Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23943 del 12/10/2017


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Cassazione civile, sez. III, 12/10/2017, (ud. 17/02/2017, dep.12/10/2017),  n. 23943

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI AMATO Sergio – Presidente –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – rel. Consigliere –

Dott. MOSCARINI Anna – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29613/2014 proposto da:

COMUNE CASALVECCHIO PUGLIA, in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA APPIA NUOVA 241, presso lo

studio dell’avvocato MARIA SARACINO, rappresentato e difeso

dall’avvocato FERNANDO FRANCO ANTONUCCI giusta procura a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

P.R.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA COLA DI

RIENZO 162, presso lo studio dell’avvocato LUCIA SCALONE DI

MONTELAURO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

LORIANO CECCANTI giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 692/2014 della CORTE D’APPELLO di BARI,

depositata il 13/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

17/02/2017 dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Rilevato che:

il (OMISSIS) P.R.M. cadde nello scendere dal marciapiede del (OMISSIS), riportando lesioni personali. Nel 1996 convenne in giudizio il Comune assumendo che la caduta si era verificata a causa della presenza di una chiazza d’olio fuoriuscita da un mezzo meccanico di proprietà del comune, adibito alla pulizia delle strade;

il Comune resistette negando che un proprio mezzo fosse fuoriuscito dell’olio e ogni negligenza da parte sua, dovendo ritenersi che il fatto fosse riconducibile al fortuito;

con sentenza n. 355 del 2000 il Tribunale di Lucera rigettò la domanda e con sentenza n. 136 del 203 la Corte d’Appello di Bari ha respinto il gravame con il quale la P. s’era doluta delle conclusioni del giudice di primo grado in ordine all’esclusa non visibilità e imprevedibilità del pericolo e al difetto di prova certa circa la perdita d’olio da parte di un mezzo del comune, prospettando anche che la fattispecie avrebbe dovuto essere sussunta nell’ambito applicativo dell’art. 2051 c.c., per essersi il fatto verificato in una strada centrale della città, dove la vigilanza avrebbe potuto agevolmente essere effettuata;

avverso detta sentenza la P. ricorreva per Cassazione, che annullava con rinvio, ritenendo applicabile l’art. 2051 c.c., e la Corte d’Appello di Bari, con sentenza pubblicata il 13 maggio 2014, in riforma della sentenza impugnata condannava il Comune al risarcimento dei danni;

avverso tale decisione propone ricorso per cassazione il Comune di Casalvecchio di Puglia sulla base di quattro motivi. Resiste P.R.M. con controricorso. L’amministrazione comunale deposita rinuncia al ricorso in data 9 febbraio 2017;

Considerato che:

con atto ritualmente depositato presso la cancelleria di questa suprema Corte, il Comune di Castelvecchio di Puglia, ha dichiarato di aver raggiunto un’intesa con la controparte e, dunque, di rinunciare al ricorso avverso la sentenza della Corte d’Appello di Bari, a spese compensate;

la controricorrente ha dichiarato di aderire alla rinuncia a spese compensate con dichiarazione del 9 febbraio 2017 ritualmente depositata;

che debba essere dichiarata l’estinzione del processo e che non si debba provvedere in merito alle spese.

che la declaratoria di estinzione del giudizio esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, relativo all’obbligo della parte impugnante non vittoriosa di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione (Cass. n. 19560 del 2015).

PQM

 

dichiara l’estinzione del processo. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 17 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 12 ottobre 2017

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