Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23371 del 09/11/2011

Cassazione civile sez. trib., 09/11/2011, (ud. 12/10/2011, dep. 09/11/2011), n.23371

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 21745/2009 proposto da:

AGENZIA DEL TERRITORIO in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope

legis;

– ricorrente –

contro

B.P.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 28/2008 della Commissione Tributaria Regionale

di TORINO dell’1.7.08, depositata il 03/07/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

12/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE CARACCIOLO.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. RAFFAELE

CENICCOLA.

La Corte:

Fatto

FATTO E DIRITTO

ritenuto che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

Il relatore Cons. Dott. Giuseppe Caracciolo, letti gli atti depositati, osserva:

La CTR del Piemonte ha accolto l’appello di B.P. – appello proposto contro la sentenza n. 116 del 16.11.2006 della CTP di Torino che ha rigettato il ricorso del contribuente – ed ha così annullato le notifiche di determinazione della rendita catastale di due unità immobiliari site a (OMISSIS), in variazione della proposta latta dalla parte contribuente a mezzo della procedura DOCFA. La predetta CTR ha motivato la decisione ritenendo che – vertendosi in materia di accertamenti relativi ai fabbricati speciali e particolarmente appartenenti ai gruppi D ed E, perciò regolati dal D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 30 – le notifiche impugnate risultavano prive di qualsivoglia motivazione, atteso che l’Agenzia avrebbe dovuto indicare i dati di fatto di comparazione, costituiti dalle compravendite, registrate nel periodo considerato, per immobili analoghi, nella zona di riferimento o, in difetto di dati siffatti, enucleare le caratteristiche tipologiche che hanno fondato la stima effettuata.

L’Agenzia del Territorio ha interposto ricorso per cassazione affidato a unico motivo.

La parte contribuente non ha svolto attività difensiva.

Il ricorso – ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., assegnato allo scrivente relatore, componente della sezione di cui all’art. 376 c.p.c. – può essere definito ai sensi dell’art. 375 c.p.c..

Infatti, con il primo motivo di censura (rubricato come: “Violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 e dei principi generali in ordine alla motivazione degli atti in materia catastale, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 2”, assistito da idoneo quesito di diritto) la parte ricorrente si duole del fatto che la sentenza impugnata ha fatto erronea applicazione dell’art. 7 menzionato, non avendo considerato la peculiarità dell’avviso di classamcnto, la cui motivazione è da rinvenirsi nella relazione di stima sintetica, da cui si deducono le ragioni della rettifica operata dall’Ufficio, che fa riferimento ai valori unitari medi di mercato, che il contribuente ben conosce avendoli utilizzati nella procedura DOCFA. Siffatta stima è sufficiente per escludere che l’avviso sia viziato in punto di motivazione per non avere riprodotto od allegato l’atto presupposto.

Il motivo di censura appare inammissibilmente formulato.

Esso infatti non ha attinenza (in termini Cass. Sez. 5, Sentenza n. 17125 del 03/08/2007) con gli argomenti sui quali il giudice di appello ha fondato la sua decisione (e cioè la peculiarità della stima relativa ai fabbricati speciali e particolarmente di quelli appartenenti ai gruppi D ed E, proprio perchè regolati dal D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 30, il quale infatti prevede che: “Le tariffe non si determinano per le unità immobiliari indicate nell’art. 8.

Tuttavia la rendita catastale delle unità immobiliari appartenenti a tali categorie si accerta ugualmente, con stima diretta per ogni singola unità”), argomenti rispetto ai quali le ragioni di censura glissano completamente, limitandosi la parte ricorrente a prospettare la violazione del richiamato art. 7, la cui norma il giudice del merito ha invece richiamato a solo fine di rafforzare la necessità di una compiuta motivazione del provvedimento, nell’ottica di cui dianzi si è detto.

Pertanto, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in Camera di consiglio per inammissibilità.

Roma, 10 maggio 2011.

che la relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata agli avvocati delle parti;

che non sono state depositate conclusioni scritte, nè memorie.

che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, il ricorso va rigettato.

che le spese di lite non necessitano di regolazione, atteso che la parte vittoriosa non si è costituita.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Nulla sulle spese.

Così deciso in Roma, il 12 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2011

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