Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23841 del 11/10/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. trib., 11/10/2017, (ud. 22/09/2017, dep.11/10/2017),  n. 23841

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PICCININNI Carlo – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

Dott. FASANO Annamaria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 21074/2010 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei

Portoghesi n. 12 è domiciliata;

– ricorrente –

contro

A.E.E.;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Calabria n. 85/10/09 depositata il 22 giugno 2009.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 22 settembre

2017 dal Consigliere Dott. Enrico Carbone.

Fatto

FATTO E DIRITTO

atteso che:

– In relazione ad avviso di accertamento n. 8091003564 emesso nei confronti di A.E.E. per recupero IRPEF e ILOR sull’anno 1997, l’Agenzia delle entrate ricorre per cassazione avverso la conferma in appello dell’annullamento di primo grado.

– Il ricorso denuncia violazione degli artt. 1414,1415,1417 c.c. (primo motivo), vizio logico (secondo motivo) e omissione di pronuncia (terzo motivo), per aver il giudice d’appello ignorato che il comodato degli uliveti aziendali da A.E.E. al figlio O. aveva privato il padre della qualità di imprenditore agricolo, con l’effetto di assoggettarlo all’ordinario regime d’imposta per la commercializzazione dell’olio successivamente acquistato presso l’azienda del figlio.

– I motivi sono fondati: dati in comodato i terreni aziendali, l’impresa agricola cessa per indisponibilità del bene strumentale coessenziale e l’imprenditore non può più avvalersi del regime speciale dei produttori agricoli; la simulazione del comodato (opposta dall’ A. per scongiurare la perdita dei benefici) non può essere provata dalla parte se non tramite controdichiarazione (Cass. 15 gennaio 2003, n. 471, Rv. 559704), solo l’amministrazione finanziaria potendo fornirne prova con ogni mezzo, in quanto soggetto terzo (Cass. 26 ottobre 2005, n. 20816, Rv. 584572; Cass. 27 gennaio 2014, n. 1568, Rv. 629503); nella specie, la controdichiarazione manca, tanto che il giudice d’appello si riferisce a tutt’altro (regime fiscale del comodato).

– Il ricorso deve essere accolto e la sentenza cassata; non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito, col rigetto dell’impugnazione dell’avviso di accertamento.

– Le spese dei gradi di merito sono compensate per l’esito difforme, quelle del giudizio di legittimità sono regolate per soccombenza.

PQM

 

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e – decidendo nel merito rigetta l’impugnazione dell’avviso di accertamento; compensa le spese dei gradi di merito e condanna l’intimato a rifondere all’Agenzia delle entrate le spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 5.000,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 22 settembre 2017.

Depositato in Cancelleria il 11 ottobre 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA