Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24298 del 04/10/2018

Cassazione civile sez. trib., 04/10/2018, (ud. 19/04/2018, dep. 04/10/2018), n.24298

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA E. L. – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – rel. Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA Maria G. – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 24444/2011 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

B.F. e B.P., elettivamente domiciliati in Roma,

Largo Trionfale n. 7, presso lo studio dell’avv. Mario Scialla,

rappresentati e difesi dall’avv. Michele Martini, giusta procura

speciale in calce al controricorso;

– controricorrenti –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Toscana n. 85/35/10, depositata il 7 luglio 2010;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 19 aprile

2018 dal Consigliere Giacomo Maria Nonno.

Fatto

RILEVATO CHE:

1. con sentenza n. 85/35/10 del 07/07/2010 la CTR della Toscana rigettava l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza n. 107/04/07 della CTP di Grosseto, che aveva accolto il ricorso dei sig.ri B.F. e P., quali eredi del sig. B.A., avverso un avviso di accertamento IRPEF, IVA e IRAP per l’anno d’imposta 2003;

1.1. come si evince dalla sentenza della CTR: a) l’avviso di accertamento scaturiva da una verifica effettuata nei confronti della ditta individuale del sig. B.A., cessata il (OMISSIS) per conferimento dell’azienda nella Bo.Ba. sport s.r.l. e aveva condotto all’accertamento di maggiori ricavi per oltre Euro 27.000,00, con applicazione del ricarico praticato dalla società, nonchè ad una ripresa a tassazione di Euro 20.250,00 in relazione ad una fattura irregolare; b) la CTP accoglieva il ricorso dei contribuenti ed annullava l’avviso di accertamento; c) l’Agenzia delle entrate impugnava la sentenza della CTP;

1.2. su queste premesse, la CTR motivava il rigetto dell’appello evidenziando che l’accertamento “era solo ed esclusivamente basato sugli elementi rilevati nell’anno 2005 alla nuova società BOAC Srl (rectius Bo.Ba. sport s.r.l.), su campione e presunti determinanti per la determinazione dei ricavi anno 2003 della ditta individuale. Sono trascorsi due anni (2003 – 2005); è cambiato il soggetto e la Commissione aggiunge che possono essere cambiati i prezzi della merce venduta, i costi della merce venduta, l’organizzazione di vendita e di acquisto, la clientela. L’Ufficio non ha proceduto a nessun valido accertamento, ma solo ha presunto che…”;

2. l’Agenzia delle entrate impugnava la sentenza della CTR con tempestivo ricorso per cassazione, affidato a due motivi;

3. i sig.ri B. resistevano con controricorso e depositavano memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO CHE:

1. va pregiudizialmente evidenziata l’infondatezza dell’eccezione di improcedibilità del ricorso per cassazione proposta dai controricorrenti per violazione dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, non avendo la parte ricorrente depositato gli atti e i documenti sui quali il ricorso si fonda;

1.1. invero, “per i ricorsi avverso le sentenze delle commissioni tributarie, la indisponibilità dei fascicoli delle parti (i quali, D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 25, comma 2, restano acquisiti al fascicolo d’ufficio e sono restituiti solo al termine del processo) comporta la conseguenza che la parte ricorrente non è onerata, a pena di improcedibilità ed ex art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, della produzione del proprio fascicolo e per esso di copia autentica degli atti e documenti ivi contenuti, poichè detto fascicolo è già acquisito a quello d’ufficio di cui abbia domandato la trasmissione alla S.C. ex art. 369 c.p.c., comma 3, a meno che la predetta parte non abbia irritualmente ottenuto la restituzione del fascicolo di parte dalla segreteria della commissione tributaria; neppure è tenuta, per la stessa ragione, alla produzione di copia degli atti e dei documenti su cui il ricorso si fonda e che siano in ipotesi contenuti nel fascicolo della controparte” (così, da ultimo, Cass. n. 28695 del 30/11/2017; conf. Cass. n. 6021 del 25/03/2015; Cass. n. 16813 del 24/07/2014; Cass. S.U. n. 22726 del 03/11/2011; si veda anche Cass. n. 23575 del 18/11/2015);

