Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23973 del 22/10/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 23973 Anno 2013
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: DE CHIARA CARLO

ORDINANZA
sul ricorso 18067-2011 proposto da:
CASSA di RISPARMIO di FERMO SPA 00112540448, in persona del
Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G.B. VICO 31,
presso lo studio dell’avvocato SCOCCINI ENRICO, rappresentata e
difesa dall’avvocato CARLINI FRANCESCO giusta procura generale
alle liti per atto Notaio Lorenzo Ciuccarelli di Fermo, rep. n. 79798 del
4/05/1994 in atti;
– ricorrente contro
FALLIMENTO ICS ITALIA DI SECCHIARI CARLO, nonché del
titolare SECCHIARI CARLO, in persona del Curatore, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA BENACO 5/7, presso lo studio
dell’avvocato MORABITO MARIA CHIARA, rappresentato e difeso

Data pubblicazione: 22/10/2013

dall’avvocato PARISELLA PAOLO giusta procura speciale a margine
del controricorso;

– contrariconente avverso il provvedimento n. 1513/2011 R.G. del TRIBUNALE di

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
07/05/2013 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;
è presente il P.G. in persona del Dott. IGNAZIO PATRONE che ha
concluso come da relazione.
PREMESSO
Che nella relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si legge quanto
segue:
<<1. — La Cassa di Risparmio di Fermo s.p.a. propose opposizione allo stato passivo del Fallimento ICS Italia di Secchiari Carlo — dichiarato il 20 ottobre 2010 — per il riconoscimento del privilegio su parte (esattamente € 139.179,20) del suo credito, già ammesso in chirografo, relativa ad apertura di credito in conto corrente revocata con lettera del 4-5 marzo 2010, garantita da ipoteca volontaria concessa il 9 marzo e iscritta il 16 marzo dello stesso anno. Il Tribunale di Macerata ha respinto l'opposizione, ritenendo applicabile la previsione di cui al n. 3 — e non al n. 4 — dell'art. 67, secondo comma, legge fallim., e dunque ritenendo revocabile l'ipoteca per non essere decorso, alla data della dichiarazione del fallimento, il termine annuale di consolidamento. Il credito, infatti, non poteva considerarsi scaduto alla data dell'iscrizione dell'ipoteca, non essendo state documentate le ragioni della revoca dell'affidamento comunicata il 4-5 marzo 2010. La banca ha quindi proposto ricorso per cassazione per due Ric. 2011 n. 18067 sez. M1 - ud. 07-05-2013 -2- MACERATA dell'i /06/2011, depositato 11 03/06/2011; motivi, cui la curatela ha resistito con controricorso. 2. — I motivi di ricorso possono essere esaminati congiuntamente, risolvendosi nella complessiva denuncia di violazione di norme di diritto e vizio di motivazione per avere il Tribunale ritenuto il credito non ancora scaduto alla data dell'accensione atti, emesso il 6 maggio 2010 e divenuto definitivo, e nonostante la revoca dell'affidamento, nella specie intimata il 4 marzo 2010, comporti la scadenza del credito della banca nei confronti del correntista. 2.1. — La complessiva censura non può essere accolta. Per un verso, infatti, non è certo decisiva, al fine di stabilire se il credito garantito fosse o meno scaduto alla data di iscrizione dell'ipoteca (16 marzo 2010), la circostanza che la banca creditrice avesse ottenuto un decreto ingiuntivo il 6 maggio 2010, essendo quest'ultima data comunque successiva alla prima; per altro verso, la revoca dell'affidamento non comporta certo l'immediata scadenza del credito della banca, spettando comunque al debitore una dilazione, di regola, di almeno quindici giorni (artt. 1845 e 1855 c.c.), dilazione nel nostro caso decisiva considerata la prossimità della data di iscrizione dell'ipoteca.>>;
che detta relazione è stata comunicata al P.M. e notificata agli
avvocati delle parti costituite, i quali hanno presentato memorie;
che il Collegio condivide quanto si legge nella relazione, mentre
la memoria di parte ricorrente si sostanzia in una inammissibile
integrazione del ricorso;
che le spese processuali, liquidate come in dispositivo, seguono
la soccombenza;
P.Q.M.
Ric. 2011 n. 18067 sez. M1 – ud. 07-05-2013
-3-

dell’ipoteca, nonostante fosse stato accertato con decreto ingiuntivo, in

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese
processuali, liquidate in C 6.100,00, di cui 6.000,00 per compensi di
avvocato, oltre accessori di legge.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 7 maggio 2013

Il Presidente

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA