Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23809 del 23/11/2016


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Cassazione civile sez. trib., 23/11/2016, (ud. 20/07/2016, dep. 23/11/2016), n.23809

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 15817-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

M.G., elettivamente domiciliato in ROMA VIA FEDELE

LAMPERTICO 11, presso lo studio dell’avvocato CECILIA MASALA,

rappresentato e difeso dall’avvocato CESARE BOSCHI giusta delega a

margine;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 43/2009 della COMM. TRIB. REG. della SARDEGNA

depositata il 24/04/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/07/2016 dal Consigliere Dott. LA TORRE MARIA ENZA;

udito per il ricorrente l’Avvocato GAROFOLI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il controricorrente l’Avvocato BOSCHI che ha chiesto il

rigetto;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CUOMO LUIGI che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Sardegna, n. 43/08/09 dep. 24 aprile 2009, che, confermando la decisione di primo grado, ha rigettato l’appello dell’Ufficio, ritenendo illegittima la pretesa fiscale portata da avviso di accertamento per IRPEF (relativa all’anno 1999), per reddito non dichiarato, derivante dall’indennizzo pervenuto a M.P.G. in base al D.Lgs. n. 32 del 1998 (c.d. rottamazione delle licenze dei gestori di distributori di carburante).

M.G. si costituisce con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con l’unico motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce violazione di legge (TU n. 917 del 1986, art. 6, commi 2 e 16 e D.Lgs. n. 32 del 1998, art. 6). A conclusione del motivo propone il seguente quesito di diritto, chiedendo che la Corte dica “se l’indennizzo previsto dal D.Lgs. n. 32 del 1998 per chiusura di impianto di distribuzione di carburante costituisce un reddito esente dalle tasse in quanto costituente una compensazione di natura risarcitoria premiante che ristora una perdita patrimoniale subita, come erroneamente ritenuto dalla CTR, o invece non debba essere considerato un emolumento compensativo di redditi non percepiti e, come tale, soggetto a tassazione ai sensi dell’art. 6 dello stesso TUIR”.

2. Il motivo va accolto.

2.1. Al fine di razionalizzare il sistema di distribuzione dei carburanti il legislatore ha istituito un fondo finalizzato a concedere indennizzi ai gestori di impianti stradali di distribuzione di carburante per la chiusura degli impianti per i quali, a seguito di cessazione dell’attività per ristrutturazione della rete, sia venuta meno la titolarità della gestione (cfr. D.Lgs. 11 febbraio 1998, n. 32 “Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma della L. 15 marzo 1997, n. 59, art. 4, comma 4, lett. c)”; D.M. 7 agosto 2003).

Tali somme rientrano nella previsione di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 6, comma 2, ove è disposto che “i proventi conseguiti in sostituzione di redditi,…, e le indennità conseguite…, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi…, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti”, per cui è legittima la tassazione delle somme percepite per le causali in essa considerate. Ciò vale, in particolare, per le indennità conseguite a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi a titolo risarcitorio, nei limiti in cui siano dirette a reintegrare un danno correlato alla mancata percezione di redditi (cfr., in termini, Cass. n. 9893 dell’11.10.1997). Resta, viceversa, intassabile, nella disciplina della norma in argomento, la diversa ipotesi dei risarcimenti intesi a riparare un pregiudizio di natura diversa da quella su richiamata (Cass. 14241 del 2000; n. 12798 del 2002 e succ. conf.).

2.2.Nel caso di specie l’indennizzo erogato per la chiusura di impianti, ai gestori e ai titolari di autorizzazione o concessione (D.Lgs. n. 32 del 1998, ex art. 6), ha per l’appunto la finalità di reintegrare la mancata percezione di reddito conseguente alla chiusura dell’impianto e non riveste pertanto, come erroneamente reputato dalla CTR nella sentenza impugnata, la diversa natura di risarcimento inteso a riparare un pregiudizio di natura diversa.

3. Il ricorso va pertanto accolto e la sentenza cassata; non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto la causa può essere decisa nel merito (ex art. 384 c.p.c., comma 2), con il rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.

4. In relazione alla peculiarità del fattispecie, vanno compensate le spese dell’intero giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 20 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 23 novembre 2016

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