2. con il primo motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate deduce insufficiente motivazione su un fatto decisivo e controverso, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, evidenziando che la CTR avrebbe tenuto conto unicamente del dato formale della trasformazione della ditta individuale di B.A. in Bo.Ba. s.r.l., senza considerare le risultanze del processo verbale di constatazione, dal quale emerge con chiarezza la sussistenza di una continuità aziendale che avrebbe giustificato l’utilizzazione della medesima percentuale di ricarico sui ricavi calcolata per la società anche per la ditta individuale;

3. con il secondo motivo di ricorso si contesta la violazione e/o la falsa applicazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, art. 62 sexies, conv. con modif. nella L. 29 ottobre 1993, n. 427, 2697, 2727 e 2729 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, evidenziandosi che l’Ufficio ha legittimamente fatto uso della prova presuntiva ai fini dell’accertamento analitico-induttivo del reddito d’impresa in presenza di una contabilità inattendibile, dovendo essere i contribuenti a fornire la prova contraria;

4. i due motivi, che riguardano entrambi il solo accertamento di maggiori ricavi (e non anche la ripresa relativa alla fattura irregolare per Euro 20.250,00, in ordine alla quale non v’è impugnazione), possono essere congiuntamente esaminati in quanto connessi e sono fondati;

4.1. dall’atto di accertamento e dal processo verbale di constatazione, regolarmente trascritti in ricorso ai fini del rispetto del requisito dell’autosufficienza, risulta con evidenza che l’Amministrazione finanziaria ha legittimamente proceduto ad accertamento analitico-induttivo dei ricavi ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), avendo riscontrato una contabilità sostanzialmente inattendibile ed uno scostamento dagli studi di settore;

4.2. l’accertamento con metodo analitico-induttivo è fondato in parte sulla contabilità della ditta, per quanto concerne i dati relativi al costo della merce venduta, e in parte su una presunzione di ricavo, ottenuta applicando una percentuale media di ricarico calcolata sulla base della documentazione acquisita presso la Bo.Ba. s.r.l. con riferimento all’esercizio 2005;

4.3. il procedimento adottato dai verificatori è corretto, ben potendo l’Ufficio avvalersi della prova per presunzioni e dovendo i contribuenti fornire la prova contraria;

4.4. nè la motivazione della sentenza della CTR, che pone in discussione la validità della percentuale di ricarico applicata dai verificatori in quanto calcolata con riferimento alla società e non alla ditta individuale, ha tenuto conto di quanto emerge chiaramente dal processo verbale di constatazione: l’azienda prima nella titolarità del sig. B.A. è stata ceduta alla società, senza cambiamenti nei soggetti interessati, nell’ubicazione e nella tipologia della merce commercializzata;

in altri termini, i verificatori hanno applicato alla ditta individuale la stessa percentuale di ricarico sul costo del venduto calcolata per la società motivando specificamente la loro scelta con riferimento alla circostanza che con riferimento alle due annualità di imposta (2003 e 2005) non emergono significative variazioni commerciali: e di tale circostanza la CTR non ha tenuto conto;

4.5. del resto, “in tema di accertamento analitico induttivo del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, comma 1, lett. d), le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi, atteso che, in base all’esperienza, non si tratta di una variabile occasionale, per cui incombe sul contribuente, anche in virtù del principio di vicinanza della prova, l’onere di dimostrare i mutamenti del mercato o della propria attività che possano giustificare in altri periodi l’applicazione di percentuali diverse” (così Cass. n. 27330 del 29/12/2016);

5. in conclusione, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata in parte qua e rinviata alla CTR della Toscana, in diversa composizione, perchè provveda anche sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie i motivi di ricorso; cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Toscana, in diversa composizione, anche sulle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 19 aprile 2018.

Depositato in Cancelleria il 4 ottobre 2018

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