Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23808 del 01/10/2018



Cassazione civile sez. VI, 01/10/2018, (ud. 12/04/2018, dep. 01/10/2018), n.23808

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8907-2017 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

S.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FLAMINIA

405, presso lo studio dell’avvocato STEFANO CASU, rappresentato e

difeso dall’avvocato FRANCESCO PANNUZZO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1160/18/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE C di PALERMO SEZIONE DISTACCATA di CATANIA depositata il

24/03/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/04/2018 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA

TORRE.

Fatto

RITENUTO CHE

L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Sicilia, che in controversia su impugnazione da parte di S.G. del silenzio rifiuto dell’istanza di rimborso del 90% dell’IRPEF, corrisposta per gli anni 1990, 1991, 1992, per i soggetti non imprenditori residenti nei Comuni interessati dal sisma del 1990, ha respinto l’appello dell’Ufficio, confermando la decisione di primo grado. Riteneva la C.T.R., sulla base della normativa di riferimento e preso atto della tempestività dell’istanza (presentata il 10.10.2008), che sussistessero, nella fattispecie, i presupposti per il riconoscimento del rimborso richiesto, estensibile anche a coloro che avevano già assolto l’obbligo tributario ed ai sostituiti d’imposta. S.G. si costituisce con controricorso.

L’Agenzia delle entrate deposita memoria.

Diritto

CONSIDERATO CHE

1. Con primo motivo del ricorso si denuncia violazione, ex art. 360, n. 3, della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, e della L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 665 e art. 81 c.p.c. e art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. Sostiene la ricorrente che, alla stregua della suddetta disciplina normativa, obbligato al versamento all’Erario delle ritenute d’acconto era esclusivamente il sostituto d’imposta (datore di lavoro), il quale, pertanto, era l’unico soggetto legittimato a chiedere il rimborso, non avendo – per contro il sostituito (lavoratore dipendente) alcuna legittimazione al riguardo.

2. Col secondo motivo si deduce violazione L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17 e artt. 11 e 14 preleggi, L. n. 212 del 2000, art. 3, comma 1, D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, comma 3 art. 2033 c.c..

Premesso che trattasi nella fattispecie di domanda di rimborso dell’IRPEF, il ricorso va rigettato, confermando il principio più volte affermato da questa Corte secondo il quale, “in tema di agevolazioni tributarie, il rimborso d’imposta di cui alla L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 665, a favore dei soggetti colpiti dal sisma siciliano del 13 e 16 dicembre 1990, può essere richiesto sia dal soggetto che ha effettuato il versamento (cd. sostituto d’imposta) sia dal percipiente delle somme assoggettate a ritenuta (cd. “sostituito”) nella sua qualità di lavoratore dipendente”. (Cass. n. 23142 del 2017; n. 17472 del 2017; n. 14406/2016, n. 18905/2016, n. 15252 del 2016).

Nè si ravvisano i presupposti per la rimessione della causa alle Sezioni Unite, come richiesto dall’Agenzia nella memoria, in quanto la legittimazione del sostituito d’imposta ha trovato conferma nello ius superveniens di cui al D.L. n. 91 del 2017, art. 16-octies conv. L. n. 123 del 2017, che ha testualmente incluso nel perimetro di godimento del beneficio L. n. 190 del 2014, ex art. 1, comma 665, “i titolari di redditi di lavoro dipendente nonchè i titolari di redditi equiparati e assimilati a quelli di lavoro dipendente in relazione alle ritenute subite”; il limite introdotto dalla norma sopravvenuta laddove autorizza il rimborso fino a concorrenza dell’apposito stanziamento con riduzione del 50% in ipotesi di eccedenza delle richieste non incide sul titolo della ripetizione, ma unicamente sull’esecuzione dello stesso, delineandosi come un posterius rispetto all’odierno giudizio.

In conclusione, va confermata la giurisprudenza ormai consolidata di questa Corte secondo cui “in tema di agevolazioni tributarie, il rimborso d’imposta di cui alla L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 665, a favore dei soggetti colpiti dal sisma siciliano del 13 e 16 dicembre 1990, può essere richiesto sia dal soggetto che ha effettuato il versamento (cd. sostituto d’imposta) sia dal percipiente delle somme assoggettate a ritenuta (cd. “sostituito”) nella sua qualità di lavoratore dipendente” (Cass. nn. 23339/2017, 14406/2016, 18905/2016).

Le spese seguono la soccombenza, e vengono liquidate come in dispositivo.

PQM

Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in Euro 1.200,00, oltre spese forfetarie nella misura del 15% e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 12 aprile 2018.

Depositato in Cancelleria il 1 ottobre 2018

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