Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23247 del 23/10/2020

Cassazione civile sez. trib., 23/10/2020, (ud. 06/03/2020, dep. 23/10/2020), n.23247

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. TINARELLI FUOCHI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. DI NAPOLI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 12940/2013 R.G. proposto da:

Azienda Agricola Belvedere di S.P. e C. s.s., rappresentato

e difeso dall’Avv. Francesco Napolitano, presso il quale è

domiciliato in Roma via Po n. 9, giusta procura speciale a margine

del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale

dell’Umbria n. 184/04/12 depositata in data 13 novembre 2012.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 6 marzo 2020

dal Consigliere Giuseppe Fuochi Tinarelli.

 

Fatto

RILEVATO

che:

L’Azienda Agricola Belvedere di S.P. e C. s.s., esercente attività di allevamento animali in qualità di soccidaria, impugna per cassazione, con un motivo, la decisione della CTR in epigrafe, che, in riforma della decisione di primo grado, aveva ritenuto legittimo l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate per l’anno 2006 ai fini Iva per l’indebita detrazione dell’imposta per operazioni non rilevanti perchè qualificabili come partecipazioni agli utili. L’Agenzia delle entrate resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Nelle more del giudizio la contribuente ha chiesto, ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 6, la definizione agevolata della cartella esattoriale relativa all’avviso di accertamento di cui al giudizio e, con memoria del 18 febbraio 2020, ha dichiarato di rinunziare al ricorso.

2. Agli atti manca, invero, l’attestazione dell’avvenuta integrale definizione del debito fiscale. Nondimeno l’intervenuta rinuncia, ancorchè non notificata alla controparte, rivela il sopravvenuto difetto di interesse della ricorrente a proseguire il giudizio, sicchè è idonea a determinare l’inammissibilità del ricorso stesso per sopravvenuta carenza d’interesse.

Le spese vanno compensate.

Trattandosi di causa sopravvenuta di inammissibilità del ricorso, non trova applicazione l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1 quater, (Cass. n. 13636 del 02/07/2015; Cass. n. 31732 del 07/12/2018).

P.Q.M.

La corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 6 marzo 2020.

Depositato in Cancelleria il 23 ottobre 2020

 

 

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