Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23254 del 05/10/2017


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Cassazione civile, sez. II, 05/10/2017, (ud. 20/06/2017, dep.05/10/2017),  n. 23254

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. CORRENTI Vincenzo – rel. Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3975-2014 proposto da:

M.M., ((OMISSIS)), elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE

GERMANICO 172, presso lo studio dell’avvocato PIER LUIGI PANICI,

rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO DI CIOLLO;

– ricorrente –

contro

B.N., ((OMISSIS)), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

MONTESANTO 68, presso lo Studio CULLO – ANGELONI, rappresentata e

difesa dall’avvocato PIERLUIGI ANGELONI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1025/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 20/02/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

20/06/2017 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

M.M. propone ricorso per cassazione contro B.N., che resiste con controricorso, avverso la sentenza della Corte di appello di Roma 20.2.2013, che ha respinto l’appello principale del M. e l’incidentale della B. alla sentenza del Tribunale di Latina che aveva accertato la simulazione assoluta dell’atto inter partes.

La B. aveva convenuto il M. deducendo di aver rilasciato al proprio coniuge R.P. una procura speciale a vendere un fabbricato ed un terreno in (OMISSIS) ma l’atto non si era potuto stipulare in quanto il notaio, rispetto ad una procura per l’intero compendio, rifiutava il rogito all’acquirente di una porzione del terreno agricolo; il giorno dopo il rifiuto al rogito del notaio si era proceduto ad unica vendita in favore del promissario acquirente della porzione di terreno e con intestazione fittizia al M. del fabbricato e del terreno residuo, senza pagamento od immissione in possesso da parte di quest’ultimo.

La Corte di appello ha indicato la B. come parte sostanziale negando che gli eredi del procuratore fossero litisconsorti necessari ed ha richiamato il principio che il mandante non partecipe ed ignaro dell’accordo simulatorio è terzo e può dare la prova della simulazione senza limiti.

Ricorre M. con due motivi, illustrati da memoria, resiste B..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Col primo motivo si lamenta nullità della sentenza per violazione dell’art. 102 c.p.c. e art. 1388 c.c. per la non integrità del contraddittorio e col secondo nullità della sentenza per violazione degli artt. 1417,2724 e 2725 c.c. e contraddittorietà della motivazione.

Ciò premesso, si osserva:

Come dedotto, la Corte di appello ha indicato la B. come parte sostanziale negando che gli eredi del procuratore fossero litisconsorti necessari ed ha richiamato il principio che il mandante non partecipe ed ignaro dell’accordo simulatorio è terzo e può dare la prova della simulazione senza limiti.

In ordine al primo motivo questa Corte Suprema ha statuito che, al di fuori dei casi in cui la legge espressamente impone la partecipazione di più soggetti al giudizio instaurato nei confronti di uno di essi, vi è litisconsorzio necessario solo allorquando l’azione tenda alla costituzione o alla modifica di un rapporto plurisoggettivo unico, ovvero all’adempimento di una prestazione inscindibile comune a più soggetti; pertanto non ricorre litisconsorzio necessario allorchè il giudice proceda, in via meramente incidentale, ad accertare una situazione giuridica che riguardi anche un terzo, dal momento che gli effetti di tale accertamento non si estendono a quest’ultimo ma restano limitati alle parti in causa (Cass. 12.4.2011 n. 8379).

In senso conforme circa la necessità di un rapporto unico e di una situazione giuridica inscindibilmente comune a più soggetti (Cass. 13.1.2011 n. 712).

Sono state ritenute cause inscindibili quelle nelle quali dopo la morte della parte, nel corso del processo, il giudizio prosegue nei confronti degli eredi (Cass. 25.3.2005 n. 6469, Cass. 14.5.1999 n. 4762 ex multis).

Nella specie la B. è stata considerata parte sostanziale, donde la non necessità della integrazione del contraddittorio nei confronti degli eredi del mandatario.

Anche se l’accordo era stato raggiunto col procuratore, quest’ultimo era deceduto da tempo e nè nel giudizio di merito nè in questa sede sono stati indicati gli eventuali eredi pretermessi (Cass. 16.3.2006 n. 5880).

Sul secondo motivo il fatto che la mandante sia stata considerata ignara o non partecipe dell’accordo simulatorio costituisce apprezzamento in fatto insuscettibile di sindacato e la stessa, in quanto terza poteva fornire prova della simulazione senza limiti (Cass. 18.9.2009 n. 20107), donde l’inidoneità della censura a superare la decisione adottata.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese liquidate in Euro 3200 di cui 200 per spese vive, oltre accessori, e pese forfettarie nel 15%, dando atto dell’esistenza dei presupposti ex D.P.R. n. 115 del 2002 per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Così deciso in Roma, il 20 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 5 ottobre 2017

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