Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2420 del 27/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 27/01/2022, (ud. 12/01/2022, dep. 27/01/2022), n.2420

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLITANO Lucio – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6829-2020 proposto da:

ADER – AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, (OMISSIS), in persona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente –

contro

G.D.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

OVIDIO 32, presso lo studio dell’avvocato BRUNO CHIARANTANO,

rappresentato e difeso dall’avvocato SALVATORE RIJLI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2693/6/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CALABRIA SEZIONE DISTACCATA di REGGIO CALABRIA,

depositata l’08/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 12/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO

MONDINI.

 

Fatto

PREMESSO

che:

1. G.D.A. ha impugnato, dinnanzi alla Commissione tributaria provinciale di Reggio Calabria, l’intimazione di pagamento relativa ad una cartella di pagamento per Ilor, Irpef, contributo straordinario per l’Europa e contributo al servizio sanitario nazionale, relativa all’anno d’imposta 1996;

2. la CTP ha accolto il ricorso;

3. la sentenza di primo grado è stata impugnata da Equitalia sud s.p.a. e la Commissione tributaria regionale della Calabria, con la sentenza n. 2693/06/2019, depositata l’8 luglio 2019, ha dichiarato inammissibile l’appello, in quanto la relativa notifica a mezzo posta era da considerarsi inesistente, essendo stata eseguita tramite il servizio privato fornito dalla Sicilia Post s.r.l., senza che tale operatore fosse all’epoca – prima del 10.9.2017, data di entrata in vigore della L. 4 agosto 2017, n. 124, art. 1, comma 57 – abilitato;

4.avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate-Riscossione. Il ricorso è affidato ad un motivo con cui viene lamentata, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, e art. 20, commi 1 e 2, e dell’art. 156 c.p.c., comma 3. Assume infatti l’Agenzia che sia valida la notifica dell’appello effettuata a mezzo di un operatore postale privato e che, comunque, l’eventuale invalidità della notifica dell’appello sarebbe stata sanata dalla costituzione dell’appellato;

5. il contribuente si è costituito con controricorso.

6. la Corte, in data 26 maggio 2021, ha disposto l’acquisizione del fascicolo del merito per verificare, ai fini della valutazione della tempestività dell’appello, se risultasse dagli atti di causa che quest’ultimo fosse o non pervenuto al destinatario prima del decorso del termine di impugnazione della sentenza di primo grado.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. in materia di validità della notificazione degli atti processuali eseguita tramite operatori postali privati, è stato dalle Sezioni Unite di questa Corte, affermato il seguente principio: “In tema di notificazione di atti processuali, posto che nel quadro giuridico novellato dalla Dir. del Parlamento e del Consiglio 20 febbraio 2008, n. 2008/6/CE, è prevista la possibilità per tutti gli operatori postali di notificare atti giudiziari, a meno che lo Stato non evidenzi e dimostri la giustificazione oggettiva ostativa, è nulla e non inesistente la notificazione di atto giudiziario eseguita dall’operatore di posta privata senza relativo titolo abilitativo nel periodo intercorrente fra l’entrata in vigore della suddetta Direttiva e il regime introdotto dalla L. n. 124 del 2017. La sanatoria della nullità della notificazione di atto giudiziario, eseguita dall’operatore di poste private per raggiungimento dello scopo dovuto alla costituzione della controparte, non rileva ai fini della tempestività del ricorso, a fronte della mancanza di certezza legale della data di consegna del ricorso medesimo all’operatore, dovuta all’assenza di poteri certificativi dell’operatore, perché sprovvisto di titolo abilitativo” (Cass., Sez. U, Sentenza n. 299 del 10/01/2020).

Nello stesso senso, con specifico riferimento alla notifica dell’atto introduttivo del giudizio tributario, è stato ribadito che ” In tema di notificazioni a mezzo posta, la notifica eseguita per il tramite di operatore postale privato in possesso di titolo abilitativo minore, costituito dalla “licenza individuale” di cui al D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 5, comma 1, nel periodo intercorrente tra la parziale liberalizzazione attuata con il D.Lgs. n. 58 del 2011, e quella portata dalla L. n. 124 del 2017, è fidefacente, per effetto del D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, e succ. modif., soltanto quando abbia ad oggetto atti amministrativi e tributari, ma non anche quando attenga ad atti giudiziari, ivi compresi i ricorsi introduttivi del processo tributario, per i quali la gestione del servizio, in forza di ragioni di ordine pubblico, correlate a peculiari requisiti di rafforzata affidabilità dell’agente notificatore, è riservata, nel regime del D.Lgs. n. 58 del 2011, al solo gestore del “servizio postale universale” e, nel successivo regime della L. n. 124 del 2017, ai soli titolari di licenza individuale speciale.” (Cass., Sez. 5 -, Sentenza n. 25521 del 12/11/2020; cfr. altresì Cass., Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 2299 del 31/01/2020);

2. alla luce del principio espresso dalla predetta pronuncia delle Sezioni Unite di questa Corte, la notifica dell’appello tributario eseguita a mezzo posta, tramite operatore di posta privata, è dunque nulla e non inesistente, e, sotto il profilo della rituale instaurazione del contraddittorio nei confronti delle parti appellate, sanata dalla costituzione dell’appellato.

Tuttavia, in base al medesimo principio, ai fini della verifica, da effettuarsi anche d’ufficio, della tempestività dell’appello, non vi è certezza legale sulla data di consegna del ricorso all’operatore postale privato e l’effetto sanante della costituzione delle parti appellate non rileva. La tempestività dell’appello può emergere dagli atti di causa laddove risulti che l’atto sia pervenuto al destinatario prima del decorso del termine di impugnazione della sentenza di primo grado. In mancanza devesi ritenere l’appello inammissibile in quanto tardivo (Cass., sez. VI, 14 settembre 2021 n. 24752 e 24743);

3. ora, nel caso di specie, dalla dall’avviso di ricevimento dell’atto di appello, sottoscritto dal difensore del contribuente, risulta che l’atto è pervenuto il 13 febbraio 2015 e dunque tempestivamente: essendo stata la sentenza di primo grado depositata il 30 giugno 2014, il termine per la relativa impugnazione (art. 327 c.p.c.) scadeva (il (OMISSIS) e poiché il 14 era sabato, in definitiva, ex art. 155 c.p.c.,) il (OMISSIS);

4. il ricorso deve essere pertanto accolto, la sentenza impugnata deve essere cassata e la causa va rinviata alla commissione tributaria regionale della Calabria, in diversa composizione, per esame dell’appello dell’ufficio nonché per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

la Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese alla commissione tributaria regionale della Calabria, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, svolta con modalità da remoto, il 12 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2022

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