Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2343 del 26/01/2022

Cassazione civile sez. lav., 26/01/2022, (ud. 03/11/2021, dep. 26/01/2022), n.2343

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRONZINI Giuseppe – Presidente –

Dott. LEONE Margherita Maria – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – rel. Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12975-2018 proposto da:

ALLSYSTEM S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VIRGILIO n. 8, presso lo

studio dell’avvocato MUSTI ANDREA, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato FORTUNAT ANDREA;

– ricorrente – principale –

contro

G.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE DEI

QUATTRO VENTI 136, presso lo studio dell’avvocato NICODEMI ROBERTO,

che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato MEGA DAVIDE;

– controricorrente –

e contro

I.V.R.I.- ISTITUTI DI VIGILANZA RIUNITI D’ITALIA S.P.A., in persona

del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA ENNIO QUIRINO VISCONTI n. 20, presso lo studio

dell’avvocato PETRACCA NICOLA, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato MORO EZIO;

– controricorrente – ricorrente incidentale –

avverso la sentenza n. 2043/2017 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 20/02/2018 R.G.N. 1478/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

03/11/2021 dal Consigliere Dott. PONTERIO CARLA.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. Il Tribunale di Milano, in accoglimento del ricorso proposto da G.V., ha accertato lo svolgimento da parte del predetto, guardia giurata alle dipendenze di Allsystem s.p.a. e poi della società I.V.R.I. – Istituti di Vigilanza Riuniti d’Italia s.p.a., subentrata alla prima nei servizi appaltati dalla committente Unicredit, di mansioni corrispondenti al IV livello super del c.c.n. l, nel periodo dall’1.7.2009 al 31.1.2014, ed ha condannato le due società al pagamento delle rispettive differenze retributive.

2. La Corte d’appello, adita con separati ricorsi dalle due società e riuniti i procedimenti, ha respinto le impugnazioni.

3. La Corte territoriale ha anzitutto disatteso la tesi sostenuta dalle due società, secondo cui il versamento al G. dell’indennità di funzione, prevista dall’art. 21 del contratto integrativo provinciale, confermerebbe la correttezza del suo inquadramento, atteso che tale indennità è dovuta ai dipendenti con livello inferiore al IV livello super ma che svolgono mansioni di addetto alla centrale operativa. Ha ritenuto che l’art. 21 cit. (secondo cui “con effetto dall’I. luglio 2003 ai vigili inquadrati ad un livello inferiore al IV super che svolgono servizio di operatore adibito alla centrale operativa degli utenti…oltre alla retribuzione prevista per il livello di appartenenza sarà riconosciuta un’indennità giornaliera per ogni giornata di effettiva presenza pari ad Euro 2”) riconoscesse a tutti gli operatori adibiti alla centrale operativa di utenti, inquadrati in un livello inferiore al IV super, oltre alla retribuzione corrispondente al livello di inquadramento, un’indennità giornaliera dovuta per il solo fatto dell’effettiva presenza nella centrale operativa, a prescindere dal ruolo ivi rivestito.

4. Ha poi accertato, in base alle prove testimoniali raccolte, la complessità delle operazioni eseguite dal G. nella centrale operativa “che comprendevano anche il reset delle zone allarmate dopo che la causa dell’allarme era stata eliminata – con l’utilizzo di password per il riavvio del sistema – come pure la gestione con il personal computer – cui ciascun addetto accede con il proprio account personale – delle circa trecento telecamere poste su dodici monitor, in termini di ingrandimento e riduzione delle immagini nella videata, a seconda delle esigenze legate agli allarmi di intrusione, allagamento, incendio e ascensori dell’immobile”. Ha ritenuto che l’attività del G. non fosse limitata alla mera osservazione delle immagini trasmesse sui monitor ma richiedesse una interazione con il sistema informatico, attuata mediante la selezione delle telecamere, l’uso dello zoom, le attività di resettaggio del sistema, di attivazione e disattivazione degli allarmi, secondo procedure informatiche predefinite cui accedeva con il suo account personale. Ha quindi escluso, richiamando anche precedenti pronunce della medesima Corte d’appello, che il concetto di “gestione”, di cui alla declaratoria del IV livello super, coincidesse con l’attività di chi programma il sistema informatico là dove, invece, tale termine doveva intendersi come riferito a chi “partecipi alla complessità (del sistema informatico), interagendo con esso mediante scelte di carattere discrezionale collegate alla diversità delle possibili situazioni suscettibili di verificarsi durante l’espletamento del servizio, sulla base di una varietà di procedure concretamente attuabili”.

