Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23944 del 15/11/2011

Cassazione civile sez. trib., 15/11/2011, (ud. 26/10/2011, dep. 15/11/2011), n.23944

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PARMEGGIANI Carlo – rel. Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 22957/2009 proposto da:

D.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA OVIDIO 10, presso lo studio dell’avvocato BEI ANNA, (Studio

ROSATI), rappresentato e difeso dall’avvocato CAMPOSANO VINCENZO,

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 161/01/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di CATANZARO, depositata il 15/09/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO PARMEGGIANI;

udito l’Avvocato Egidio Romagna (delega avvocato Vincenzo

Camposanti), difensore del ricorrente che si riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. IMMACOLATA ZENO che nulla

osserva.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Nella causa indicata in premessa è stata depositata in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comunicata al P.M. e notificata agli avvocati delle parti costituite:

” D.F. propone ricorso per cassazione, con due motivi, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Calabria n. 161/01/08 in data 19-3-08, depositata il 15-9-08, confermativa della sentenza della CTP di Crotone che aveva respinto il ricorso del contribuente avverso quattro avvisi di accertamento con ripresa di maggiori imposte per gli anni 1996, 1997, 1998.

La Agenzia resiste con controricorso.

Con il primo motivo il ricorrente deduce violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, e L. n. 212 del 2000, art. 12, sostenendo che al PVC in data 11-5-2000, sulle cui risultanze erano fondati gli accertamenti, era allegato un prospetto tratto da dati derivati da questionari di altre ditte, fatture di terzi, esiti di controlli incrociati senza allegazione dei relativi documenti, dal contribuente non conosciuti nè conoscibili, con violazione dei diritti di difesa del contribuente.

Con il secondo motivo deduce insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio, asserendo che erroneamente la CTR aveva affermato che le fatture su cui si fondava l’accertamento erano state esibite al contribuente nella fase amministrativa, in quanto erano state prodotte solo nella fase del giudizio.

Entrambi i motivi non possono essere condivisi.

Il primo è inammissibile ex art. 366 bis c.p.c., in quanto il quesito di diritto concerne solo la allegazione di atti all’avviso di accertamento senza fare alcun riferimento alla sentenza, risultando quindi astratto ed inidoneo ad evidenziare eventuali errori di diritto compiuti dal giudice di appello;

comunque non pare inutile rilevarne la infondatezza nel merito, sia per genericità (non evincendosi dal motivo la rilevanza specifica dei documenti di cui si lamenta la mancata allegazione) sia perchè non appare contestato che gli atti allegati riportassero il contenuto essenziale degli atti che non lo erano.

11 secondo motivo è pure inammissibile per mancanza del “momento di sintesi” ed inoltre pare del tutto carente di autosufficienza in ordine alla prova del lamentato errore di fatto in cui sarebbe incorsa la CTR. Pare quindi che il ricorso debba essere rigettato e si propone pertanto la trattazione in camera di consiglio”.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione; che la memoria presentata dal ricorrente non rileva ai fini della confutazione di cui sopra limitandosi ed esposizioni di fatto non pertinenti rispetto ai motivi di inammissibilità evidenziati;

che pertanto, riaffermati i principi sopra richiamati, il ricorso della Agenzia deve essere rigettato.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente alle spese a favore della Amministrazione, che liquida in Euro 5.000, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 26 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 15 novembre 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA