Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24137 del 24/10/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 24137 Anno 2013
Presidente: LA TERZA MAURA
Relatore: MANCINO ROSSANA

ORDINANZA
sul ricorso 20621-2011 proposto da:
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA
80185250588, ISTITUTO COMPRENSIVO DI CELLINO
ATTANASIO, in persona le legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,
presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li
rappresenta e difende ope legis;
– ricorrenti contro
FERRETTI MARIA CELESTE;
– intimata avverso la sentenza n. 334/2011 della CORTE D’APPELLO di
L’AQUILA del 9/12/2010, depositata 1’1/07/2011;

Data pubblicazione: 24/10/2013

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
03/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSANA MANCINO;

è presente il P.G. in persona del Dott. GIULIO ROMANO.

Ric. 2011 n. 20621 sez. ML – ud. 03-10-2013
-2-

r.g.n. 20621/2011 Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca+1 c/ Ferretti Maria Celeste
Oggetto: impiego pubblico privatizzato – Direttore servizi generali amministrativi – riconoscimento anzianità maturata

Svolgimento del processo e motivi della decisione

1. La causa è stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio del 3 ottobre
2013 ai sensi dell’art. 375 c.p.c. sulla base della seguente relazione, redatta a
norma dell’art. 380 bis c.p.c.:
2. “Con sentenza del 1°.7.t011 la Corte d’Appello di l’Aquila ha riconosciuto
all’odierna intimata – dipendente dell’amministrazione statale della pubblica
istruzione, personale ATA (Amministrativo, Tecnico, Ausiliario) inquadrata
nel nuovo profilo professionale, Area D2, di direttore dei servizi generali e
amministrativi (DSGA),con decorrenza 1° settembre 2000 secondo la
previsione del CCNL 26.5.1999 – il diritto alla maggiore retribuzione
derivante dal computo dell’intera anzianità di servizio utile prestato
anteriormente all’indicata data di inquadramento e non secondo l’anzianità
convenzionale e il sistema della “temporizzazione” previsti dall’art. 8 CCNL
15.3.2001.
3. Avverso tale sentenza della Corte territoriale il Ministero dell’istruzione,
dell’Università e della Ricerca ha proposto ricorso per cassazione; l’intimata
non ha resistito.
4. Con l’unico motivo di ricorso è denunziata violazione e falsa applicazione
dell’art. 66, comma 6, del CCNL comparto scuola quadriennio normativo,
primo biennio economico, del 4 agosto 1995; degli artt. 34 e 48 del CCNL
comparto scuola del 26 maggio 1999 quadriennio normativo, primo biennio
economico; degli artt. 8 e 19 del CCNL 15 marzo 2001 secondo biennio
economico e degli arti. 87 e 142 del CCNL comparto scuola del 24 luglio
2003 quadriennio normativo e primo biennio economico.
Alla sentenza impugnata si addebita, in estrema sintesi, di aver ritenuto
applicabile all’inquadramento nel nuovo profilo professionale di direttore
dei servizi generali ed amministrativi, introdotto dall’art. 34 del CCNL
comparto scuola 1998-2001 dei dipendenti già inquadrati nel profilo di
responsabile amministrativo, la pregressa disciplina delle ipotesi di

6.

immissione in ruolo o di transito del lavoratore da un ruolo all’altro, non
ricorrenti nel caso di specie, dove non vi era stata ne’ nuova assunzione ne’
passaggio di ruolo, e di non avere invece applicato la specifica disciplina
contrattuale riguardante i profili economici del primo accesso del suddetto
personale nel nuovo profilo professionale.
Il ricorso è manifestamente fondato, dal momento che la decisione della
Corte territoriale contrasta con il principio, recentemente affermato da
questa Corte a conferma di un precedente orientamento, secondo cui: “La
specifica norma di cui all’art. 8 del CCNL 9.3.2001 – relativo al secondo
biennio economico 2000-2001 del personale del comparto scuola – regola il

r.g.n. 20621/2011

1

trattamento economico spettante dall’1.9.2000 al personale ATA inquadrato
nel profilo professionale di “direttore dei servizi generali e amministrativi”

rispetto del principio di parità di trattamento (v., ex multis, Cass. nn. 24912,
24913, 24914 del 2010 e numerose altre conformi in pari data; in
precedenza v., in senso conforme, Cass. 4885/2010)”.
7. Sono seguite le rituali comunicazione e notifica della suddetta relazione,
unitamente al decreto di fissazione della presente udienza in Camera di
consiglio.
8. Il Collegio condivide il contenuto della relazione, ritenendo
manifestamente fondato il ricorso, che va pertanto accolto e la sentenza
impugnata deve essere cassata.
9. Inoltre, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può
essere decisa nel merito con rigetto della domanda proposta dalla parte
intimata.
10. Data la pluralità degli orientamenti giurisprudenziali manifestatisi sulla
questione, la Corte stima opportuno compensare le spese dei giudizi di
merito.
11. Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo, seguono
la soccombenza.

P. Q.M.
La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel
merito, rigetta la domanda; compensa le spese dei giudizi di merito; condanna la
parte intimata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in
euro 2.000,00 per compensi professionali, oltre le spese prenotate a debito
Così deciso in Roma il 3 ottobre 2013

IL PRESIDENTE

in sede di prima applicazione, ai sensi dell’art. 34 CCNL comparto scuola 26
maggio 1999, escludendo che operi, per detto personale, la regola generale,
più favorevole, in tema di computo dell’intera anzianità di servizio maturata
per il caso di inquadramento in qualifica superiore, senza che sia
configurabile contrasto con norme imperative, atteso che il contratto
collettivo non è sindacabile sotto il profilo della ragionevolezza e del

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