5. Avverso tale sentenza Allsystem s.p.a ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi. La società I.V.R.I. – Istituti di Vigilanza Riuniti d’Italia s.p.a. ha resistito con controricorso e ricorso incidentale, a sua volta articolato in tre motivi. G.V. ha resistito con controricorso al ricorso Allsystem s.p.a.. Quest’ultima ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

6. Ricorso principale di Allsystem s.p.a..

7. Con il primo motivo di ricorso principale è dedotta violazione e falsa applicazione degli artt. 1362,1363,1366,1367 e 1369 c.c. in relazione all’art. 21 del contratto collettivo integrativo di lavoro per i dipendenti da Istituti di vigilanza privata operanti in Milano e provincia e provincia Monza e Brianza, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

8. Si rileva che il contratto integrativo provinciale sottoscritto il 21 luglio 2010 ha previsto nuove figure professionali, tra cui quella dell’operatore adibito alla centrale operativa ubicata presso gli utenti, legittimamente classificabile ad un livello anche inferiore al IV livello super del c.c.n.l. di settore. Nell’attribuire “ai vigili inquadrati a un livello inferiore al IV super” un’indennità giornaliera, il citato contratto integrativo ha escluso che l’adibizione ad una centrale operativa presso l’utente e lo svolgimento delle mansioni tipiche di tale ruolo attribuissero di per sé il diritto all’inquadramento nel:(V livello super. Se si seguisse la soluzione interpretativa adottata dalla Corte territoriale, la disciplina dell’art. 21 in esame risulterebbe di fatto inapplicabile; infatti, poiché le centrali operative esterne sono necessariamente dotate di strumentazioni informatiche, se qualunque operatore di centrale operativa presso la clientela per il solo fatto di utilizzare tali strumenti informatici dovesse essere inquadrato nel IV livello super, difetterebbero sempre i presupposti per il riconoscimento dell’indennità giornaliera. L’interpretazione data dalla sentenza impugnata non tiene conto della ratio del contratto collettivo integrativo anzi ne determina una inammissibile disapplicazione, in contrasto con la volontà delle parti sociali firmatarie del medesimo.

9. Con il secondo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c. nonché dell’art. 31 c.c.n.l. 2004-2008 per dipendenti da Istituti e Imprese di vigilanza privata, per erronea interpretazione della definizione di “gestione” di strumenti di controllo tecnologicamente avanzati di cui alla declaratoria contrattuale.

10. Premesso che il termine “gestire” equivale ad amministrare, condurre, controllare, dirigere, governare e non coincide con interagire o interfacciarsi, come invece ritenuto dalla Corte di merito, si afferma che il IV livello super spetti unicamente alle guardie particolari giurate che abbiano la capacità di governare completamente e in piena autonomia una dotazione informatica tecnologicamente complessa.

Diversamente opinando, i livelli IV e IV super si differenzierebbero solo per la mera presenza o meno di strumenti informatici sul luogo di lavoro, a prescindere dalla qualità dell’interazione posta in essere dal lavoratore, con un’inaccettabile disparità di trattamento tra i dipendenti. Si censura l’interpretazione data dalla Corte di merito in quanto contraria alla lettera della previsione contrattuale e si ribadisce che le attività affidate al G., come ricostruite nelle pronunce di merito, non sono riconducibili alla gestione di strumenti tecnologicamente avanzati ma costituiscono attività di vigilanza standard, normalmente disimpegnate nell’ambito delle centrali operative ubicate presso la clientela.

11. Col terzo motivo di ricorso si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1362,1363,1366,1369,2103 e 2697 c.c., nonché degli artt. 31 e 32 c.c.n.l. 2004-2008, per omessa allegazione e prova da parte del lavoratore ed omessa indagine ad opera della Corte territoriale dei requisiti richiesti ai fini dell’inquadramento nel IV livello super, rappresentati dallo svolgimento “in via continuativa e prevalente” di compiti “previsti dai capitolati d’appalto”.

12. Si addebita alla sentenza d’appello di non aver verificato la sussistenza di prova fattuale della prevalenza quantitativa e qualitativa delle mansioni rivendicate dal G. rispetto a quelle proprie del livello di inquadramento e di non aver indagato sul contenuto dei capitolati di appalto, elemento costitutivo della previsione contrattuale ai fini del riconoscimento del IV livello super; si denuncia l’omessa allegazione e prova, di cui era onerato il lavoratore, degli elementi suddetti.

13. Ricorso incidentale della I.V.R.I. s.p.a..

14. Con il primo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 1362,1363 c.c. e ss., in relazione all’art. 31 c.c.n.l. 2004-2008 per dipendenti da Istituti e Imprese di vigilanza privata. Si addebita alla sentenza impugnata di aver interpretato il termine “gestire” in senso non conforme al significato letterale, cioè come equivalente a utilizzare o interagire con i sistemi informatici laddove l’espressione è significativa della volontà delle parti sociali di riservare il IV livello super solo alle guardie giurate che siano in grado di sovrintendere e amministrare il sistema d’allarme nel suo complesso, potendo intervenire fattivamente sull’impostazione dei parametri di utilizzo e delle procedure che gli altri addetti devono seguire. Si sottolinea che nel caso di specie il lavoratore non aveva nessun margine per modificare le procedure eterodeterminate né poteva intervenire nella definizione delle procedure stesse.

15. Con il secondo motivo è dedotta violazione e falsa applicazione degli artt. 1362,1363 c.c. e ss. in relazione all’art. 21 del contratto collettivo integrativo di lavoro per i dipendenti da Istituti di vigilanza privata operanti in Milano e provincia e provincia Monza e Brianza, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

16. Si sostiene che con l’art. 21 del contratto integrativo provinciale le parti sociali hanno espressamente previsto che le attività di vigilanza svolte presso le centrali operative degli utenti e l’utilizzo delle apparecchiature informatiche di controllo ivi presenti non giustificano l’inquadramento al IV livello super, ma semmai la corresponsione della indennità giornaliera. Infatti, poiché le centrali operative esterne sono necessariamente dotate di strumentazioni informatiche, se qualunque operatore di centrale operativa presso la clientela per il solo fatto di utilizzare tali strumenti informatici dovesse essere inquadrato al IV livello super, difetterebbero sempre i presupposti per il riconoscimento dell’indennità giornaliera.

17. Col terzo motivo è dedotta violazione e falsa applicazione dell’art. 1363 c.c. in relazione agli artt. 31 c.c.n.l. e 21 del contratto integrativo di lavoro, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

18. Si critica la sentenza impugnata in quanto omette di considerare che, in base all’art. 31 c.c.n.l., un operatore addetto ad una centrale operativa dell’istituto di vigilanza (centro nevralgico dell’attività dell’Istituto in cui sono concentrati tutti gli allarmi e le immagini provenienti dalle migliaia di clienti e che gestisce gli interventi delle pattuglie presso i clienti stessi) possa essere legittimamente inquadrato nel IV livello contrattuale e che è illogico che un simile operatore possa essere collocato ad un livello inferiore rispetto ad una guardia giurata che deve interfacciarsi unicamente col sistema di sorveglianza installato presso un unico cliente.

19. Il primo motivo di ricorso principale ed il secondo motivo del ricorso incidentale possono essere trattati insieme in quanto sovrapponibili.

20. Essi non meritano accoglimento.

21. Al riguardo, occorre premettere, in conformità al consolidato indirizzo della giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 25270 del 2011; n. 15471 del 2017), che l’interpretazione degli atti negoziali e degli atti unilaterali implica un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, che, come tale, può essere denunciato in sede di legittimità solo per violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale (art. 1362 c.c. e ss. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3) ovvero per vizio di motivazione (ai sensi dell’art. 132 n. 4 c.p.c.), fermo l’onere del ricorrente di indicare specificamente il modo in cui l’interpretazione si discosti dai canoni di ermeneutica o la motivazione relativa risulti apparente, non potendosi, invece, limitare a contrapporre interpretazioni o argomentazioni alternative o, comunque, diverse rispetto a quelle proposte dal giudice di merito, poiché il controllo di logicità del giudizio di fatto non può risolversi in una revisione del ragionamento decisorio, ossia dell’opzione che ha condotto il giudice di merito ad una determinata soluzione della questione esaminata.

22. Si e’, in particolare, precisato che la denuncia di un errore di diritto o di un vizio di ragionamento nell’interpretazione di una clausola contrattuale non può limitarsi a prospettare una pur plausibile interpretazione alternativa degli atti richiamati, fondata sulla valorizzazione di alcune espressioni piuttosto che di altre, oppure di dati asseritamente più significativi o di regole di giustificazione prospettate come più congrue, ma deve rappresentare elementi idonei a far risultare l’errore nell’attività ermeneutica del giudice di merito, cui l’interpretazione degli atti negoziali e degli atti unilaterali è riservata (Cass. n. 28319 del 2017; n. 15471 del 2017; n. 25270 del 2011; n. 15890 del 2007; n. 9245 del 2007).

