Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23468 del 10/11/2011

Cassazione civile sez. I, 10/11/2011, (ud. 22/06/2011, dep. 10/11/2011), n.23468

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Grazia – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. FELICETTI Francesco – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

D.B.M. e A.F., elettivamente domiciliati in

Roma via Vigna di Morena 69/A, presso Anna Maria Rossi, rappresentati

e difesi dall’avvocato Felice Amato, giusta procura a margine del

ricorso per cassazione;

– ricorrenti –

contro

Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia e delle Finanze,

rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato e

domiciliati presso i suoi uffici in Roma via dei Portoghesi 12;

– controricorrenti –

Pubblico Ministero presso la Procura Generale della Repubblica presso

la Suprema Corte di Cassazione;

– intimato –

avverso l’ordinanza del Presidente del Tribunale di Salerno del 14

ottobre 2008 nella procedura iscritta al n. 1072/08 R.G.V.G.;

udita la relazione della causa svolta all’udienza del 22 giugno 2011

dal Consigliere Dott. Giacinto Bisogni;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ZENO Immacolata che ha concluso per l’accoglimento del ricorso;

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

D.B.M. veniva ammesso al patrocinio a spese dello Stato con Delib. 25 settembre 2007 del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Salerno in relazione a una causa di lavoro da proporre nei confronti dell’I.N.P.S.. Decisa la controversia l’avv.to difensore del D.B. chiedeva al giudice del lavoro la liquidazione dei suoi onorari. Con provvedimento del 27.6/11.7.2008 il giudice del lavoro, revocata l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato (sia in relazione alla mancanza di documentazione relativa al reddito del D.B. che in relazione all’esito del giudizio), rigettava l’istanza. Il provvedimento veniva impugnato dal D.B. e dall’avv.to A. e il Presidente del Tribunale di Salerno dichiarava inammissibile il ricorso ritenendo non opponibile il provvedimento di revoca.

Ricorrono D.B.M. e A.F., affidandosi ad un unico motivo di impugnazione con il quale deducono violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002 e in particolare del D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 84, 99, 112, 136, 142 e 170 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3).

I ricorrenti sottopongono alla Corte il seguente quesito di diritto:

dica la S.C. che, come nel caso in esame, contro il provvedimento di revoca di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, disposto dal giudice del Tribunale, in materia civile, il rimedio esperibile e ammissibile è quello del ricorso al Presidente del Tribunale, come previsto dalla normativa di cui al D.P.R. n. 115 del 2002 e sopra richiamata, secondo il procedimento speciale previsto per gli onorari di avvocato.

Si difendono con controricorso l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed eccepiscono il loro difetto di legittimazione passiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

L’eccezione di difetto di legittimazione passiva è infondata in quanto il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 99, comma 2 che regola l’opposizione ai provvedimenti adottati dal giudice penale per negare l’ammissione al patrocinio, prevede che il ricorso al Presidente del Tribunale avverso il provvedimento con il quale il magistrato competente rigetta l’istanza di ammissione al patrocinio deve essere notificato all’ufficio finanziario che è parte nel processo (cfr.

Cass. civ. n. 15323 del 21 luglio 2005 secondo cui in tal modo si instaura un procedimento contenzioso nel quale al soggetto che richiede di far carico allo Stato delle spese del processo che lo riguarda si contrappone l’amministrazione finanziaria che sarebbe chiamata a sopportare tali spese). Analoghe considerazioni vanno fatte per la materia civile e, come si dirà di seguito, per l’ipotesi di opposizione alla revoca dell’ammissione.

Il ricorso è fondato. Come chiarito dalla giurisprudenza di questa Corte (Cass. civ. n. 15323 del 21 luglio 2005) il procedimento concernente l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato rientra nell’ambito della giurisdizione civile e, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, secondo l’interpretazione adeguatrice della Corte costituzionale (sentenza n. 177/2006), prevede l’impugnazione con ricorso al Presidente del Tribunale avverso il provvedimento di rigetto della richiesta dell’ammissione al gratuito patrocinio (Cass. civ. n. 13833 del 21 maggio 2008).

Tale giurisprudenza è stata di recente riaffermata (cfr. Cass. civ., sez. 1, n. 12744 del 10 giugno 2011 e n. 9748 del 4 maggio 2011) anche con riferimento all’ammissibilità del ricorso per cassazione avverso l’ordinanza emessa dal capo dell’ufficio sull’opposizione avverso il provvedimento del Tribunale di revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Con essa si è in particolare ribadito che, in mancanza di una esplicita disciplina, per regolare reclami e/o opposizioni avverso il decreto di revoca reso dal giudice civile del D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 136, comma 2 va riconosciuto carattere generale al rimedio oppositorio di cui al D.P.R. n. 115, art. 170 che, seppure configurato dal legislatore per regolare le opposizioni ai decreti di pagamento, costituisce lo strumento rimediale cui può e deve farsi riferimento per colmare la lacuna utilizzando le disposizioni dello stesso testo unico e salvaguardando cosi la coerenza e logicità del sistema.

La ordinanza di inammissibilità resa dal Presidente del Tribunale di Salerno il 14 ottobre 2008 nella procedura iscritta al n. 1072/07 R.G.V.G. va pertanto cassata con rinvio anche per le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa l’ordinanza impugnata e rinvia al Presidente del Tribunale di Salerno, in persona di altro magistrato, anche per le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 22 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 10 novembre 2011

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