Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23925 del 22/10/2013


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Civile Sent. Sez. 3 Num. 23925 Anno 2013
Presidente: RUSSO LIBERTINO ALBERTO
Relatore: SCRIMA ANTONIETTA

SENTENZA
sul ricorso 31028-2007 proposto da:
SALMA ANGELO Gli USEPPE SUNG ,62M14D9601,
elettivamente domiciliato in ROMA P.ZZA MINCIO 4, presso lo
studio dell’avvocato TAGLIAFIRRI FRANCESCO, rappresentato e
difeso dall’avvocato GUARNACCIA ROCCO con studio in GELA,
VICO DON MARCO 20 giusta procura in atti;
– ricorrente 20’0
IT4.1

contro
CIMINO PATRIZIA MARIA o CAMINO PATRIZIA
CNINPRZ61M61F899X, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
ENNIO QUIRINO VISCONTI 20, presso lo studio dell’avvocato

Data pubblicazione: 22/10/2013

ANTONINI MARIO, rappresentata e difesa dall’avvocato
NIORREALE SALVATORE con studio in 93012 GELA VIA G.
NAVARRA BRISNIES 71 giusta procura in atti;
TOZZA STEFANL‘ ZZISFN711155D960N, IOZZA CLAUDIA
ZZICLD74S53D960W, domiciliate

ex lege in ROMA, presso la

e difese dall’avvocato BATTAGLIA VINCENZO con studio in 93011
BUTERA VIA GARIBALDI 251 giusta procura in atti;

– controricorrenti avverso la sentenza n. 185/2007 della CORTE D’APPELLO di
CALTANISSETTA, depositata il 29/06/2007, RG .N. 172/2004;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
26/09/2013 dal Consigliere Dott. ANTONIETTA SCRINIA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.
GIUSEPPE CORASANM che ha concluso per l’inammissibilità per
intervenuta trattazione.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Nel 1999 Salafia Angelo Giuseppe conveniva in giudizio, dinanzi al
Tribunale di Gela, Cimino Patrizia Maria (o Patrizia), Tozza Stefania e
Tozza Claudia e, premesso di aver acquistato una farmacia in Gela in
data 23 gennaio 1993 e di aver, nella medesima data, con separata
scrittura privata, stipulato con le convenute un simulato contratto di
associazione in partecipazione nella predetta farmacia, rappresentava
che con precedente scrittura privata tra il predetto attore, Salerno
Gaetano, marito della Cimino, e Tozza Giuseppe, padre delle già citate
sorelle Tozza, era stata stabilita l’inefficacia del contratto che sarebbe
stato stipulato con la Cimino e le sorelle Tozza, assumendo che queste
erano a conoscenza della simulazione e chiedeva, quindi, dichiararsi
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CANCILLERIA DELLA CORI’! DI CASSAZIONI rappresentate

tale simulazione e, pertanto, la piena efficacia del contratto solo tra le
parti reali di esso.
Il Salafia, in subordine, chiedeva che venisse dichiarata l’illiceità della
causa del contratto in quanto posto in essere per permettere
l’associazione in partecipazione di Iozza Giuseppe, il quale non poteva

farmaceutica, e di Salerno Gaetano, perché titolare di altra farmacia in
Gela.
Rappresentava, inoltre, l’attore che sia Tozza Giuseppe che Salerno
Gaetano avevano omesso di denunciare al fisco i redditi da essi
percepiti in ragione di tale scrittura privata.
Si costituivano le convenute impugnando quanto dedotto ex adverso.
Il Tribunale di Gela, con sentenza del 7 aprile 2004, rigettava la
domanda.
Il Salafia proponeva gravame cui resistevano le appellate.
La Corte di appello di Caltanissetta, con sentenza del 29 giugno 2007,
rigettava l’impugnazione e condannava l’appellante al pagamento delle
spese processuali
Avverso tale decisione il Salafia ha proposto ricorso per cassazione
sulla base di tre motivi.
Hanno resistito con controricorso Iozza Stefania e Tozza Claudia,
nonché, con altro controricorso, Cimino Patrizia Patrizia (o Patrizia
Maria).
Le parti, con raccomandata con avviso di ricevimento) anticipata a
mezzo fax alla Cancelleria di questa Sezione in data 17 settembre 2013,
hanno, con nota datata 13 settembre 2013, dichiarato che tra le stesse è
intervenuta definizione transattiva delle reciproche pretese dedotte in
giudizio, con cessazione della materia del contendere e con integrale
compensazione delle spese di lite, ed hanno rappresentato di non
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far parte dell’impresa perché non abilitato alla professione

avere, conseguentemente, più alcun interesse alla prosecuzione e
definizione del giudizio.
Le predette parti hanno, quindi, chiesto che venga dichiarata la “non
procedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse alla
prosecuzione del processo con l’integrale compensazione delle spese di

L’atto in parola risulta sottoscritto anche dai procuratori costituiti
giudizio, con rinuncia al vincolo di solidarietà riguardo al pagamento
delle spese e degli onorari di giudizio dovuti dalle parti ai loro
difensori.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Rileva la Corte che, alla luce di quanto rappresentato nella ricordata
nota datata 13 settembre 2013, va rilevato il sopravvenuto difetto di
interesse delle parti ad una pronuncia sul merito della proposta
impugnazione e va, pertanto, dichiarata l’inammissibilità del ricorso
all’esame, con la compensazione integrale delle spese di questo grado
di giudizio tra tutte le parti in causa.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa interamente tra
le parti in causa le spese del presente giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza
Civile della Corte Supr

di Cassazione, il 26 settembre 2013.

lite”.

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