Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24034 del 06/09/2021

Cassazione civile sez. II, 06/09/2021, (ud. 05/11/2020, dep. 06/09/2021), n.24034

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Presidente –

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere –

Dott. BELLINI Ubaldo – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25180-2019 proposto da:

U.P.I., ammesso al patrocinio a spese dello Stato e

rappresentato e difeso dall’Avvocato Luca Zuppelli;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), ope legis domiciliato in Roma, Via

Dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che lo

rappresenta e difende;

– resistente –

avverso il decreto del Tribunale di Brescia, depositato il

30/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

05/11/2020 dal Consigliere Dott. Annamaria Casadonte.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– U.P.I., cittadino della (OMISSIS), ricorre per cassazione avverso il decreto di diniego della protezione internazionale e di quella c.d. umanitaria;

– a sostegno delle domande il ricorrente ha allegato di essere originario dell'(OMISSIS), di religione (OMISSIS) e di avere studiato e che aveva un negozio nell'(OMISSIS); ha precisato di essere fuggito dalla (OMISSIS) per il timore di essere arrestato dalla polizia per avere partecipato alla manifestazione indetta dal gruppo (OMISSIS), al quale aveva aderito e nell’ambito del quale era stato inserito come vice responsabile e capo della sicurezza;

– il tribunale aveva ritenuto il suo racconto poco credibile perché la vicenda narrata appariva vaga e scarsamente circostanziata così da non consentire di ravvisare i requisiti della protezione internazionale nella forma del rifugio né di quella sussidiaria D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, ex art. 14, lett. a) e b); con riguardo alla protezione sub D.Lgs. n. 251 del 2007, lett. c il tribunale ha ritenuto che la zona di provenienza del ricorrente non rientri fra quelle della (OMISSIS) interessate, alla luce delle fonti informative specificamente indicate, dagli attacchi di (OMISSIS) né da violenza indiscriminata in situazione di conflitto interno;

– infine ha escluso la sussistenza dei presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari in ragione della mancanza dei relativi requisiti oggettivi o soggettivi;

– la cassazione del decreto impugnato è chiesta sulla base di due motivi;

-l’intimato Ministero dell’interno si è costituito ai soli fini dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione ex art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con il primo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 e D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 14 e D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, comma 6 per non avere il Tribunale di Brescia adeguatamente valutato la documentazione prodotta e le dichiarazioni precise e dettagliate rese dal ricorrente;

– con il secondo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l’omessa motivazione insufficiente e contraddittoria su fatti e questioni controverse decisive ai fini del giudizio;

– contesta, in particolare, il ricorrente la valutazione di non attendibilità resa dal tribunale bresciano in difetto della attivazione del dovere di cooperazione ufficiosa da parte del giudice;

– i due motivi contestano la conclusione del Tribunale di Brescia sotto il medesimo profilo e possono essere esaminati congiuntamente;

– essi sono entrambi inammissibili perché censurano in termini generici le puntuali considerazioni con cui il collegio bresciano ha motivato la valutazione di inattendibilità sia riguardo all’episodio dell’esplosione della moschea, di cui non ha riferito la localizzazione sebbene in ipotesi non lontana dal suo negozio, sia con riguardo alla sua adesione al (OMISSIS) che alla partecipazione alla manifestazione del dicembre da cui sarebbe derivata la fuga dalla (OMISSIS) (cfr. pag. 4 del decreto);

– a fronte di tali specifiche motivazioni nessuna circostanza risulta essere stata allegata al fine di evidenziare le condizioni per una diversa conclusione, sia rispetto alla vicenda personale riferita che con riguardo alle condizioni della zona geografica di provenienza;

– l’inammissibilità di entrambi i motivi giustifica l’inammissibilità del ricorso;

– nulla è dovuto per le spese in ragione del mancato svolgimento di effettiva attività difensiva da parte dell’intimato Ministero;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione Seconda civile, il 5 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 6 settembre 2021

 

 

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