Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23481 del 26/08/2021

Cassazione civile sez. III, 26/08/2021, (ud. 09/03/2021, dep. 26/08/2021), n.23481

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 38044-2019 proposto da:

S.S.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE ANGELICO

38, presso lo studio dell’avvocato ROBERTO MAIORANA, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO COMMISSIONE TERRITORIALE RICONOSCIMENTO

PROTEZIONE INTERNAZIONALE;

– intimato –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende;

– resistente –

avverso la sentenza n. 551/2019 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,

depositata il 05/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

09/03/2021 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE CRICENTI.

 

Fatto

RITENUTO

CHE:

1 – S.S.E. è cittadino del (OMISSIS), dove è vissuto fino al suo espatrio verso l’Italia, paese in cui ha chiesto la protezione internazionale e quella umanitaria. Non è dato conoscere le ragioni che hanno spinto il ricorrente a lasciare il suo paese per raggiungere l’Italia: lui non ne indica alcuna, ossia non espone il fatto storico a base della sua vicenda, né quel fatto è possibile ricavarlo dalla sentenza che alcunché riferisce a sua volta.

Ciò detto, il ricorrente impugna una decisione della Corte di Appello di Perugia, che ha, in riforma della decisione di primo grado, e su appello del Ministero, dichiarato tardivo il ricorso, oltre che infondato nel merito.

2.- I motivi di ricorso sono sei. Il Ministero si costituito tardivamente ma non ha notificato controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

3.- Manca del tutto l’esposizione del fatto che, come si è detto, non è ricavabile né dai motivi e neanche dalla sentenza.

Tuttavia, tale esposizione risulta indispensabile e presupposto di sufficienza del ricorso quando il fatto è da assumere a base della decisione, ossia la sua conoscenza è indispensabile per decidere.

Nella fattispecie non lo e’, in gran parte, così che può il ricorso essere comunque considerato ammissibile, nel senso che, nel caso concreto, poiché si discute solo della ammissibilità dell’appello per tardività, si fa questione di un problema su cui non incide il fatto storico vissuto dal ricorrente. Stessa conclusione deve assumersi per i motivi che attengono alla situazione di violenza generalizzata in (OMISSIS) il cui accertamento prescinde dalla conoscenza che si possa avere della vicenda personale del ricorrente. 4. – Va premesso che la sentenza si presenta con una motivazione anfibologica, nel senso che, dopo aver dichiarato il ricorso tardivo e dunque la nullità del procedimento, tuttavia passa ad esaminarlo nel merito e lo ritiene infondato. Il che ha determinato sia una impugnazione sulla questione preliminare che sul merito.

5.- I primi due motivi infatti censurano la decisione sulla inammissibilità per tardività.

Con il primo motivo si denuncia omessa o insufficiente motivazione su questo aspetto, per difetto di qualsiasi riferimento ai termini a quo e ad quem, da cui dedurre la tardività; mentre con il secondo motivo si denuncia errore in procedendo, ed omessa valutazione di un fatto rilevante. In sostanza ritiene il ricorrente che la corte ha tenuto conto quale data del deposito non già di quella di effettivo deposito del ricorso in via telematica ma di quella in cui la cancelleria ha scaricato dal sistema il ricorso già depositato.

Il motivo è fondato.

Dalla consultazione del fascicolo telematico risulta che il deposito è avvenuto il 4.12.2015, ossia nei trenta giorni dalla notifica del diniego della Commissione territoriale (4.11.205), mentre la data assunta dalla Corte di Appello (7.12.2015) indica il momento in cui la cancelleria ha scaricato il fascicolo.

6- Ciò detto il terzo, il quarto ed il quinto motivo attengono alla protezione sussidiaria, e denunciano il terzo omesso esame di un fatto rilevante (ossia della situazione in (OMISSIS)), il quarto violazione della L. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c) ed il quinto, oltre che violazione di tale norma, altresì difetto di motivazione.

Attengono tutti e tre alla valutazione della situazione in (OMISSIS), ossia alle condizioni di violenza generalizzata ivi esistenti, negate dalla corte di merito ed invece ritenute sussistenti dal ricorrente, il quale denuncia, tra l’altro, l’omessa citazione delle fonti da cui la corte avrebbe tratto convinzione circa l’inesistenza di conflitti armati.

I motivi sono fondati.

E’ regola che la corte di merito, nel valutare se esiste nel paese di origine una situazione di conflitto armato, deve fare riferimento a fonti attendibili ed aggiornate di cui deve dare conto (Cass. 8819/2020).

Invece la corte di appello, nella fattispecie, che la convinzione della assenza di un tale conflitto deriva dalla “consultazione di vari siti specializzati”, ma senza indicare quali, con la conseguenza che il giudizio è viziato per la violazione della regola suddetta che invece impone la citazione delle fonti e della loro data.

L’accoglimento dei motivi sulla protezione sussidiaria rende assorbito il sesto motivo, sulla protezione umanitaria, in quanto quest’ultima è una forma di tutela che compete solo caso di rigetto di quell’altra, ossia della protezione internazionale, così che il giudice di merito, se ritiene di dovere rigettare la protezione sussidiaria, dovrà valutare nuovamente i presupposti della umanitaria.

P.Q.M.

La corte accoglie primo, secondo, terzo, quarto e quinto motivo, assorbito il sesto, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di Appello di Perugia, in diversa composizione, anche per le spese.

Così deciso in Roma, il 9 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 agosto 2021

 

 

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