Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24365 del 29/10/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 24365 Anno 2013
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: BOGNANNI SALVATORE

ORDINANZA
sul ricorso 13100-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE 06363391001 in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende, ope legis;

– ricorrente contro
SBRIGLIA MASSIMO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
ANASTASIO II n. 442, presso lo studio dell’avvocato MARCO
MISURACA, rappresentato e difeso dagli avvocati GASPARRO
FRANCESCO GIUSEPPE, ALFREDO FRANCO, giusta procura a
margine del controricorso;

– controricorrente –

)3

Data pubblicazione: 29/10/2013

avverso la sentenza n. 67/28/2010 della Commissione Tributaria
Regionale di NAPOLI dell’8.3.2010, depositata il 22/03/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
10/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. SALVATORE
BOGNANNI.

IMMACOLATA ZENO.

Ric. 2011 n. 13100 sez. MT – ud. 10-10-2013
-2-

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.

1

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezione SESTA (Tributaria)
R.G. ric. n. 13100/11

Ricorrente: agenzia entrate
Controricorrente: Massimo Sbriglia

Ordinanza
Svolgimento del processo

1. L’agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della commissione tributaria regionale della Campania n. 67/28/10, depositata il 22 marzo
2010, con la quale essa accoglieva l’appello di Massimo Sbriglia
contro la decisione di quella provinciale, sicchè l’opposizione
del medesimo, relativa alla cartella di pagamento emessa per le
imposte Irpef, Irap, Iva ed addizionali in relazione agli anni
2000-2001, veniva ritenuta fondata. In particolare il giudice di
secondo grado osservava che in generale col pagamento della prima
rata relativa al chiesto condono si determinava l’efficacia del
medesimo, di modo che il contribuente ben poteva chiedere

4″, 0

l’annullamento dell’atto esecutivo. Sbriglia resiste con c . • ;
corso.
Motivi della decisio

2. Innanzitutto va esaminata l’eccezione di

111,

bilità

formulata dal controricorrente, secondo cui il ricorso sarebbe inammissibile per tardività, atteso che esso era stato consegnato
all’ufficiale giudiziario in data 9.5.20011, mentre la sentenza
era stata pubblicata il 22.3.2010, e quindi a termine già scaduto
il giorno 6 di quel mese.
L’eccezione è infondata, posto che il termine lungo scadeva
invece il giorno 7, che cadeva di sabato, e quindi esso slittava
necessariamente al lunedì successivo, appunto giorno 9.5.2011, in
virtù della norma di cui all’art. 155, comma 5 cpc., come novellato dall’art. 2, lett. f) L. n. 263 del 2005.

Oggetto: impugnazione cartella pagamento,

2

3. Ciò premesso, col primo e secondo motivi, che possono essere esaminati congiuntamente, stante la loro stretta connessione,
la ricorrente deduce il vizio di contraddittoria motivazione e violazione di norme di legge, in quanto la CTR, mentre in un primo
momento affermava che soltanto l’integrale pagamento di tutte le

della relativa dichiarazione, comportava la condonabilità della
pretesa fiscale, invece successivamente non considerava che si
trattava soltanto di condono c.d. clemenziale e non premiale, atteso che in materia di imposte dirette e di Iva, imposta spettante
alla CEE, il beneficio in argomento è strutturato in maniera differente rispetto alle altre fattispecie, nel senso che il relativo
procedimento si perfeziona solamente allorché tutte le rate vengano pagate, e non soltanto la prima, riguardando esso uni
l’esclusione della sanzione.
I motivi sono fondati, posto che l’art. 9 úis L. 02 disciplina l’ipotesi di iscrizione a ruolo di imposte ri ltanti da
dichiarazioni e non versate, per le quali il condono si perfeziona
solamente col pagamento di tutte le rate, con la conseguenza che
soltanto in tale ipotesi la sanzione non viene applicata, mentre
invece il pagamento della prima rata non rende efficace il relativo procedimento amministrativo. Al riguardo più volte questa Corte
ha statuito che “in tema di condono fiscale, in assenza di disposizioni quali quelle di cui agli artt. 8, 9, 15 e 16 della legge
27 dicembre 2002, n. 289 – che considerano efficaci le ipotesi di
condono ivi regolate anche senza adempimento integrale insuscettibili di applicazione analogica, perché connesse a norme di tipo
eccezionale, nell’ipotesi prevista dall’art. 9 bis della legge citata la non applicazione delle sanzioni si verifica solo se si
provvede al pagamento (in un’unica soluzione o in modo rateale)
delle imposte, nei termini e nei modi di cui alla medesima disposizione, con la conseguenza che, nel caso di omesso o non integrale pagamento, l’istanza di definizione diviene inefficace e si verifica la perdita della possibilità di avvalersi della definizione
2

rate, a seguito di liquidazione automatica delle imposte in virtù

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anticipata (Cfr. anche Ordinanza n. 8027 del 21/05/2012, Sentenza
n. 19546 del 23/09/2011).
Dunque sul punto la sentenza impugnata non risulta motivata in
modo logico e giuridicamente corretto.
4. Ne deriva che il ricorso va accolto, con conseguente cassa-

può essere decisa nel merito, atteso che non occorrono ulteriori
accertamenti di fatto, ex art. 384, comma 2 cpc., e rigetto di
quello introduttivo.
5. Quanto alle spese dell’intero giudizio, sussistono giusti
motivi per compensare quelle del doppio grado, mentre le altre
successive seguono la soccombenza, e vengono liquidate come in dispositivo.
P.Q.M.
La Corte
Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnat

a rinvio,

e, decidendo nel merito, rigetta quello introduttivo; compensa le
spese del doppio grado, e condanna il controricorrente al rimborso
di quelle del presente giudizio, che liquida complessivamente in
euro 1.700,00(millesettecento/00) per onorario, oltre alle altre
prenotate a debito.
Roma, così deciso il 10 ottobre 2013.

zione della sentenza impugnata, senza rinvio, posto che la causa

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