Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23692 del 11/11/2011

Cassazione civile sez. VI, 11/11/2011, (ud. 14/10/2011, dep. 11/11/2011), n.23692

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BIANCHINI Bruno – rel. Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso (iscritto al N.R.G. 18633/10) proposto da:

S.A. SIVINVEST – già SI.VI.INVEST srl – (c.f. (OMISSIS)), con

sede in Città di (OMISSIS); in persona del legale

rappresentante sig. C.M.A.; rappresentata e

difesa, anche in via tra loro disgiunta, dagli avv.ti CARTAINO Sandro

del Foro di Brescia e Filippo Giampaolo ed elettivamente domiciliata

presso lo studio del secondo in Roma, Viale Tito Labieno n. 118,

giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

S.p.a. PEGASO – già s.r.l. PEGASO – (c.f. (OMISSIS)), in persona

dell’amministratore unico sig.ra R.C.; rappresentata e

difesa dal prof avv. NUZZO Mario e dal prof. avv. Vincenzo Mariconda

ed elettivamente domiciliata presso lo studio del primo in Roma, Via

Cassiodoro n. 9, giusta procura a margine del controricorso con

ricorso incidentale;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

Nonchè nei confronti di:

Fallimento di B.G. (n. (OMISSIS) del Tribunale di Brescia);

– intimato –

avverso la sentenza della Corte di Appello di Brescia n. 150/2010,

depositata il 23/02/10.

Udita la relazione della causa svolta nell’adunanza del 14/10/2011

dal Presidente Dott. Bruno Bianchini;

udito l’avv. Alberto Tedoldi, con delega dell’avv. Filippo Giampaolo,

per la parte ricorrente, che ha insistito per l’accoglimento del

ricorso e, comunque, per la declaratoria di ammissibilità del

medesimo;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. VIOLA Alfredo Pompeo, che ha concluso conformemente

alla relazione.

Fatto

OSSERVA IN FATTO

– rilevato che il Consigliere designato ha ritenuto d’avviare la trattazione in Camera di consiglio redigendo la seguente relazione ex art. 380 bis c.p.c.:

“La srl Si.Vi.Invest citò innanzi al Tribunale di Brescia la srl Pegaso ed il Fallimento di B.G. esponendo che il 2 maggio 1997 essa esponente, agendo nella persona del B. che all’epoca era suo amministratore unico e socio di maggioranza, aveva alienato alla convenuta Pegaso un immobile sito in (OMISSIS) per il prezzo di L. 1.050.000.000, regolando il pagamento: in parte in contanti, in parte mediante l’accollo di un mutuo di 500 milioni garantito da ipoteca in favore della Banca Monte dei Paschi di Siena ed in parte attraverso la cessione alla stessa Pegaso – sino alla concorrenza di L. 500 milioni – di una porzione del maggior credito che terza società vantava nei confronti del B.; poste tali premesse e sostenendo: l’inesigibilità del credito ceduto, perchè il debitore era insolvente e protestato e non sussistevano garanzie circa il bonum nomen; la mancanza della prova dell’avvenuto pagamento dello stesso alla cedente; il mancato accollo dei ratei di mutuo da parte della Pegaso; il valore del cespite immobiliare di molto inferiore a quello di mercato, chiese che il contratto di vendita venisse annullato per il conflitto di interessi esistente tra il B. e la società Pegaso o, in subordine, per dolo; concluse, in via di ulteriore subordine, perchè l’ acquirente fosse condannata a risarcirle i danni, sussistendo le prove di una collusione tra il B. e la Pegaso, al fine di alienare a prezzo vile il cespite immobiliare.

Costituitasi la sola srl Pegaso a contrastare la fondatezza delle domande avversarie, l’adito Tribunale, pronunziando sentenza n. 1708/2005, annullò la compravendita à sensi dell’art. 1394 cod. civ.; la Corte di Appello di Brescia, con decisione n. 150/2010, accolse invece l’appello della Pegaso, nel contraddicono della Si.Vi.Invest – che aveva assunto di essersi nel frattempo trasferita nello Stato di (OMISSIS) – e nella perdurante contumacia del Fallimento del B., escludendo l’esistenza del conflitto di interessi e respingendo di conseguenza le domande avanzate dalla stessa Si.Vi.Invest.

Quest’ultima società ha proposto ricorso per la cassazione dell’indicata sentenza, articolandolo su due motivi; si è costituita la spa Pegaso nell’asserita discendenza dalla srl Pegaso, contrastando il ricorso e proponendo a sua volta ricorso incidentale condizionato.

Diritto

RILEVA IN DIRITTO

1 – La spa Pegaso ha sollevate) l’eccezione di inammissibilità del ricorso per esser intervenuta – nel 2004 – la cancellazione della srl Si.Vi.Invest dal registro delle imprese italiane e per essere risultata, giusta documentazione allegata al controricorso, non effettuata analoga iscrizione nel registro delle imprese dello Stato di (OMISSIS).

2 – In punto di fatto la deducente Pegaso ha prodotto certificazione del 15 luglio 2010 del pubblico registro di Panama – delibabile in questa sede in quanto attinente alla ammissibilità del ricorso ex art. 372 c.p.c. – certificante l’assenza di qualunque iscrizione in detto registro di società aventi la ragione sociale ancor’oggi spesa dalla Si.Vi.Invest srl.

3 – Posto che la stessa ricorrente – come emerge dal certificato camerale italiano, del pari prodotto dalla spa Petaso – ammette di essersi cancellata (il 17 giugno 2004) dal registro delle imprese italiane), va altresì messo in evidenza che la cancellazione è intervenuta dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 6 del 2003, art. 4, che, modificando l’art. 2495 cod. civ., ha introdotto il principio dell’effetto estintivo immediato come conseguenza della cancellazione della società dal registro delle imprese, svincolandolo dunque dalla persistenza di uno stato di liquidazione o dalla pendenza di un contenzioso.

4 – Da quanto sin qui argomentato deriva che al momento della proposizione del ricorso la s.r.l. Si.Vi.Invest era priva della capacità di agire in giudizio: se dunque sono condivisibili le premesse della presente relazione, la causa può essere trattata in sede di adunanza ex art. 375 c.p.c., n. 1 e art. 380 bis c.p.c., per quivi essere dichiarati: il ricorso principale inammissibile e quello incidentale, assorbito”.

La relazione è stata ritualmente comunicata alle parti ed al P.M. che, in sede di adunanza, non ha sollevato obiezioni alle conclusioni ivi espresse; i procuratori della società ricorrente hanno altresì depositato, a corredo della memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 3, documentazione attestante la continuità della s.a. SIVINVHST di diritto panamense con la srl SI.VI.INYEST, illustrando le proprie tesi in sede camerale.

Ritiene il Collegio che la documentazione di cui sopra non consenta di ritener sussistenti le condizioni di evidenza decisoria sul punto pregiudiziale messo in luce nella relazione del consigliere designato, che, à sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 1, permettono la decisione in Camera di consiglio, così che occorre rimettere la trattazione del ricorso principale (nonchè di quello incidentale) alla pubblica udienza presso la seconda sezione civile di questa Suprema Corte.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE Rinvia alla pubblica udienza presso la seconda sezione civile.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta della Suprema Corte di Cassazione, il 14 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 11 novembre 2011

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