Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23852 del 15/11/2011

Cassazione civile sez. II, 15/11/2011, (ud. 05/07/2011, dep. 15/11/2011), n.23852

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHETTINO Olindo – Presidente –

Dott. MANNA Felice – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

S.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PACUVIO

34, presso lo studio dell’avvocato ROMANELLI GUIDO, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato PERRONE BENITO;

– ricorrente –

contro

CORPO POLIZIA PROVINCIA MILANO, PROVINCIA MILANO;

– intimati –

avverso il provvedimento Cron. 7941/04del GIUDICE DI PACE di MONZA,

depositata il 24/09/2004;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

05/07/2011 dal Consigliere Dott. ANTONINO SCALISI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Libertino Alberto che ha concluso per l’inammissibilità o

rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con Ricorso del 3 settembre 2004, S.C., impugnava, davanti al Giudice di Pace di Monza, il verbale di contestazione n. (OMISSIS), redatto in data (OMISSIS) con il quale il Corpo di Polizia Provinciale di Milano contestava violazione dell’art. 146 C.d.S. e infliggeva la sanzione pecuniaria di Euro 142,71 e la decurtazione di sei punti della patente di guida. La mancata contestazione immediata dell’infrazione è stata motivata con l’affermazione dell’agente verbalizzante di essere “impossibilitato a fermare il veicolo stante le condizioni di traffico.

Il Giudice di Pace di Monza, con ordinanza del 21 settembre 2004 dichiarava l’inammissibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 204 C.d.S., avendo verificato che il ricorrente aveva provveduto al pagamento della sanzione pecuniaria inflitta.

La cassazione dell’ordinanza del Giudice di Pace di Monza del 21 settembre 2004 è stata chiesta da S.C. con un ricorso affidato ad un motivo.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.= Giova premettere che il ricorso risulta ammissibile perchè avverso l’ordinanza di cui alla L. n. 689 del 1981, art. 23 è ancora esperibile il ricorso per cassazione e non l’appello in quanto la riforma introdotta dal D.Lgs n. 40 del 2006, che ha generalizzato lo strumento dell’appello avverso le sentenze rese dal giudice di pace, non ha modificato il citato art. 23.

2.- Con l’unico motivo di ricorso S.C. lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 204 bis C.d.S. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Secondo il ricorrente, contrariamente a quanto ritenuto dal Giudice di Pace di Monza, l’avvenuto pagamento della sanzione pecuniaria inflitta, non è causa di inammissibilità del ricorso in opposizione avverso il verbale di contestazione del Corpo di Polizia Provinciale di Milano. Osserva il ricorrente che avuto riguardo al tenore letterale dell’art. 204 bis C.d.S. l’unico caso di inammissibilità del ricorso è quello descritto dal n. 4 e ricorre qualora sia stato previamente presentato il ricorso di cui all’art. 203”.

2.1.= La censura non ha motivo di essere e non può essere accolta, giusto il recente orientamento di questa Corte a sezioni unite (sent.

n. 20544 del 29/07/2008), che qui si intende richiamare per darne continuità: “In tema di violazioni al codice della strada, atteso che il cosiddetto pagamento in misura ridotta, secondo la costruzione normativa di cui all’art. 202 C.d.S., non influenza l’applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, l’avvenuto pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria non preclude il ricorso al prefetto o l’opposizione al giudice ordinario rispetto alle sanzioni accessorie, ma comporta soltanto un’incompatibilità (oltre che un’implicita rinunzi a) a far valere qualsiasi contestazione relativa sia alla sanzione pecuniaria irrogata sia alla violazione contestata, che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico.

L’interessato, quindi, potrà far valere doglianze che abbiano ad oggetto esclusivo le sole sanzioni accessorie, quali la mancata previsione della pena accessoria o la previsione della stessa in misura diversa, come ad esempio, quando si contesti che la violazione astrattamente considerata non contemplava quella pena accessoria o non la prevedeva nella misura applicata.

2.2.= Questo orientamento consente di apprezzare la decisione del Giudice di Pace di Monza, laddove, avendo riscontrato che il ricorrente aveva provveduto al pagamento della sanzione pecuniaria in ragione dell’art. 204 bis C.d.S. dichiarava inammissibile il ricorso proposto. Nel caso specifico l’interessato, in verità, non aveva finalizzato il suo ricorso all’annullamento delle sanzioni accessorie, ma all’annullamento o alla dichiarazione di illegittimità del verbale di contestazione.

2.2.= D’altra parte, contrariamente a quanto ritiene il ricorrente, l’art. 204 bis C.d.S., comma 1 (laddove si afferma che:

“Alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all’art. 203, il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell’art. 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione”), con l’espressione “qualora non sia stato effettuato il pagamento ….” lascia intendere che qualora sia stato effettuato il pagamento della sanzione, il ricorso al Giudice di Pace è improponibile o inammissibile.

In definitiva, il ricorso va rigettato. Non occorre provvedere al regolamento delle spese giudiziali perchè la parte intimata, non ha svolto alcuna attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 5 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 15 novembre 2011

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