Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23371 del 19/09/2019

Cassazione civile sez. trib., 19/09/2019, (ud. 29/05/2019, dep. 19/09/2019), n.23371

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRUCITTI Roberta – Presidente –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. GUIDA Riccardo – Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello – Consigliere –

Dott. GILOTTA Bruno – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 5479/2015, proposto da:

Almeco s.p.a., incorporante della Immobiliare Industriale s.p.a.,

rappresentata e difesa dall’avv. Andrea Mifsud ed elettivamente

domiciliata in Roma, via della Ferratella in Laterano n. 33 presso

lo studio dell’avv. Aurora Spaccatrosi;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

rappresentata dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio

legale in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato.

– resistente –

Fatto

FATTO E DIRITTO

per la cassazione della sentenza n. 3847/2014 emessa inter partes il 10 luglio 2014 dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, avente ad oggetto l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) dell’Agenzia delle Entrate di (OMISSIS):

letta l’istanza 28.09.2017 con la quale la ricorrente Immobiliare Industriale s.r.l. ha domandato la definizione della controversia tributaria pendente a norma del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno 2017, n. 96;

letta la speculare istanza dell’Agenzia delle Entrate intesa alla dichiarazione di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con compensazione integrale delle spese, con l’allegata comunicazione del Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di (OMISSIS);

visto il D.L. n. 50 del 2017, art. 1, comma 10, convertito con modificazioni dalla L. 21 giugno 2017, n. 96.

P.Q.M.

Dichiara estinto il giudizio e compensa interamente fra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, il 29 maggio 2019.

Depositato in Cancelleria il 19 settembre 2019

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