Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2418 del 27/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 27/01/2022, (ud. 12/01/2022, dep. 27/01/2022), n.2418

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPOLITANO Lucio – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 36266-2018 proposto da:

D.M.B., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA S. NICOLA DA

TOLENTINO 50, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO DE TILLA, che

la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3561/8/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di CATANZARO SEZIONE DISTACCATA di REGGIO CALABRIA,

depositata il 21/12/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO

MONDINI.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Premesso e considerato che:

1. con sentenza in data 21 dicembre 2017, n. 3561, la commissione tributaria regionale della Calabria Sez. R.C., in riforma della sentenza di primo grado, dichiarava inammissibile il ricorso presentato da D.M.B. avverso cartella di pagamento emessa dalla Agenzia delle Entrate per imposta sui redditi dell’anno 1995;

2. la contribuente ricorreva per la cassazione della suddetta sentenza;

3. l’Agenzia delle Entrate, con controricorso, si opponeva;

4. la contribuente, con atto depositato il 5 giugno 2019, dato conto di aver presentato istanza di definizione della controversia ai sensi del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito dalla L. n. 136 del 2018, e di aver versato la prima rata di quanto dovuto per la definizione della vertenza, chiedeva sospendersi il giudizio, ai sensi del predetto D.L., art. 6;

5. con atto in data 20 febbraio 202o, l’Agenzia delle entrate, dando conto del fatto che la contribuente aveva provveduto “al pagamento previsto per il perfezionamento della definizione”, chiedeva dichiararsi l’estinzione del giudizio;

6. in ragione di quanto precede deve essere dichiarata l’estinzione del giudizio per perfezionamento della definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 6, convertito nella L. n. 136 del 2018;

7. citato D.L., ex art. 6, comma 13, le spese restano a carico di chi le ha sostenute;

8. “la declaratoria di estinzione esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, che consegue alle sole declaratorie di infondatezza nel merito ovvero di inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione” (Cass. n. 25485 del 2018; 19560 del 2015 e, di recente, 601 del 2022).

P.Q.M.

la Corte dichiara l’estinzione del giudizio con spese a carico di chi le ha sostenute.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, svolta con modalità da remoto, il 12 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2022

 

 

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