Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2419 del 27/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 27/01/2022, (ud. 12/01/2022, dep. 27/01/2022), n.2419

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLITANO Lucio – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5973-2020 proposto da:

RIPRO – COOP SOCIETA’ COOPERATIVA AGRICOLA, in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

LUIGI LILIO 95, presso lo studio dell’avvocato TEODORO CARSILLO,

rappresentata e difesa dagli avvocati GIANFRANCO VIGNOLA, MADDALENA

ALDEGHERI;

– ricorrente –

contro

AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO, in persona del

Presidente pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4046/16/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 03/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 12/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO

MONDINI.

 

Fatto

PREMESSO

che:

1. la Ripro-Coop soc. coop. agricola, ricorre, denunciando violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 1, per la cassazione della sentenza in epigrafe con cui la CTR del Lazio, in causa di impugnazione di una cartella di pagamento, notificatale dall’Agenzia delle entrate-Riscossione, relativa a contributi per il funzionamento della Autorità garante della concorrenza e del mercato, confermando la decisione di primo grado, ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice tributario;

2. l’Autorità garante della concorrenza e del mercato si è costituita chiedendo il rigetto del ricorso;

3. l’Agenzia delle entrate-Riscossione non si è costituita;

4. il ricorso è fondato.

Questa Corte ha avuto già modo di statuire: “I contributi per il funzionamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, previsti dalla L. n. 287 del 1990, art. 10, commi 7-ter e 7-quater, hanno natura tributaria, trattandosi di prestazioni patrimoniali imposte dalla legge a favore dell’autorità indipendente, caratterizzate dal carattere coattivo in assenza di qualsiasi rapporto sinallagmatico con la beneficiaria, collegate ad una pubblica spesa (quale risorsa per il funzionamento di un’autorità chiamata a svolgere servizi a salvaguardia delle regole del mercato a tutela della concorrenza) e riferite ad un presupposto economicamente rilevante, in quanto commisurate al volume di fatturato assunto ad indice della capacità contributiva. Pertanto, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, come modificato dalla L. n. 448 del 2001, art. 12 (che ha esteso la giurisdizione tributaria a tutte le cause aventi ad oggetto tributi di ogni genere), le controversie relative alla riscossione dei predetti oneri di funzionamento sono devolute alla giurisdizione del giudice tributario, la quale ha carattere pieno ed esclusivo, includendo, oltre ai giudizi sull’impugnazione del provvedimento impositivo, anche quelli relativi alla legittimità di tutti gli atti del procedimento.” (Cass. Sez. U., ord. n. 10577 del 04/06/2020).

Il Collegio si riporta alla suddetta statuizione.

Si precisa che non vi è luogo a rimessione della questione alle Sezioni Unite, giacché la riserva di attribuzione di queste ultime, ai sensi dell’art. 374 c.p.c., comma 1, va letta in coerenza con il principio di ragionevole durata del processo (art. 111 Cost.) sicché la sezione semplice può decidere la questione di giurisdizione che forma esclusivo oggetto del ricorso, ai sensi dell’art. 374 c.p.c., comma 1, laddove, come nel caso di specie, sulla questione le S.U. si siano già pronunciate (v., Cass. 16069/2018 in motivazione);

5. il ricorso deve pertanto essere accolto, la sentenza impugnata deve essere cassata e la causa deve essere rinviata alla CTP di Roma, in diversa composizione (v. Sez. U., sentenza n. 353 del 25/01/1985: “In sede di ricorso avverso la sentenza d’appello che abbia negato la giurisdizione del giudice ordinario, a conferma della sentenza di primo grado, le Sezioni Unite della suprema Corte, rilevata la sussistenza di detta giurisdizione, devono annullare entrambe le indicate pronunce, e rinviare, ai sensi dell’art. 383 c.p.c., comma 3, al giudice di primo grado, cui il giudice d’appello avrebbe dovuto a sua volta rimettere le parti”);

6. le spese saranno regolate con il merito.

P.Q.M.

la Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata, dichiara la giurisdizione tributaria e rinvia la causa, anche per le spese, alla CTP di Roma in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio svolta con modalità da remoto, il 12 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2022

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