Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23850 del 23/11/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. trib., 23/11/2016, (ud. 18/10/2016, dep. 23/11/2016), n.23850

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BOTTA Raffaele – Presidente –

Dott. ZOSO Liana – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino – rel. Consigliere –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso n. 17138/11 proposto da:

Equitalia Polis S.p.A., in persona del delegato dell’Amministratore

che gli ha conferito i poteri, elettivamente domiciliata in Roma,

Via Premuda n. 1/A, presso lo Studio dell’Avv. Roberto Diddoro,

rappresentata e difesa dall’Avv. Vincenzo Polisi, giusta delega in

calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Società Cooperativa Edilizia T.E. a r.l., in persona del

suo Commissario pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, alla

Via Pelagio Primo n. 10, presso lo Studio dell’Avv. Antonietta

Centomiglia, rappresentata e difesa dall’Avv. Gennaro Belvini,

giusta delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 135/52/10 della Commissione Tributaria

Regionale della Campania, depositata il 10 maggio 2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 18

ottobre 2016 dal Consigliere Dott. Ernestino Bruschetta;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.ssa

DE MASELLIS Mariella, che ha concluso per l’accoglimento del terzo

motivo di ricorso e assorbiti gli altri.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. Non essendo necessaria alcuna attività nomofilattica, il Collegio autorizza la motivazione semplificata.

2. Per quanto rimasto d’interesse con l’impugnata sentenza n. 135/52/10 depositata il 10 maggio 2010 la Commissione Tributaria Regionale della Campania pronunciando sull’appello proposto da Equitalia Polis S.p.A. – in parziale riforma della decisione n. 196/40/09 della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli che aveva accolto il ricorso che la Società Cooperativa T.E. a r.l. aveva promosso contro l’avviso di iscrizione ipotecaria n. (OMISSIS) perchè aveva ritenuto fondata “l’eccezione preliminare circa la carenza di notifica delle cartelle in quanto in altro giudizio era stata dichiarata “l’irritualità delle notifiche delle cartelle esattoriali che pertanto erano state annullate – accertava che talune cartelle presupposto dell’impugnata iscrizione ipotecaria erano state invece correttamente notificate.

3. Il Concessionario proponeva ricorso per cassazione affidato a tre motivi, cui la contribuente resisteva con controricorso.

4. Con il primo motivo di ricorso rubricato “Violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3 (art. 360 c.p.c., n. 3)”, il Concessionario deduceva che le cartelle non potevano essere sindacate perchè le stesse erano state impugnate in altro giudizio e che pertanto la CTR avrebbe dovuto dichiarare inammissibile il ricorso della contribuente.

Il motivo è in primo luogo inammissibile perchè difetta di autosufficienza atteso che in ricorso non viene precisato se il giudizio sulle prodromiche cartelle si sia concluso e in che modo – per es. con un giudicato favorevole o sfavorevole da cui potrebbe dipendere l’esito del presente e in secondo luogo è comunque infondato perchè proprio dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19, comma 3, si ricava che con l’iscrizione ipotecaria potevano essere impugnate le cartelle non notificate (Cass. sez. trib. n. 21123 del 2011).

5. Con il secondo motivo di ricorso rubricato “Omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia (art. 360 c.p.c., n. 5, il Concessionario lamentava la genericità ecc. della motivazione della CTR con riferimento all’accertamento della nullità della notifica di parte delle cartelle prodromiche all’impugnata iscrizione ipotecaria.

5.1. Con il terzo motivo di ricorso rubricato “Violazione e falsa applicazione dell’art. 145 c.p.c. e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e), (art. 360 c.p.c., n. 3)”, il Concessionario addebitava alla CTR una “generica argomentazione resa con riferimento alle dodici notifiche delle cartelle di pagamento ritenute invalide”.

5.2. In disparte ogni altra questione circa l’ammissibilità dei motivi come formulati, gli stessi sono ad ogni modo preliminarmente inammissibili per difetto di autosufficienza causa la mancanza di trascrizione delle notifiche delle cartelle in contestazione e altresì causa la mancanza di indicazione circa il tempo e il luogo della loro produzione processuale (Cass. sez. 3, n. 12970 del 2011; Cass. sez. lav. n. 17424 del 2005).

6. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

PQM

La Corte respinge il ricorso; condanna il concessionario a rimborsare alla contribuente le spese processuali, queste liquidate in Euro 10.000,00 a titolo di compenso, oltre a spese forfetarie e ad accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 18 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2016

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA