Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23632 del 09/10/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 09/10/2017, (ud. 08/06/2017, dep.09/10/2017),  n. 23632

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8191-2016 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

L.L.D.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 4086/01/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di PALERMO, depositata il 29/09/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’08/06/2017 dal Consigliere Dott. PAOLA VELLA.

Fatto

RILEVATO

che:

1. la C.T.R. della Sicilia ha confermato l’annullamento degli avvisi di accertamento per Irpef, Irap, Add. Reg. e Add. Com. relativi agli anni d’imposta 2006 e 2007 – emessi all’esito di indagine finanziaria sui conti correnti bancari della contribuente – ritenendone inutilizzabili gli esiti per la mancanza di firma della relativa autorizzazione e la mancata produzione delle “copie degli estratti conti bancari” che non consentiva “in ogni caso l’esame delle operazioni di versamento, che l’appellata mette in dubbio”;

2. l’Agenzia delle entrate lamenta la “violazione e falsa applicazione”: 1) “del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, n. 7 e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52,comma 2, n. 7”, stante la rilevanza meramente interna dell’autorizzazione alle indagini bancarie; 2) “del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, n. 2 e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51, comma 2, n. 2, nonchè dell’art. 2697 c.c.”, essendo il contribuente onerato della prova contraria rispetto ai dati risultanti dalle movimentazioni bancarie;

3. all’esito della camera di consiglio, il Collegio ha disposto adottarsi la motivazione in forma semplificata.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. entrambi i motivi di ricorso sono manifestamente fondati;

5. in primo luogo, è consolidato l’orientamento di questa Corte per cui l’autorizzazione prescritta per le indagini bancarie non deve essere motivata, “esplicando una funzione organiativa, incidente esclusivamente nei rapporti tra uffici, e avendo natura di atto meramente preparatorio”, e la sua mancata esibizione “non comporta l’illegittimità dell’avviso di accertamento fondato sulle risultanze delle movimentazioni bancarie acquisite dall’Ufficio o dalla Guardia di Finanza, potendo l’illegittimità essere dichiarata soltanto nel caso in cui dette movimentazioni siano state acquisite in materiale mancanza dell’autorizzazione, e sempre che tale mancanza abbia prodotto un concreto pregiudizio per il contribuente” (Cass. 628/17, 20420/14, 14026/12, 5849/12, 16874/09);

6. in secondo luogo, premesso che non è qui in discussione la portata della sentenza della Corte Cost. n. 228/14 – con cui è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, n. 2 “limitatamente alle parole o compensi”, con conseguente preclusione della presunzione posta da detta norma per i prelievi bancari effettuati dai lavoratori autonomi (v. Cass. 23041/15) – quanto ai versamenti “resta invariata la presunzione legale posta dalla predetta disposizione a favore dell’Erario, che, data la fonte legale, non necessita dei requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti dall’art. 2729 c.c., per le presunzioni semplici, superabile da prova contraria fornita dal contribuente.. il quale deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a tal fine, una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della rifiribilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili” (Cass. 628/17, 16697/16, 9078/16, 6237/15, 26018/14, 18081/10, 22179/08);

7. la sentenza va quindi cassata con rinvio per nuovo esame alla luce dei criteri sopra indicati, nonchè per l’esame delle questioni rimaste assorbite e la statuizione sulle spese del presente giudizio.

PQM

 

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Sicilia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 8 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 9 ottobre 2017

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