Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24343 del 03/11/2020

Cassazione civile sez. VI, 03/11/2020, (ud. 08/10/2020, dep. 03/11/2020), n.24343

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 8228-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

S.M.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

AURELIANA 53, presso lo studio dell’avvocato ANTONINO STRANO,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE FRAGAPANI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 5861/17/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 11/09/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 08/10/2020 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1. S.M.C., proprietaria di una unità immobiliare sita in (OMISSIS) e ricompresa nella microzona (OMISSIS) – (OMISSIS), impugnava davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma l’avviso di accertamento catastale ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, che attribuiva all’immobile una nuova classe con conseguente aumento della rendita catastale.

2. La CTP accoglieva il ricorso ritenendo non motivato l’avviso di accertamento.

3. La sentenza veniva impugnata dall’Agenzia delle Entrate e la Commissione Tributaria Regionale del Lazio dichiarava inammissibile l’appello in quanto la notifica dell’appello, effettuata con il servizio privato tramite l’Agenzia Nexive spa, prima del 10.9.2017, data di entrata in vigore della L. n. 124 del 2017, art. 57, comma 1, era da considerarsi inesistente e l’appello non era stato notificato al Comune di Roma Capitale che aveva partecipato al giudizio di primo grado. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per Cassazione l’Agenzia delle Entrate sulla base di tre motivi. Si è costituito il contribuente depositando controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con il primo motivo viene dedotta la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 58 del 2011, art. 1, comma 2 lett. o) e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16, comma 3 e art. 38, comma 3 e dell’art. 327 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4; si sostiene la validità della notifica degli atti effettuata a mezzo operatori postali privati.

1.2 Con il secondo motivo si lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 156 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per avere la CTR erroneamente dichiarato l’inesistenza della notifica anzichè la sua nullità sanata dalla costituzione dell’appellato.

1.3 Con il terzo motivo viene denunciata la violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 e dell’art. 332 c.p.c. in relazione alla L. n. 311 del 2014, art. 1, comma 335, in quanto unico soggetto legittimato a contraddire era l’Agenzia delle Entrate.

2 In materia di validità della notificazione a mezzo operatori postali privati sono di recente intervenute le Sezioni Unite che hanno affermato il seguente principio “in tema di notificazione di atti processuali, posto che nel quadro giuridico novellato dalla direttiva n. 2008/6/CE del Parlamento e del Consiglio del 20 febbraio 2008 è prevista la possibilità per tutti gli operatori postali di notificare atti giudiziari, a meno che lo Stato non evidenzi e dimostri la giustificazione oggettiva ostativa, è nulla e non inesistente la notificazione di atto giudiziario eseguita dall’operatore di posta privata senza relativo titolo abilitativo nel periodo intercorrente fra l’entrata in vigore della suddetta direttiva e il regime introdotto dalla L. n. 124 del 2017”. “La sanatoria della nullità della notificazione di atto giudiziario, eseguita dall’operatore di poste private per raggiungimento dello scopo dovuto alla costituzione della controparte, non rileva ai fini della tempestività del ricorso, a fronte della mancanza di certezza legale della data di consegna del ricorso medesimo all’operatore, dovuta all’assenza di poteri certificativi dell’operatore, perchè sprovvisto di titolo abilitativo”.

Alla luce di tale principio non potendosi accertare per valutare la tempestività dell’appello la data di consegna all’operatore privato deve aversi riguardo a quella di pervenimento dell’atto al destinatario e verificare se per tale data il termine era o no spirato.

2.2 Occorre tuttavia verificare se l’atto di appello sia pervenuto al destinatario prima del decorso del termine di impugnazione della sentenza di primo grado, dovendosi, in caso contrario, ritenere l’appello inammissibile in quanto tardivo.

2.3 A tal fine va disposta l’acquisizione del fascicolo dei gradi di merito.

P.Q.M.

Rinvia la causa a nuovo ruolo, disponendo che la cancelleria acquisisca il fascicolo d’ufficio (relativo ai gradi di merito) presso la segreteria della Commissione tributaria regionale del Lazio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 8 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 3 novembre 2020

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA