Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24366 del 29/10/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 24366 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: BOGNANNI SALVATORE

ORDINANZA
sul ricorso 13172-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE (06363391001) in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende, ope legis;

– ricorrente contro
SOCIETAI ISOFOM SRL (009075704010) in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA,
LARGO SOMALIA 67, presso lo studio dell’avvocato GRADARA
RITA, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato
TESAURO FRANCESCO, giusta procura speciale in calce al
controricorso;

– controricorrente –

7sos

Data pubblicazione: 29/10/2013

avverso la sentenza n. 47/4/2010 della Commissione Tributaria
Regionale di ANCONA del 9.3.2010, depositata il 23/03/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
10/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. SALVATORE
BOGNANNI;
udito per la controricorrente l’Avvocato Rita Gradara che insiste per il
rigetto del ricorso.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.
IMMACOLATA ZENO che ha concluso per la trattazione con il
ricorso R.G. 13174/2011 – udienza del 23.10.2013 e nel merito
conclude per il rigetto del ricorso.

Ric. 2011 n. 13172 sez. MT – ud. 10-10-2013
-2-

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezione Sesta (Tributaria)
R.G. ric. n. 13172/11

Ricorrente: agenzia entrate
Controricorrente: società Isofom srl.

Ordinanza
Svolgimento del processo

1. L’agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, avverso la sentenza della commissione
tributaria regionale delle Marche n. 47/04/10, depositata il 23
marzo 2010, con la quale, rigettato il ricorso per revocazione
contro la decisione della medesima n. 19/04/08, pubblicata
1’11.3.2008, tale pronuncia veniva ritenuta in sostanza corretta.
La medesima a sua volta riguardava l’opposizione della società Isofom srl., relativa all’avviso di accertamento delle imposte Irpeg, Iva ed Irap per il 1999, per mancata contabilizzazio
perazioni commerciali, ed omessa emissione di fattur
tuttavia conteneva l’indicazione della contestazione della .nzione solamente però nell’intestazione, e cioè nel frontespizio. In
particolare il giudice della revocazione medesima osservava che in
realtà non era dato ravvisare alcuna ipotesi di errore revocatorio
in tutto il corpo di quella sentenza impugnata, trattandosi soltanto di quello materiale, consistente nella errata formulazione
dell’intestazione stessa, atteso che tutta la parte restante del
testo invece attiene esclusivamente all’avviso di accertamento
delle imposte che si assumevano evase, e non piuttosto al trattamento sanzionatorio; errore peraltro dovuto al fatto che entrambi
gli avvisi, e cioè quello della contestazione e l’altro
dell’accertamento, erano stati trattati e decisi nella stessa udienza del 12.2.2008, anche se con processi separati. La Isofom
resiste con controricorso, mentre la ricorrente ha depositato memoria.
Motivi della decisione
1

Oggetto: revocazione sentenza

2

2. Col motivo addotto a sostegno del ricorso la ricorrente deduce violazione di norme di legge, in quanto la CTR non considerava che la sentenza n. 20 riportava nel frontespizio l’indicazione
delle imposte che si assumevano evase, ma nel corpo di essa era
stato trattato soltanto il contenzioso avente ad oggetto la san-

Il motivo è infondato, dal momento che esattamente il giudice
della revocazione metteva in evidenza che la decisione in argomento concerneva in realtà solo il tema della pretesa fiscale concernente le imposte, e non piuttosto il trattamento sanzionatorio afferente alla pretesa evasione, e che la relativa indicazione della
sanzione nel frontespizio della sentenza costituiva un mero errore
materiale, il quale non può essere corretto ovviamente con il procedimento revocatorio, il cui presupposto attiene invece alla
trattazione di un tema del tutto differente da quello esaminato.
3. Dunque sul punto la sentenza impugnata risulta motivata in
t

modo giuridicamente corretto.
4. Ne deriva che il ricorso va rigettato.
5. Quanto alle spese del giudizio, esse seguono la soc

nza,

e vengono liquidate come in dispositivo.
P.Q.M.
La Corte
Rigetta il ricorso, e condanna la ricorrente al rimborso delle
spese a favore della controricorrente, e che liquida in
€100,00(cento) per esborsi ed C2.000,00(duemila/00) per onorario,
oltre a quelle generali ed accessori dio legge.
Così deciso in Roma, il 10 ottobre 2013.

zione.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA