3 giugno 1975, n.
24 e con l’art. 93 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 96 (Co-

unico fondo a gestione separata da destinare agli interventi previsti dalla vigente normativa sul credito agevolato a favore delle
cooperative”.
Dunque sul punto la sentenza impugnata non risulta motivata in
modo giuridicamente corretto.
3. Col secondo motivo la ricorrente denunzia vizi di motivazione, giacchè il giudice di appello riteneva apoditticamente che i
fondi in questione divenissero di proprietà dell’Ircac, costituendo un patrimonio unico con i beni appartenenti all’ente. Si tratta
di censura che in parte rimane assorbita dal primo motivo, anche
se tuttavia appare opportuno ancora osservare che essa va condivisa, dal momento che il secondo giudice non enunciava compiutamente
le ragioni, in virtù delle quali riteneva che tutte le erogazioni
per il credito cooperativistico effettuate dalla Regione divenissero automaticamente di proprietà dell’ente affidatario senza obbligo di rendicontazione, e soprattutto di imposizione fiscale. In
tal modo esso cadeva nel vizio denunziato, atteso che, com’è noto,
quello di omessa o insufficiente motivazione, deducibile in sede di le-

gittimità ex art. 360, n. 5, cod. proc. civ., sussiste se nel ragionamento del giudice di merito, quale risulta dalla sentenza, sia riscontrabile
il mancato o deficiente esame di punti decisivi della controversia, senza
che sia possibile ricostruirne il percorso argomentativo, co

la s e-

cie (Cfr. anche Cass. Sentenza n. 6288 del 18/03/2011).
Perciò anche su tale punto la decisione impugnata n lta motivata in modo sufficiente e logicamente corretto.
4. Ne deriva che il ricorso va accolto, con la conseguente cas-

sazione della sentenza impugnata, con rinvio al giudice “a quo”,
altra sezione, per nuovo esame, e che dovrà uniformarsi ai suindicati principi di diritto.
3

operfidi), sono soppressi e le disponibilità sono versate in un

4

5. Quanto alle spese dell’intero giudizio, esse saranno regolate dal giudice del rinvio stesso.
P.Q.M.
La Corte
Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impu ta, e rinvia,

Sicilia, altra sezione, per nuovo esame.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta Sezione civile, il 10 ottobre 2013.

anche per le spese, alla commissione tributaria regionale della

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