Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23474 del 06/10/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 06/10/2017, (ud. 07/07/2017, dep.06/10/2017),  n. 23474

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio – rel. Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8697-2016 proposto da:

SEICA DI C.E. & C. S.A.S (C.F. (OMISSIS)), in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA piazza Cavour presso la Cancelleria della Corte

di Cassazione, rappresentata e difesa dall’avvocato GIOVANNI

DISTEFANO;

– ricorrente –

contro

ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI DI RAGUSA, in persona del Presidente

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA B. SANTA

COSTANZA, n.27, presso lo studio dell’avvocato ELISABETTA MARINI,

rappresentato e difeso dall’avvocato ROSARIO AVVEDUTO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1518/2015 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 07/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 07/07/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIO PIETRO

LAMORGESE.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La fattispecie esaminata dai giudici di merito riguarda una domanda dell’appaltatore Seica di E.C. & C sas di pagamento di somme varie nei confronti del committente pubblico, Istituto Autonomo Case Popolari di Ragusa, rigettata dai giudici di merito, i quali hanno giudicato le riserve inammissibili, perchè iscritte nel registro di contabilità ma non esplicitate nei termini.

Il primo motivo di ricorso per cassazione proposto dalla Seica, ex art. 360 c.p.c., n. 3, è inammissibile: la violazione dell’art. 116 c.p.c. è configurabile solo allorchè il giudice apprezzi liberamente una prova legale, oppure si ritenga vincolato da una prova liberamente apprezzabile (Cass. n. 11892/2016, n. 13960/2014, n. 20119/2009, n. 26965/2007).

Il secondo motivo, ex art. 360 c.p.c., n. 5, è inammissibile: censura la ratio decidendi con la quale la corte di merito ha evidenziato la mancata prova della indisponibilità del registro contabile ove esplicitare le riserve, senza tuttavia indicare quale sia stata l’inconfutabile prova offerta a sostegno della propria allegazione (si invoca il mancato esercizio di poteri d’ufficio che, come noto, non sono sostitutivi dell’onere probatorio della parte); comporta un nuovo giudizio di merito attraverso la richiesta di un’autonoma valutazione delle risultanze degli atti di causa, laddove il controllo di legittimità non equivale alla revisione del ragionamento decisorio nè costituisce occasione per accedere ad un terzo grado ove fare valere la ritenuta ingiustizia della decisione impugnata.

Infine, la generica doglianza sulle spese non si è tradotta in un motivo di ricorso.

Il ricorso è inammissibile.

Il controricorso non è firmato e, quindi, non si deve provvedere sulle spese del ricorrente, dovendo intendersi l’Istituto Autonomo Case Popolari di Ragusa come non costituito.

PQM

 

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Doppio contributo a carico del ricorrente come per legge.

Così deciso in Roma, il 7 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 6 ottobre 2017

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