Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23984 del 22/10/2013


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 23984 Anno 2013
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: DE CHIARA CARLO

ORDINANZA
sul ricorso 6711-2012 proposto da:
MINISTERO DELL’INTERN O 80185690585, in persona del
Ministro pro tempore, PREFETTURA UTG di MILANO, in persona
del Prefetto pro tempore, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA
DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE
DELLO STATO, che li rappresenta e difende ope legis;
– ricorrenti contro
NAEEM AKHTAR;
– intimato avverso il provvedimento n. R.G. 931/11 del GIUDICE DI PACE di
MILANO dell’1/08/2011, depositato il 05/09/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
04/06/2013 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;

v

Data pubblicazione: 22/10/2013

è presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS che ha
concluso come da relazione.
PREMESSO
1. — Il Giudice di pace di Milano ha accolto il ricorso del sig.
Naeem Alchtar, di nazionalità pachistana, avverso l’espulsione

2010, osservando che non poteva dirsi cessato l’impedimento
all’espulsione stessa costituito dalla pendenza del procedimento di
emersione ai sensi dell’art. 1 ter d.l. 1° luglio 2009, n. 78, conv., con
modif., in 1. 3 agosto 2009, n. 102. L’amministrazione, infatti, si era
limitata a documentare il solo tentativo di notifica dell’atto di “revoca
del contratto di soggiorno” nei confronti del datore di lavoro, mentre
per legge l’espulsione dello straniero può essere disposta solo al
termine della procedura di emersione, che nella specie non poteva dirsi
conclusa in mancanza della notifica al ricorrente di qualsiasi
provvedimento in proposito. Ha “ritenuto, quindi — come si legge nella
motivazione del provvedimento del giudice — che l’autorità amministrativa,
a motivo dell’espulsione, ha incongruamente posto la mancata ottemperanza ad un
pregresso proprio analogo provvedimento del 21.9.06 e che detta illogicità, di
carattere assorbente, rende l’atto gravato irrimediabilmente viziato per eccesso di
potere”.
Il Prefetto ha proposto ricorso per cassazione con due motivi di
censura, cui non ha resistito l’intimato.
Con relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. il Consigliere
relatore ha proposto raccoglimento del primo motivo di ricorso. La
relazione è stat ritualmente comunicata al P.M. e notificata all’avvotato
di parte ricorrente. Non sono state presentate conclusioni o memorie.
CONSIDERATO
2. — Il Collegio rileva che il ricorso deve essere dichiarato
Ric. 2012 n. 06711 sez. MI – ud. 04-06-2013
-2-

intimatagli dal Prefetto della stessa città con decreto dell’I 1 novembre

inammissibile non essendo stato depositato l’avviso di ricevimento
della raccomandata con cui ne è stata eseguita la notificazione
all’intimato a mezzo del servizio postale (Cass. Sez. Un. 627/2008)..
3. — In mancanza di attività difensiva della parte intimata non
occorre provvedere sulle spese processuali.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 4 giugno 2013
Il Presidente

P.Q.M.

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