Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24326 del 29/11/2016


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Cassazione civile sez. VI, 29/11/2016, (ud. 27/10/2016, dep. 29/11/2016), n.24326

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13217-2015 proposto da:

COMUNE di PALERMO, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la CASSAZIONE,

rappresentato e difeso dall’avvocato ROBERTA CANNAROZZO giusta

procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

ANGALA SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato ROSARIO CALI’

giusta procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3325/01/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di PALERMO del 16/10/2014, depositata il 30/10/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO GIOVANNI CONTI.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

Il Comune di Palermo ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo contro la sentenza resa dalla CTR della Sicilia meglio indicata in epigrafe che ha annullato la cartella di pagamento emessa a carico della società Palermitana Alberghiera srl per Tarsu relativa all’anno 2004.

La società Angala spa holding & Real Estate, già Società palermitana alberghiera srl, si è costituita con controricorso eccependo dell’impugnazione per intervenuto giudicato su un autonomo capo di sentenza non impugnato.

Il procedimento può essere definito con motivazione semplificata.

Il ricorso è inammissibile. La sentenza impugnata ha ritenuto di confermare la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso della società contribuente ritenendo la competenza del Consiglio comunale – e non della Giunta che aveva invece adottato la delibera in contestazione – per l’adeguamento delle tariffe in materia di TARSU e la carenza di motivazione della delibera modificativa delle tariffe Tarsu che aveva indotto il giudice di primo grado a disapplicare la stessa.

Tali autonome rationes decidendi non sono state impugnate dal Comune di Palermo. Ne consegue, come ritenuto dalla parte controricorrente, l’inammissibilità del ricorso per intervenuto giudicato su autonomi capi della decisione idonei a definire il giudizio.

Il ricorso va rigettato. Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte, visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

Rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore della controricorrente liquidandole in Euro 2000,00 per compensi, Euro 100,00 per esborsi, spese generali in misura pari al 15% dei compensi, oltre accessori come per legge. Dà atto, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma DEL D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 bis e comma 1 quater.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione sesta civile, il 27 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 29 novembre 2016

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