Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24085 del 24/11/2016


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Cassazione civile sez. VI, 24/11/2016, (ud. 27/10/2016, dep. 24/11/2016), n.24085

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

R.G., B.M.R., Bo.Pr., Carrozzerie

B. – R. s.r.l., in persona del legale rapp.te pro

tempore, rapp.to e difeso dall’avv. Francesco Piscopo, giusta

procura in atti;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del legale rapp.te pro tempore,

dom.ta in Roma alla via dei Portoghesi 12, rapp,ta e difesa ex lege

dall’Avvocatura Generale dello Stato;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale della Lombardia n. 284/2016/7 depositata il 18/1/2016;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 13/1/2016 dal Dott. Marcello Iacobellis.

Fatto

FATTO E DIRITTO

R.G., B.M.R., Bo.Pr., Carrozzerie B. R. s.r.l., in persona del legale rapp.te pro tempore hanno proposto ricorso per la cassazione della sentenza in epigrafe. Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

A seguito di relazione ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’udienza del 13/1/2016 per l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti costituite.

Il ricorso è inammissibile in quanto non articolato in specifici motivi riconducibili in maniera immediata ed inequivocabile ad una delle cinque ragioni di impugnazione stabilite dalla citata disposizione (Sez. U, Sentenza n. 17931 del 24/07/2013).

Consegue da quanto sopra la condanna dei ricorrenti, in solido, alla rifusione, in favore dell’Amministrazione Finanziaria, delle spese del giudizio di cassazione che si liquidano in complessivi Euro 3.500, oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, i ricorrenti sono tenuti, in solido, a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.

PQM

la Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti, in solido, alla rifusione, in favore dell’Amministrazione Finanziaria, delle spese del giudizio di cassazione che si liquidano in complessivi Euro 3.500, oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, i ricorrenti sono tenuti, in solido, a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.

Così deciso in Roma, il 13 gennaio 2016.

Depositato in Cancelleria il 24 novembre 2016

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