23. Ciò comporta che l’interpretazione cui perviene il giudice di merito non deve essere l’unica astrattamente possibile, ma solo una delle interpretazioni logicamente plausibili (v. Cass. 28319 del 2017), rimanendo estranea all’area della violazione di legge la richiesta di revisione pura e semplice del procedimento interpretativo svolto nella fase di merito.

24. Questa Corte ha anche chiarito che i canoni legali di ermeneutica contrattuale sono governati da un principio di gerarchia, in forza del quale i canoni strettamente interpretativi (artt. 1362 e 1365 c.c.) prevalgono su quelli interpretativi integrativi (artt. 1366 e 1371 c.c.) e ne escludono la concreta operatività, quando l’applicazione dei primi risulti, da sola, sufficiente a rendere palese la comune intenzione delle parti stipulanti.

25. Di tali principi la sentenza impugnata ha fatto corretta applicazione, avendo interpretato l’art. 21 del contratto integrativo in base al chiaro tenore letterale dello stesso che, non solo non ha introdotto una nuova figura professionale diversa da quelle contemplate dal contratto nazionale, ma si limita a riconoscere, al personale inquadrato nei livello inferiore al IV super e che svolga servizio di operatore adibito alla centrale operativa degli utenti, una indennità giornaliera collegata alla presenza presso la centrale operativa.

26. In nessun passaggio della sentenza d’appello è affermato che l’adibizione ad una centrale operativa presso l’utente attribuisca di per sé il diritto al IV livello super, sicché del tutto fuorvianti sono le elucubrazioni delle società ricorrenti che, sulla base di presupposti non contenuti nella decisione impugnata, evidenziano profili di illogicità della lettura data dai giudici di appello alla disposizione in esame. La Corte di merito non ha fondato il riconoscimento del superiore inquadramento sul dato in sé della assegnazione ad una centrale operativa esterna bensì sulla valutazione integrata di una serie di elementi ritenuti corrispondenti alla declaratoria contrattuale del livello IV super.

27. Parimenti infondati sono il secondo motivo del ricorso principale ed il primo motivo del ricorso incidentale, sulla interpretazione dell’art. 31 c.c.n.l..

28. Anche in tal caso, le censure mosse dalle due società si limitano a prospettare una interpretazione alternativa della norma contrattuale e, in particolare, del verbo “gestire”, senza tuttavia incidere sulla adeguatezza letterale e soprattutto logica di quella adottata dai giudici di merito.

29. Dal punto di vista letterale, l’art. 31 cit., nel descrivere il livello IV super, fa riferimento alle guardie giurate che “svolgono anche compiti di sicurezza inerenti a sistemi computerizzati e gestiscono strumenti di controllo tecnologicamente avanzati”, e la “gestione” non è correlata al sistema informatico ma unicamente agli strumenti di controllo quali unità periferiche del sistema.

30. Dal punto di vista logico, come utilmente evidenziato nel controricorso del G., la tesi prospettata dalle attuali ricorrenti comporterebbe il riconoscimento del livello IV super solo alle guardie giurate dotate di particolari competenze informatiche, necessarie ai fini della “gestione” di un sistema informatico, il che non coincide in alcun modo con le caratteristiche del livello in esame.

31. Il terzo motivo di ricorso principale è inammissibile perché introduce questioni nuove, di cui non vi è traccia nella sentenza impugnata, senza che sia specificato in quali atti processuali e in che termini le stesse siano state sollevate nei gradi di merito.

32. Il terzo motivo di ricorso incidentale è parimenti inammissibile in quanto censura l’interpretazione data dalla Corte di merito sulla base di un presupposto errato, vale a dire che la collocazione nel livello IV oppure IV super possa dipendere unicamente dalla assegnazione ad una centrale operativa interna o esterna, anziché dal contenuto delle attività in concreto svolte e dalla corrispondenza delle stesse alle distinte declaratorie contrattuali.

33. Per le ragioni esposte il ricorso principale e quello incidentale devono essere respinti, con condanna di entrambe le società alla rifusione delle spese di lite nei confronti del G., che si liquidano come in dispositivo.

34. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente principale e della ricorrente incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale e incidentale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso principale e il ricorso incidentale.

Condanna la ricorrente principale e incidentale alla rifusione delle spese di lite in favore del G. che liquida in Euro 4.000,00 per compensi professionali, Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie nella misura del 15% e accessori come per legge.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente principale e incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso principale e incidentale, a norma del dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 3 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 gennaio 2022

 

 

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